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Hustle Recensione: un grande Adam Sandler su Netflix

Dopo Diamanti Grezzi l'attore comico Adam Sandler continua nell'esplorazione di un cinema più impegnato e drammatico con Hustle su Netflix.

Hustle Recensione: un grande Adam Sandler su Netflix
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Nel 2020 con Tornare a vincere Ben Affleck affrontava il ruolo di un allenatore dipendente dall'alcol e lontano dalla propria famiglia, storia di una redenzione che lo vedeva trionfare nuovamente dopo anni di fallimenti e di sconfitte, portando tutto sulle proprie spalle e pronto per liberarsene (non dimenticate di leggere la nostra recensione di Tornare a vincere). L'uscita della pellicola con il relativo tema della rinascita e della presa in mano della propria vita era peculiare in quel momento (di Covid-19, oltretutto), proprio perché per l'attore stava aprendosi un periodo di disintossicazione e di ricomposizione dei pezzi di un'esistenza e di una carriera influenzate da cattive scelte. Un racconto di espiazione e rilancio che sembrava rispecchiare il lato personale di Affleck, facendo del basket e della rimessa a punto della propria vita un tema ancora più sentito per il pubblico, che poteva così sentirsi vicino all'interprete.

Per Adam Sandler il lavoro su Hustle non è affatto la stessa cosa, anche se di associazioni ce ne sarebbero parecchie. E non solo perché la pellicola tra le uscite Netflix di giugno 2022 concentra la propria narrazione sul mondo della pallacanestro, ma per l'occasione data agli spettatori di affacciarsi maggiormente sul cammino intrapreso dall'attore comico su Netflix.

Da Diamanti grezzi a Hustle

Sandler, infatti, arriva dopo uno dei peggiori film della sua carriera, Hubbie Halloween, frutto anche questo di un contratto milionario con la piattaforma streaming che da anni riserva un posto nella sua library alle produzioni del commediante, arrivato però dopo una dichiarazione pubblica che lo voleva impegnato in un progetto indecente, se l'interprete non fosse giunto alla nomination agli Academy.

Una sfida verso gli Oscar e l'establishment dell'industria cinematografica lanciata dopo il successo, soprattutto per una critica rimasta alquanto sorpresa, del gioiellino Diamanti grezzi, lungometraggio dei fratelli Sadfie che vedeva Adam Sandler nel suo primo ruolo realmente drammatico, di un'intensità elettrica e una presenza psichedelica, così come l'intera opera (recuperate qui la nostra recensione di Diamanti Grezzi). Una pellicola che lo ha visto premiato agli Independent Spirit Awards per la sua performance e che ha rivalutato un attore che, ad ogni modo, vanta una carriera dalla fama tale da poter parlare benissimo per proprio conto, ma che ha potuto comunque dimostrare una versatilità e una profondità dai più inaspettata, iniziata a fuoriuscire già qualche anno prima con la commedia sofisticata di Noah Baumbach The Meyerowitz Stories. Gli Oscar, però, non hanno accolto l'appello dell'attore bramando forse di nascosto un'altra opera da poter vessare e affondare. Un prodotto inverecondo quel Hubbie Halloween che ha portato Adam Sandler dalla lucidezza del panorama autoriale ad un insieme di scurrilità e leggerezze non poi troppo lontane da tanto suo cinema, ma che forse proprio per essere venuto dopo la brillantezza di Diamanti grezzi ha gettato ancora più oscurità sul ritorno alle sue produzioni ordinarie.

Ma per l'attore i film che solitamente percepiamo come "impegnati" sembrano oramai un obiettivo non così lontano, che gli dà modo di potersi esprimere lontano dagli schemi spesso sono stati imposti alla sua carriera. In Hustle perciò Sandler trova un'ulteriore sbocco per svelare la malleabilità di molti suoi lati recitativi, che nel caso del titolo diretto da Jeremiah Zagar vengono racchiusi nell'obiettivo di uomo di diventare allenatore di una squadra di basket e di lanciare il futuro di un promettente ragazzo di ventidue anni.

La professionalità e l'umanità di un protagonista

Proprio come Ben Affleck, dunque, mostrava il parallelo tra il riscatto del suo protagonista e la sua vita al di fuori dello schermo in Tornare a vincere, così Adam Sandler si approccia al suo Stanley Sugarman cercando un pertugio per manifestare l'intenzione di continuare sulla strada dell'artisticità, nonostante alcuni errori.

Anche il suo personaggio porta addosso le cicatrici di un passato che per lunghi anni ha influenzato il suo presente e futuro, cercando di rimediare ad un imperdonabile sbaglio con il quale ha dovuto accettare di dover convivere per il resto del suo avvenire. Un errore di gioventù che non l'ha però allontanato dal suo grande amore, il basket, e che in un uomo di cinquant'anni "senza sogni e con l'eczema" si tramuta in Hustle nel desiderio di poter trovare un pezzo mancante che possa fruttare profitti e risultati al team per cui lavora e, di riflesso, al perseguimento del suo desiderio di affiancare i giocatori sul campo. La scioltezza di scrittura in Hustle contribuisce alla creazione di una pellicola essenziale nel suo perimetro narrativo, impreziosito dalla ricercatezza di una messinscena efficace: dall'utilizzo di droni, a messe a fuoco concentrate su un'unica figura, dall'utilizzo di simil-documentari fino alla condivisione di storie sui social.

Un arricchimento della regia di Zagar, per un film il cui centro nevralgico e la riuscita della sua emozione è proprio il protagonista di Adam Sandler e la determinatezza di un carattere tra l'ambizione e la benignità. Una passione che traspare dallo sguardo dell'attore e offre morbidezza ad un personaggio la cui onestà destabilizza pubblico e collaboratori, improntato a fare del bene pur non demordendo nel raggiungimento dei propri scopi, cercando di dare il meglio alla propria famiglia, ai suoi atleti e, in parte, anche a se stesso. Una pellicola di una bontà e di un intrattenimento puri, febbricitante per realizzazione e toccante per umanità. Un'altra grande prova per un interprete che vuole dimostrare di poter essere tanto altro, in una similitudine stretta e vincolante col suo Stanley Sugarman.

Hustle - Netflix Dopo Diamanti Grezzi, il comico Adam Sandler vuole dare un'altra grande prova d'attore e lo fa con la pellicola Hustle, disponibile su Netflix. Un film incentrato sul mondo del basket, utilizzato come campo di battaglia per il raggiungimento dei propri obiettivi. Un protagonista di un'umanità e una correttezza che passano entrambe dalla determinazione del suo interprete, deciso a mostrare una morbidezza che avvicina il pubblico al suo personaggio Stanley.

7.5

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