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Il calendario di Natale, la recensione del film originale Netflix

Una bella fotografa riceve in dono per Natale, dall'amato nonno, un calendario dell'avvento dotato di poteri magici e profetici.

recensione Il calendario di Natale, la recensione del film originale Netflix
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Abby Sutton è una fotografa che sogna in grande, con l'obiettivo prima o poi di aprirsi uno studio personale nel quale dar vita a un vero e proprio ritrovo di artisti locali. Allo stato attuale, però, la ragazza deve fare i conti con la dura realtà e si barcamena lavorando in un piccolo negozio specializzato in giocattoli e addobbi natalizi, con il periodo delle relative feste prossimo a venire.
In Il calendario di Natale, nei primi giorni di dicembre fa ritorno a casa, dopo un lungo viaggio in Europa, il suo miglior amico Josh, anch'egli fotografo. Abby è pronta così ad affrontare il lieto periodo vestendosi come elfo di Babbo Natale per intrattenere le folle di cittadini e turisti, ricevendo inoltre in anticipo un regalo da parte dell'amato nonno: si tratta di un particolarissimo calendario dell'avvento che, ogni mattina, distribuisce dalla finestrella più alta un piccolo dono.
Ben presto Abby scopre che gli oggettini che escono dal suo regalo, costruito a forma di abitazione spiovente, sembrano predire quanto le accadrà nelle ore successive. Fino a quando la fanno incontrare con l'affascinante Ty, affermato dottore nonché padre single, con il quale avrà inizio una relazione che suscita la gelosia di Josh, da sempre segretamente innamorato della sua best friend.

La regola dell'amico

Si avvicina il periodo natalizio e Netflix, come ogni anno a questa parte dalla sua nascita, sta preparando un'infornata di titoli a tema, sia originali che non. Tra i primi, dei quali sicuramente il più atteso è Qualcuno salvi il Natale (2018), che vedrà protagonista Kurt Russell negli iconici panni di Santa Claus, compare anche questa commedia sentimentale spruzzata di romanticismo a buon mercato pensata per un determinato tipo di pubblico generalista, con una particolare attenzione alle "quote rosa".
Il regista Bradley Walsh, già autore di una trilogia televisiva a tema, rispetta infatti tutte le regole dello zuccheroso sotto-filone e infarcisce i novanta minuti di visione dei più scontati stereotipi festivi: un'impressione palpabile già dal prologo, con una musica allegra di sottofondo e i sorrisi a trentadue denti di persone comuni fotografate dalla protagonista. Laddove la narrazione sembra inizialmente incanalarsi su una trama prevedibile, con lo sviluppo delle varie relazioni che vedono coinvolti i personaggi principali, ecco una parziale sorpresa con l'entrata in campo dell'elemento fantastico, qui incarnato da un vecchio calendario dell'avvento che ogni giorno, prima dell'arrivo del 25 dicembre, riserva alla bella Abby una sorta di oggettino profetico su quanto dovrà affrontare nelle ore successive.

La magia del Natale?

La carta della magia poteva suscitare curiosità e interesse, nonché regalare qualche piacevole colpo di scena, ma il plot base non si stacca mai da quell'alone di già visto e rivisto che ben presto prende piede nell'evoluzione del racconto. La Nostra in cerca di coronare l'agognato sogno di una vita, il suo migliore amico che prova per lei un amore segreto e il magnetico medico single quale terzo incomodo utile a sparigliare le carte: anche allo sguardo più ingenuo è ben chiaro quale piega prenderanno gli eventi e il più mieloso dei lieto-fine è naturalmente dietro l'angolo. Una colpa da imputare più alla formula prestabilita che a veri e propri demeriti tecnici e attoriali, tanto che la regia - pur senza eccellere - svolge il suo compitino con una buona gestione del ritmo, mentre il cast multi-etnico ispira simpatia in più occasioni, a cominciare dalla protagonista Kat Graham, storica interprete della serie cult The Vampire Diaries qui alle prese, mostrando una certa naturalezza, con il ruolo più soft della sua carriera.
Il contorno è purtroppo affossato da scelte banali e stantie, con una particolare predilizione per i dialoghi copia/incolla: battute e risposte del calibro di "Sei la mia sorella preferita!" - "Ma sono anche la tua unica sorella" sono un tantino imbarazzanti da sentire nel 2018.
L'unico lampo originale lo si ha perciò quando Netflix cita se stessa in una sequenza in cui Abby seleziona proprio nel catalogo della piattaforma il film Un'eredità per Natale (2017), predecessore spirituale dello scorso anno.

Il calendario di Natale Netflix inizia le sue proposte per l'imminente periodo festivo portando nel catalogo la prima produzione originale a tema di quest'anno, Il calendario di Natale. Una commedia romantica ambientata durante le vacanze dicembrine, nella quale una fotografa con grandi aspirazioni riceve in dono dall'amato nonno un particolare calendario dell'avvento dotato di poteri magici: ogni giorno infatti consegna alla protagonista dei piccoli oggettini profetici, i quali solo poche ore dopo si tramutano in eventi che la riguardano per davvero. L'elemento fantastico porta un po' di brio a un titolo altrimenti scontato e banale che, tolta la simpatia dell'eterogeneo cast, si affida a soluzioni melense tipiche del sotto-filone, con un occhio di riguardo al pubblico femminile nella crescente relazione tra i due personaggi principali, con la regola dell'amico e il terzo incomodo a cercare di nascondere per buona parte della visione il canonico percorso destinato al più prevedibile degli epiloghi.

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