I dodici disastri di Natale, la recensione del film catastrofico

In questa produzione televisiva del 2012, una giovane ragazza è l'unica speranza per sventare la fine del mondo profetizzata dai Maya.

recensione I dodici disastri di Natale, la recensione del film catastrofico
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Nella cittadina di Calvary la popolazione è pronta per festeggiare l'arrivo del Natale, ma nessuno ha fatto i conti con la prevista fine del mondo profetizzata dai Maya per l'imminente 21 dicembre 2012.
La giovane Jacey ha appena compiuto diciotto anni e dopo aver trascorso una mattinata sulle sue amate montagne insieme al padre Joseph fa ritorno a casa, dove la nonna le passa un anello tramandato da generazioni e dotato di poteri mistici. Non appena messo al dito la ragazza è vittima di visioni che si concretizzano da lì a poco, quando una serie di inquietanti eventi climatici comincia a colpire la zona.
Quando i fenomeni si diffondono a macchia d'olio, la comunità inizia a essere sempre più sconvolta e impreparata a gestire la situazione e proprio la povera Jacey, l'unica che può porre fine alla devastante catastrofe in arrivo, viene colpevolizzata di quanto sta accadendo.

A che ora è la fine del mondo?

Il 21 dicembre del 2012 è stato un giorno particolare nella recente storia dell'umanità, avvolto da un mix di curiosità e terrore scatenato dalla nota profezia che voleva per tal dì la fine dei tempi. Come sappiamo tutto è fortunatamente andato per il meglio, ma nei mesi e anni precedenti il piccolo e il grande schermo hanno avuto una ghiotta occasione da sfruttare per fini di puro entertainment.
Dal rocambolesco blockbuster 2012 di Roland Emmerich alla miriade di produzioni a basso budget realizzate per il mercato televisivo, il pubblico ha avuto modo di vivere e rivivere diverse interpretazioni della catastrofica disfatta globale.
I dodici disastri di Natale si inserisce proprio nella sfilza di titoli dedicati alle platee casalinghe, avendo trovato distribuzione sul canale SyFy, spesso noto per trasmettere e realizzare operazioni sci-fi di dubbio gusto artistico.

L'ennesima corsa contro il tempo

Il film di Steven R. Monroe, un vero specialista del genere che ha diretto titoli a tema come Tempesta di ghiaccio (2009) e End of the World: Atto finale (2013), può dirsi parzialmente più riuscito rispetto alla maggior parte degli esponenti dell'omologo sottofilone per via di una messa in scena ed effetti speciali sì mediocri ma almeno non del tutto inguardabili.
Purtroppo i novanta minuti di visione non raggiungono mai quell'apice necessario per ambire allo status "so bad, so good" anzi in certi passaggi finiscono per prendersi eccessivamente sul serio, con l'ironia potenziale lasciata totalmente fuori dal contesto narrativo e una serie di situazioni sempre più improbabili che citano a piene mani opere precedenti.

Dal fanatismo nelle situazioni di massima difficoltà che pare una versione all'acqua di rose del The Mist (2007) di Frank Darabont all'invalicabile cupola quale brutta scopiazzatura della serie tv Under the Dome, gli scritti di Stephen King - autore dei romanzi alla base delle produzioni succitate - sembrano essere un costante punto di riferimento, rimescolati in maniera confusa e poco omogenea.
Quando poi fanno capolino anche timidi sussulti che guardano al moderno cinema di supereroi, il ridicolo involontario diventa assoluto protagonista, lasciando che la storia e i personaggi si avviino allo scontato epilogo senza che allo spettatore interessi più molto del loro destino.

I dodici disastri di Natale Chissà perché nei disaster-movie uno dei personaggi, spesso il figlio minore, soffre di asma e necessita del classico inalatore ovviamente introvabile. Fosse solo questo il problema di un film come I dodici disastri di Natale verrebbe facile chiudere un occhio sulla stanca reiterazione dell'archetipo, ma il contesto generale soffre di patologie ben più gravi. Produzione televisiva battente bandiera canadese, il film si inserisce nella folta schiera di titoli che hanno generato l'effetto clickbait tramite la profezia dei Maya che prevedeva la fine del mondo nel 2012, qui al centro di un impianto action-adventure ricco di ingenuità e incongruenze. Se la messa in scena è mediocre, ma almeno accettabile, lo stesso non si può dire per la narrazione, che cita a casaccio prototipi ben più ispirati senza mai trovare una propria identità, scansando inoltre quella potenziale verve autoironica che avrebbe potuto alleggerire la prevedibile e tronfia sceneggiatura. Il film andrà in onda mercoledì 28 ottobre alle 21.15 su CIELO TV.

4.5

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