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Ibiza, la recensione della commedia originale Netflix

Harper, mandata in Spagna per lavoro, coinvolge le sue due migliori amiche in una vacanza fuori di testa trovando forse anche l'amore.

recensione Ibiza, la recensione della commedia originale Netflix
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La bella Harper viene mandata in Spagna per prendere parte a un fondamentale colloquio che potrebbe determinare un importante accordo per l'azienda in cui lavora. La ragazza ha la malaugurata idea di rendere partecipi le sue migliori amiche Nikki e Leah, che si offrono di accompagnarla con la scusa di trascorrere anche una manciata di giorni di vacanza. Arrivate a Barcellona, le tre compari trascorrono una serata in discoteca e qui Harper colpisce l'attenzione del famoso dj Leo West, con il quale scatta immediato un colpo di fulmine. I due si scambiano i numeri di telefono ma non hanno più occasione di incrociarsi. Harper però, spinta dalle amiche, si convince di dover rivedere ancora una volta l'aitante disc jockey e quando scopre che la sera seguente questi terrà uno show a Ibiza decide di prendere un aereo e provare a coronare il suo sogno d'amore anche a discapito della carriera professionale.

Una notte da leonesse

Tre scatenate amiche alle prese con una vacanza indimenticabile sono al centro di questa commedia che segna il ritorno al lungometraggio, a cinque anni dall'esordio di We Are Young (2013), del regista Alex Richanbach, la cui carriera è costellata per la maggior parte di cortometraggi per il mercato pubblicitario. E proprio queste sue influenze si palesano nei novanta minuti di Ibiza, produzione originale Netflix in cui l'impatto visivo frizzante e cool permette di chiudere un occhio su una comicità tipica dei buddy movie a tema moderni, sulla scia della lezione impartita in tempi relativamente recenti dalla saga di Una notte da leoni (2009). Sono infatti droga, alcool e sesso a dominare lo status quo narrativo, con il trio di protagoniste che passa da feste in discoteca a esclusivi party privati come nulla fosse, pensando solo a divertirsi incurante delle conseguenze, scelta che offre campo libero a una sequela di gag e battute demenziali, alcune riuscite altre meno, laddove i buoni sentimenti sono comunque destinati a trionfare nel prevedibile finale.
Il tutto visto da un'ottica "in rosa" ma non per questo meno sfacciata, tra personaggi maschili di contorno quali vere e proprie macchiette se si esclude il personaggio del dj interpretato dal Richard Madden di Game of Thrones. Musica a palla, dall'intro con la cover di New York, New York a tipici pezzi da discoteca con tanto dell'hit Despacito al centro di una delle sequenze più deliranti, e un'estetica che guarda più all'apparenza che alla sostanza fanno così da sfondo alle riuscite performance delle interpreti: Gillian Jacobs, Phoebe Robinson e Vanessa Bayer sono il vero valore aggiunto di un film tanto scorrevole quanto innocuo.

Ibiza Le tre attrici protagoniste danno vita a dei personaggi magnetici nella loro istrionica stupidità, rivelandosi quale principale pregio di un film che guarda a tanti prototipi della commedia americana a base di vacanze fuori di testa in maniera piacevole ma altrettanto scontata. Ibiza si salva grazie a una genuina simpatia che nasconde le falle di una sceneggiatura derivativa in cui situazioni ed eventi appaiono sempre più prevedibili fino al telefonato, anche letteralmente, epilogo, giostrandosi su gag e battute che viaggiano a corrente alternata.

6

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