Recensione I Tre Moschettieri

Esplosiva e divertentissima rivisitazione di un mito

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Caro Signor Anderson, dov'eravamo rimasti? Hai stravolto Resident Evil, rimaneggiato Mortal Kombat, reso un enorme videogioco il Death Race di Stallone e Carradine dei tempi d'oro, eppure, per quanto ti si dia addosso per questa tua propensione a rendere ancor più esplosivo e travolgente (qualcuno direbbe 'coatto e tamarro', in verità) qualunque soggetto tu abbia per le mani, non ti si può negare una certa dose di immaginazione e attitudine alla spettacolarità, seconda solo -forse- a quella del tuo stimato collega Michael Bay. Se non teniamo conto del grado di fedeltà -che ad esser buoni potremmo definire 'altalenante'- alle fonti di ispirazione originarie, abbiamo sempre avuto per le mani pellicole che non tradivano le aspettative di film spettacolari e coinvolgenti, per quanto, a volte, non sempre convincenti a livello di credibilità. Ma probabilmente a te non importa, vero? A te basta intrattenere il pubblico tenendolo incollato alla poltrona tra combattimenti mozzafiato, pericoli mortali, toni epici e personaggi sempre estremamente caratterizzati dal punto di vista umano.
E ora cosa vuoi fare? I Tre Moschettieri? Ma ' quei ' tre moschettieri? Quelli di Dumas padre?
Be', ci sentiamo di dirti...accomodati pure! Dopotutto, è uno dei romanzi più traslati al cinema da quando questo esiste, quindi...perché no. E poi, accidenti, esistono D'Artacan, Barbie e le tre moschettiere e Zorro e i tre moschettieri, quindi a chi si azzarda ad urlare allo scandalo puoi benissimo zittirlo: tu hai tutto il diritto di dire la tua sull'argomento. Magari ti viene meglio che a tanti altri, alla fine.
Ma certo, puoi metterci tutti gli anacronismi, gli attori cazzuti e le scene da 'orgoglio coatto' che vuoi. E, ci mancherebbe, dai pure una parte da protagonista a tua moglie: sotto sotto ci rimarremmo male se non mostrasse le sue femminili e letali grazie ancora una volta.
Ma raccontaci un po' la trama, su.

Tutti per uno, uno per tutti (in 3D)

Un tempo erano leggendari. Athos (Matthew Macfadyen), Porthos (Ray Stevenson) e Aramis (Luke Evans) erano i tre migliori moschettieri del Re, spesso in missione segreta per il bene della Corona e della Francia tutta. Una vita di imprese e di avventure sfumata per colpa di un singolo fallimento, di cui non hanno peraltro colpa. Eppure, come si suol dire, è più facile che la gente ti rinfacci un singolo fallimento piuttosto che ti renda merito per tutte le tue buone azioni, e così i nostri eroi cadono in disgrazia, insieme a tutto il corpo dei Moschettieri.
D'Artagnan (Logan Lerman), che viene dalle campagne della Guascogna, queste cose non le sa e, cresciuto coi racconti del padre (ex moschettiere) ancora in testa e i suoi insegnamenti di scherma saldamente impressi nel polso, parte alla volta di Parigi in cerca di onore e avventure. Il giovane dimostra fin da subito un discreto talento per cacciarsi nei guai e trovarsi avversari di tutto rispetto, tra cui gli stessi moschettieri e il capo delle Guardie personali del Cardinale Richelieu, Rochefort (Mads Mikkelsen). Lo stesso Richelieu (Christoph Waltz) trama nell'ombra per impossessarsi della Corona, e sta mettendo a punto un intrigo internazionale che porterà prima la Francia e l'Inghilterra, e poi l'Europa tutta, nel baratro della guerra...riusciranno i nostri eroi a scongiurare la crisi?

Una polveriera pronta ad esplodere...

C'è una cosa a cui molti non pensano, parlando di moschettieri, ovvero il fatto che, spesso e volentieri, nei film l'arma che vediamo regolarmente impugnata da Athos & co. è la spada, non certo il moschetto, come giustamente dovrebbe essere. Ma se il problema non se l'era posto nemmeno Dumas, perché se lo dovevano porre gli altri? E invece no, signor Anderson, tu sei avanti e le armi da fuoco in questo tuo film non mancano di certo. Anzi, quando non sono i tuoi personaggi a esplodere colpi pirici, ci pensi tu a mettere un bel botto infuocato qua e là che fa tanta scena, ma senza impegno. Logan Lerman ancora ti ringrazia, Columbus al massimo gli aveva fatto tirare un paio di fulmini in Percy Jackson, e poi Neveldine e Taylor in Gamer le esplosioni le avevano lasciate tutte a Gerald Butler : lui aveva solo un pad dell'X-Box e c'era rimasto un po' male.
E poi, un'altra cosa che ti va riconosciuta è che, al di là di tutte le aggiunte rubacchiate qua e là dai titoli di punta per la PlayStation, ti sei attenuto al romanzo meglio di tanti altri e hai saputo assegnare dei ruoli al tuo cast che, per quanto scontati, risultano tremendamente efficaci.
La tua cara Milla nei panni dell'ambigua Milady era una scelta diremmo obbligata, e falle i complimenti anche da parte nostra perché coi vestiti seicenteschi ci sta una favola, c'è pure un effetto push-up che in 3D risalta quasi più delle esplosioni. Anche Christoph Waltz che fa il villain carismatico non è proprio una novità, ma sarebbe come lamentarsi di una moglie che ti fa le lasagne ogni domenica. Poi vabbe', che te lo dico a fare, come moschettieri mi prendi Logannino bello che è bravissimo nella parte del giovane eroe sbruffone, lo sceriffo di Nottingham di Ridley Scott, Volstagg da Thor, e Apollo dritto dritto da Scontro tra titani...ti piace vincere facile. E poi, vogliamo parlare di Orlando? Certo, Orlando Bloom. Con un nome del genere, l'epica ce l'ha nel sangue, siamo d'accordo, e senza cappa&spada non può stare. S'è fatto le crociate, la guerra di Troia, il viaggio dell'Unico Anello ed è pure salpato per i mari a bordo dell'Olandese Volante alla faccia di Johnny Depp. Che glielo potevi negare un ruolo ne I moschettieri? Però qui, tu, furbo, ci spiazzi tutti perché stavolta lui fa il cattivo. Certo ha dei capelli e dei completi mai visti, ma fa parte del personaggio, in fondo. E poi è un contraltare perfetto per il Re Luigi XIII° un po' froufrou che hai fatto interpretare a Freddie Fox. No, davvero, complimenti sul serio: hai un cast che spacca, pieno di caratteristi di livello.

...Che non tradisce le aspettative

Già dal trailer sapevamo che non ci avresti deluso, in termini d'azione, e così è stato: le poche pause sono dedite all'approfondimento dei personaggi e delle loro relazioni e sono efficaci, nonché spesso molto buffe. Spezzano il giusto, il tuo film ha un ritmo invidiabile. È pur vero che la storia ci mette un po' ad ingranare, ma tu sai sempre come mantenere l'attenzione alta. E, come al solito, i migliori film ispirati dai videogiochi sono quelli che ai videogiochi prendono in prestito atmosfere e dinamiche, ma non ne sono effettivamente tratti. Come in questo caso. Guarda che lo sappiamo che, tra un Resident Evil e un altro, dentro la tua PS3 sono transitati Assassin's Creed e una qualche collection di vecchi Final Fantasy, non negarlo perché ne abbiamo le prove a schermo e te le possiamo elencare. E del fatto che ti auto-citi? Potremmo discuterne a lungo. Piuttosto preferiamo parlare degli effetti speciali che, seppur non fanno gridare al miracolo (RE Afterlife era più tecnicamente raffinato da questo punto di vista, ma immagino ci fossero meno fondi) rendono molto bene il tutto, delle scenografie in gran parte inedite e dei meravigliosi costumi, un trionfo del barocco più spinto che da' un tocco distintivo mica da ridere. Il 3D si fa notare anch'esso, bravo, in alcune scene sembra davvero di stare dentro all'azione, perennemente in bilico e in pericolo. Qualche emozione in più la aggiunge. Abbastanza da far sborsare quei tre-quattro euro di più? Quello lasciamolo decidere al pubblico, ultimamente un po' restio vista la scorpacciata di stereoscopia che tu e i tuoi colleghi gli state proponendo.

I Tre Moschettieri in 3D Be', Signor Anderson, ce l'hai fatta. Hai consegnato ai posteri la tua visione dell'immortale romanzo di Alexandre Dumas e, secondo noi, l'hai fatto pure bene. Non sei il primo che si prende licenze varie, ma sei stato un maestro a rendere la storia al contempo perfida e buonista; nonostante il tuo film sia una continua esplosione e di gente infilzata ce n'è a centinaia, difatti, per vedere una goccia di sangue dobbiamo 'attendere' quasi due ore, e poi qui la regina Anna e Constance non sono fedifraghe! Infine, le licenze risultano tutte divertenti e gustose, grazie anche al cast assolutamente in parte e alla ricercatezza delle ambientazioni. Secondo noi, anche Dumas stesso si sarebbe divertito. Come del resto ci siamo divertiti noi a scrivere in tono un po' guascone, approfittando dell'argomento e assecondando il tuo stile, trasformando la 'solita' recensione seria in una scherzosa, anzi affettuosa, lettera a te indirizzata. Tra una battuta e l'altra, noi ti diciamo 'bravo'.

7

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