I Predoni, la recensione del film con Bruce Willis e Dave Bautista

Un agente dell'FBI si trova a indagare su una banda di rapinatori di banche che ha preso di mira le filiali di un ricco uomo d'affari.

recensione I Predoni, la recensione del film con Bruce Willis e Dave Bautista
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Una banda di rapinatori armati di inquietanti maschere a forma di teschio sta compiendo numerosi colpi nelle banche di proprietà del losco uomo d'affari Jeffrey Hubert. I Predoni del titolo sembrano interessati al contenuto di certe cassette di sicurezza e pur macchiandosi di omicidi a sangue freddo scelgono con cura le loro vittime, salvando invece altre persone innocenti. Per vederci chiaro l'agente speciale dell'FBI Jonathan Montgomery si trova a collaborare con la sezione omicidi della polizia locale e, col procedere delle indagini, i sospetti sembrano condurre alla figura di un marine reo di tradimento dato per morto qualche anno prima. Montgomery comprende come dietro le gesta dei criminali vi siano ben altre motivazioni rispetto al semplice furto di denaro e preziosi, mentre tra le stesse forze dell'ordine si scoperchia lentamente un pericoloso vaso di Pandora.

Niente è quel che sembra

A oggi la miglior prova dietro la macchina da presa di Steven C. Miller, regista di b-movie recuperanti star del genere in parziale declino, I predoni è un solido action thriller che pur non apportando sostanziali modifiche al filone possiede una profonda solidità d'insieme. Una produzione straight-to-video che vanta la presenza di Bruce Willis nel ruolo del villain, di Dave Bautista in una parte d'appoggio e di Cristopher Meloni, il più convincente del lotto, nei panni del protagonista, che può contare su un'avvincente impostazione stilistica nella messa in atto delle rapine, con i criminali travestiti a puntino sullo stile di un Payday versione dark, e in diversi virtuosismi di genere insoliti in un progetto dal budget così limitato. L'avvolgente colonna sonora si insinua più volte nella copiosa presenza di sotto trame secondarie che speziano a puntino il numeroso gruppo di personaggi, ognuno con proprie e personali motivazioni dietro le gesta compiute, anche se a tratti proprio la stessa narrazione finisce per contorcersi troppo tra intrighi, inaspettati tradimenti e continui colpi di scena - fino a un finale che accumula elementi su elementi in un tour de force non del tutto necessario. Corruzione agli alti livelli coinvolgente anche uomini politici, la malattia terminale intrecciata alla story-line di un agente di polizia, riferimenti a insabbiamenti nei ranghi militari e federali garantiscono cento minuti di efficace rozzezza, con l'etica della vendetta che fa capolino quale nodo cruciale e rivelatore ai fini dell'intero contesto.

I predoni Solido action/b-movie più ispirato della media sia per il livello stilistico, con soluzioni registiche di buon impatto visivo, che a livello di interpretazioni (con un Christopher Meloni perfetto nei panni del protagonista), I Predoni paga una narrazione eccessiva nei suoi molteplici risvolti secondari ma che sa come intrattenere il pubblico di riferimento per cento minuti, tra colpi di scena e dinamiche di genere appaganti quanto basta.

6

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