Recensione Hysteria - L'eccitante invenzione del vibratore

Brillante e...vibrante commedia romantica di Tanya Wexler

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"Mamma mia, non fare l'isterica!". Chi non ha mai usato questa esclamazione per additare una propria conoscenza che si stava lasciando sopraffare troppo dalle proprie emozioni a discapito di un razionale autocontrollo? Chissà quanti però sono a conoscenza che nell'Ottocento l'isteria era catalogata dagli psichiatri come una vera malattia che si palesava sotto forma di una forte nevrosi tipicamente femminile. I sintomi erano sia psichici che fisici, come eccitabilità, irritabilità, accessi nervosi, depressione, angoscia... veramente non molto diversi da quelli che molte donne sostengono di riscontrare in sé stesse oggi, solo che lo chiamano stress. A metà del Novecento, in ogni caso, l'isteria fu riconosciuta solo come un mito vecchio di 4000 anni e una pseudo-diagnosi utilizzata per spiegare ogni sorta di disturbi... e a quel punto chi si prese cura della situazione psico-emotiva delle donne? L'ironica risposta la troviamo in Hysteria, brillante commedia diretta da Tanya Wexler in concorso al Festival Internazionale del Film di Roma.

Mortimer Granville (Hugh Dancy) è un medico brillante dedito alla sua professione che viene però spesso cacciato dagli ospedali per la sua azzardata fede in cose come la teoria patogenica. Alla ricerca di un nuovo lavoro, trova accoglienza nello studio del dottor Robert Dalrymple (Jonathan Pryce), famosissimo in tutta Londra per la sua maestria nella cura dell'isteria femminile, consistente in un massaggio manuale rivelatosi estremamente efficace. Pur se assediato da un'allarmante quantità di pazienti, Mortimer trova anche il tempo di instaurare un rapporto con le due figlie del medico: la dolce e pacata Emily (Felicity Jones), dalla cui perfezione si sente immediatamente attratto, e la combattiva Charlotte (Maggie Gyllenhaal), costantemente in disaccordo con i comportamenti lavorativi e sociali del padre, che accusa spesso di cialtroneria. Seduta dopo seduta, massaggio dopo massaggio, le convinzioni di Mortimer inizieranno a vacillare, così come il suo apprezzatissimo tocco terapeutico... ma la soluzione al suo problema è sempre stata tra le sue mani.

Una commedia...vibrante!

Se volessimo seriamente ridusse la sinossi del film a poche parole, si potrebbe facilmente dire che Hysteria racconta i processi che hanno portato alla nascita del vibratore. La verità è che l'invenzione di quello che fu chiamato all'epoca Martello di Granville è solo il pretesto, estremamente ironico e divertente, per mettere in scena una commedia romantica in costume, che pur mantenendo gli stili visivi dell'epoca vittoriana se ne discosti in pudori e sotterfugi. Ed effettivamente non si può non sorridere davanti a scene oggettivamente divertenti, costruite nel loro verosimile surrealismo dalla sceneggiatura di Stephen e Jonah Lisa Dyer, che ha il pregio di mantenersi costantemente sull'allusivo senza però esagerare e scadere nel volgare. Dopo i primi lavori indipendenti, Tanya Waxler approda al cinema internazionale apportando alla pellicola la sua personale freschezza e spensieratezza, perché, per sua stessa ammissione, Hysteria non è certo uno di quei film che vuole farsi portavoce del messaggio di emancipazione femminile e nemmeno divenire il manifesto erotico di un'invenzione che, lo si ammetta o meno, ha rivoluzionato i rapporti sociali di tutti gli anni a venire. il suo unico intento è divertire lo spettatore raccontandogli una storia vera (sul serio!) di cui nessuno si era ancora fatto portavoce, edulcorandola di ogni implicazione morale e focalizzando la narrazione sulla storia d'amore che nasce tra i personaggi principali. 
Molto adeguata anche la scelta degli attori: Hugh Dancy è il perfetto uomo rivoluzionario dell'Ottocento, perfettamente composto anche nelle situazioni più imbarazzanti, ma mai borioso o altisonante, e Felicity Jones si presenta come uno dei nuovi talenti più freschi del cinema moderno (non a caso Hysteria non è l'unico film presentato al festival di cui l'attrice è protagonista). Il discorso si fa leggermente differente se si parla invece di Rupert Everett e Maggie Gyllenhaal, entrambi bravissimi nell'interpretare personaggi le cui caratteristiche si portano dietro da tempo: il primo è il dandy per eccellenza, spiritoso e irriverente, che Everett sembra da sempre impersonare perfettamente sullo schermo; la Charlotte di Maggie invece sembra sopperire l'apparente mancanza di sex appeal con un carattere estremamente forte e combattivo, non nuovo alle performance cinematografiche dell'attrice. 

Hysteria Hysteria, al di là del pretesto narrativo dell’invenzione del vibratore, è una commedia sentimentale brillante e divertente, capace di intrattenere un pubblico trasversale senza esagerare nei dialoghi e nei contenuti. Molto del suo potere è infatti nascosto nella costruzione delle scene (impossibile non sorridere davanti alla metodologia “medica” utilizzata per il raggiungimento del parossismo) e nelle espressioni dei protagonisti, a metà tra l’incredulo e l’ammiccante, che affascinano irrimediabilmente il pubblico. Una pellicola che raggiunge sapientemente il suo scopo ludico, senza aspirare a intenti politi e morali, che sicuramente non le si addicono e appesantirebbero la storia di un sottotesto volutamente ignorato dalla produzione.

7.5

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