Ice Soldiers, la recensione del film con Dominic Purcell

Uno scienziato canadese è sulle tracce di tre soldati russi geneticamente modificati, risvegliatisi dopo cinquant'anni di letargo

recensione Ice Soldiers, la recensione del film con Dominic Purcell
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Nel 1962, durante la crisi di ottobre (fase di confronto tra Stati Uniti e Unione Sovietica in merito al dispiegamento di missili balistici sovietici a Cuba), una truppa canadese stanziata nell'artico cattura tre soldati russi, potenziati geneticamente e dalla capacità sovrumane. Prossimi a essere esaminati da un gruppo di scienziati arrivati appositamente in loco, i prigionieri riescono a scappare dalle proprie celle di contenimento e massacrano chiunque trovino sulla loro strada, lasciando in vita solo una donna.
In Ice Soldiers cinquant'anni dopo un team di connazionali, tra i quali è presente il dr. Malraux, si trova sul posto e si imbatte nei corpi ibernati dei super-soldati. Malraux è l'unico a essere convinto che questi, dai cui corpi giungono incredibilmente ancora segni vitali, debbano essere eliminati a ogni costo ma i superiori, vista l'importanza della scoperta che potrebbe far gola agli alti piani militari, ignorano l'avvertimento.
Anche in quest'occasione gli agenti sovietici si risvegliano dal loro torpore e uccidono l'intero team, con il solo Malraux sopravvissuto: ora l'uomo si metterà sulle loro tracce per chiudere definitivamente un conto in sospeso iniziato mezzo secolo prima.

Un film ipotermico

Un'ambientazione glaciale che, nelle fasi iniziali, riporta alla mente le atmosfere de La cosa (1982) carpenteriana, qui ovviamente virata in un'ottica da b-movie: Ice Soldiers dal prologo sembrava poter garantire un sano e innocuo divertimento di genere ma, col procedere dei minuti e l'avanzamento temporale ai giorni nostri, ben presto l'operazione perde di atmosfera e mette in mostra tutti i limiti tecnici e attoriali. Il basso budget di partenza non può essere usato come giustificazione quando è proprio la sceneggiatura a palesare una narrazione claudicante, con tanto dell'attesa rivelazione finale che la maggior parte del pubblico avrà già facilmente intuito dalla prima mezz'ora.
A mancare è però proprio un'idea di fondo nella resa dei conti tra il massiccio protagonista (difficile ricordare scienziati dal fisico così erculeo, se non in film dichiaratamente auto-ironici) interpretato dal monolitico Dominic Purcell (star delle serie cult Prison Break) e i tre villain sovietici, ai quali i capelli biondo platino e un modo di parlare monosillabico donano un look più ridicolo che minaccioso.

Mancanza di logica

A dominare la totalità della visione è il sottofondo bianco, con le riprese effettuate nei pressi di una fredda cittadina dell'Ontario e la coltre candida quale luogo della caccia senza esclusione di colpi tra l'eroe occidentale e i super-cattivi russi. Peccato che il potenziale fascino del paesaggio, unito a una contaminazione con effetti digitali assolutamente inutile, finisca schiavo della monotonia di situazioni nel quale il Nostro si trova impegnato: anche con l'entrata in scena della spalla di Adam Beach, qui nei panni di un esperto cacciatore indiano, le coordinate non cambiano, aggiungendo passaggi improbabili e gratuiti senza un reale nesso logico.
Sequenze come l'attraversamento di un lago ghiacciato attraverso piattaforme in movimento o lo stesso combattimento finale sono prive di qualsiasi pathos o istinto tensivo e lo spettacolo è solo un miraggio (l'unica scena parzialmente avvincente è il breve inseguimento su quattro ruote tra la motoslitta e il pick-up).

Ice Soldiers Tre soldati russi geneticamente modificati, dai capelli biondo platino, attratti dalle belle donne e dalla crudeltà innata, si risvegliano dopo cinquant'anni di letargo nei pressi dell'artico e un muscoloso scienziato canadese dà loro la caccia. Su una trama che tira in ballo in chiave caricaturale il tema della guerra fredda, Ice Soldiers imbastisce le coordinate di un b-movie in piena regola, dove però a mancare è proprio il sano e ludico divertimento di genere. Un cast fuori forma (con Michael Ironside nell'ennesimo "cameo alimentare" della sua carriera), una regia che non offre mai aliti tensivi o momenti spettacolari e la monotonia dell'innevata ambientazione rendono i novanta minuti di visione difficili da digerire, anche per i più strenui appassionati del filone. Il film andrà in onda lunedì 21 gennaio alle 21.05 su RAI4 in prima visione TV.

4

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