I Kill Giants, titani reali e immaginari nel film con Zoe Saldana e Imogen Poots

La dodicenne Barbara, isolata dai compagni e con una difficile situazione familiare, è convinta che la città stia per essere distrutta dai giganti.

recensione I Kill Giants, titani reali e immaginari nel film con Zoe Saldana e Imogen Poots
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La dodicenne Barbara Thompson è una ragazzina difficile: considerata come stramba dai suoi compagni di scuola per i suoi bizzarri comportamenti e vittima di una difficile situazione familiare, con la sorella maggiore costretta a mantenere lei e l'altro fratello, si rifugia nei giochi di ruolo e in un mondo fantastico solo a lei accessibile. La teenager è infatti convinta dell'esistenza dei giganti e ritiene che questi minaccino la città dove vive, ritenendo di essere la sola a poter salvare la popolazione da un imminente massacro. In I Kill Giants la coetanea Sophia, appena trasferitasi dall'Inghilterra, cerca di diventarle amica mentre Mrs. Mollé, la nuova psicologa scolastica, tenta di comprendere meglio le cause dei suoi problemi. Le paure di Barbara, però, sono frutto solo dell'immaginazione o nascondono un pericolo reale?

A caccia di giganti

Il regista danese Anders Walter esordisce nel lungometraggio adattando la premiata graphic novel di Ken Niimura e Joe Kelly, quest'ultimo anche autore della sceneggiatura. Il cineasta riprende una tematica a lui cara già esplorata nel corto Helium (2013) e firma un'opera costantemente sospesa tra un amaro coming-of-age e un immaginario fantastico che riporta alla memoria le atmosfere del recente Sette minuti dopo la mezzanotte (2016), caricando la fase drammatica in maniera forse troppo marcata rispetto al materiale di partenza. I Kill Giants emoziona e non risparmia scene toccanti, soprattutto dopo il (in parte) prevedibile colpo di scena dell'ultima mezz'ora, ma allo stesso tempo non possiede quella necessaria magia in grado di reggere il gioco identitario tra i due piani della narrazione. Gli ottimi effetti speciali si limitano a una manciata di sequenze di notevole impatto estetico e l'atmosfera rimane costantemente sospesa tra cruda realtà e delirio fantastico nel percorso irto e doloroso vissuto dalla protagonista. Personaggio incapace di farsi capire sia tra le mura di casa che tra le aule scolastiche, in una via crucis sempre più aspra e difficile dalla quale non pare esserci via d'uscita.

Una scomoda verità

Un sentiero catartico quello vissuto dal personaggio di Barbara, svelato pian piano tramite rivelazioni che riplasmano sequenze iniziali. Le nuove informazioni tratteggiano una forma più coesa e razionale dell'opera, che costruisce in modo millimetrico un mondo nerd fatto di giganti e di continui riferimenti ai giochi di ruolo che faranno la gioia di un certo tipo di pubblico. Allo stesso modo i cento minuti di visione trattano anche tematiche attuali quali il bullismo e la paura del diverso in maniera sobria ed efficace, lasciando trasparire il profondo senso di disagio della ragazzina e sfruttando al meglio le figure di Sophia e Mrs. Molle, pedine chiave nella sua progressiva consapevolezza. Quando l'azione però prende il sopravvento, si risolve in un minutaggio troppo breve che non ne giustifica appieno l'attesa; se poi da un lato si apprezza lo sguardo più intimista dato all'operazione, dall'altro una dose di maggior spettacolo a tema nel momento clou avrebbe sicuramente giovato alla varietà complessiva. I Kill Giants ha comunque motivi di interesse sia nel sopracitato approccio meno mainstream del previsto che nelle ottime interpretazioni del cast, con Zoe Saldana e Imogen Poots in bei ruoli di fondamentale supporto, accanto alla giovanissima Madison Wolfe scelta tra oltre cinquecento candidate, che riesce a imprimere empatiche sfumature a un personaggio così difficile e sfuggente che attrae e respinge al contempo.

I Kill Giants Una ragazzina di dodici anni è convinta di essere la sola a poter salvare la cittadina natale dall'imminente attacco dei giganti, scoprendo nelle fasi precedenti all'impari battaglia come affrontare le proprie paure e rapportarsi con il mondo. I Kill Giants, adattamento dell'omonima graphic novel, sfrutta il cinema fantastico in chiave metaforica per raccontare il dramma personale della protagonista, inserendosi in un filone bazzicato da altre produzioni recenti con la necessaria enfasi drammatica. Si dimentica però di concedere altrettanto spazio all'immaginario spettacolare, qui emergente in maniera ridotta rispetto alle attese.

6.5

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