Recensione I soliti idioti - Il film

La recensione dell'adattamento cinematografico della popolare sit-com

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Preceduto da un claim che ne vietava la visione ai minori e agli adulti troppo seri, I Soliti Idioti" - nato come programma di nicchia su una rete altrettanto di nicchia (?) come Mtv - è andato man mano affermandosi tra svariate fasce di pubblico come fenomeno comico degli ultimi anni, riuscendo altresì a entrare nelle grazie di certa stampa solitamente perbenista ma fattasi anch’essa contagiare dalla così tanto conclamata irriverenza messa in scena da due facce di gomma come Fabrizio Biggio e Francesco Mandelli, autori e interpreti del format.
Sono infatti loro i responsabili di quella che è, agli atti, un’autentica rivoluzione della comicità nostrana, la quale ha preso il via non dal tubo catodico, come ci si poteva aspettare, bensì dal web, in particolar modo da YouTube, luogo che ha ospitato - e che ospita tutt’ora - molti tra i più divertenti sketch delle varie stagioni e sotto i cui occhi si sono susseguiti milioni di contatti che hanno portato il programma ad assumere, di diritto, la status di Cult tra i giovanissimi e non.
Cosa sia I Soliti Idioti dovrebbe ormai essere cosa nota bene o male a tutti: un insieme di sketch della durata di 3 o 4 minuti ciascuno animati da un consistente numero di personaggi sopra le righe e rigorosamente ispirati alla realtà, figli di un certo modo di vivere e di pensare che regna in Italia da (troppo) tempo.
Due di questi - Ruggero e Gianluca De Ceglie alias Father & Son - hanno ricevuto un tale numero di consensi da spingere il duo Biggio/Mandelli a mettersi al lavoro su qualcosa di più grande di un semplice programma televisivo. Un film, dunque, che ha finalmente visto la luce grazie alla perseveranza dei due autori/attori e all’interessamento del produttore Pietro Valsecchi, il quale, insieme alla sua Taodue, tenta una vera e propria scommessa volta ad eguagliare i fasti raggiunti dall’ormai ultra consacrato Checco Zalone.
Agli spettatori l’ardua sentenza!

IL SOLITO FILM...(?)

Partendo da una trama, diciamolo pure, abbastanza pretestuosa, l’adattamento cinematografico de I Soliti Idioti si sviluppa secondo lo stile del road-movie abbandonando la struttura a sketch che caratterizzava il prototipo televisivo e mettendo in scena un’unica storia con protagonisti il padre Ruggero e il figlio Gianluca alle prese con il matrimonio di quest’ultimo, che, per una serie di disavventure più o meno volute, non verrà celebrato. Faranno da cornice alla vicenda altri personaggi già (ultra)noti come Gisella e Sebastiano, gli omosessuali Fabio & Fabio, i due tennisti snob Gianpietro e Marialuce e gli inediti russi che comunicano tra loro proferendo solo e soltanto dei semplici “Da?” “Da!”.
Ne consegue un film che, pur volendo, come detto, lasciare da parte i retaggi televisivi e l’atmosfera tipicamente da sit-com, finisce comunque per essere un insieme di situazioni comiche tenute insieme da un canovaccio esile esile e che non si distacca di molto da quelli che sono i canoni cui ci hanno abituati gli infaticabili Biggio e Mandelli. E se, nonostante la poca efficacia dal punto di vista tecnico e narrativo, ci si riesce comunque a divertire, il merito è proprio dei due interpreti che, pur viaggiando di repertorio, riescono a rendere il ritmo godibile proponendo un umorismo come sempre brillante e strizzando l’occhio anche all’attualità.
Si tratta infatti di una comicità esplicita, pungente, sfacciata, che se ne frega delle regole e del linguaggio cinematografico - lo stesso Mandelli dichiara: “La serie, come il film, non ha tempi comici” - e che vuole solo colpire a fondo sfruttando ogni espediente possibile, anche il più osceno.
Ed è forse proprio questo il più grande pregio della pellicola, perché se anche i difetti nella forma sono tanti, il contenuto resta comunque più che dignitoso, e viene dunque spontaneo pensare che la poca cura per quanto riguarda il linguaggio filmico possa anche essere voluta.
Non avessimo avuto un finale così inutilmente verboso - atto, probabilmente, a raggiungere la fatidica ora e mezza di durata - il film sarebbe potuto anche essere discreto, ma i vari fattori che giocano contro non lo fanno andare oltre la sufficienza.
Sta di fatto che, se non si è di bocca oltremodo raffinata, il divertimento è quasi sicuramente garantito.

I soliti idioti Dopo tre stagioni televisive e due tour teatrali, I Soliti Idioti approda al cinema con un adattamento cinematografico divertente anche se povero dal punto di vista prettamente filmico. Tuttavia, grazie ai protagonisti Fabrizio Biggio e Francesco Mandelli, il divertimento raggiunge livelli considerevoli, il che rappresenta di certo un punto a favore.

6

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