Hunter Killer - Caccia negli abissi, recensione del film con Gerard Butler

Il comandante di un sottomarino americano è impegnato in una missione dalle cui sorti potrebbe dipendere lo scoppio di un nuovo conflitto mondiale.

recensione Hunter Killer - Caccia negli abissi, recensione del film con Gerard Butler
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Un sottomarino americano, l'USS Tampa Bay, scompare nel nulla mentre si trova sulle tracce di un omologo mezzo russo nel mar glaciale artico. Il contrammiraglio John Fisk decide così di inviare l'USS Arkansas, affidandolo al rude comandante Joe Glass, con lo scopo di investigare sull'accaduto.
Contemporaneamente una squadra di Navy Seals, capitanata dal tenente Bill Beaman, viene mandata in missione segreta nei pressi di una base navale sovietica, dove scopre che il ministro della difesa Dmitri Durov sta mettendo in atto un colpo di stato, con la presa in ostaggio del Presidente Dimitrov e l'obiettivo di scatenare una nuova guerra tra le due superpotenze.
In Hunter Killer - Caccia negli abissi, l'Arkansas rinviene il sottomarino disperso e scopre quello russo danneggiato in un modo che suggerisce un sabotaggio dall'interno. E quando un altro apparato nemico li attacca, dando il via a uno scontro sottomarino in seguito al quale vengono tratti dei superstiti, la situazione diventa sempre più complicata, non solo sotto la superficie ma anche sopra, con tutte le prospettive ai piani alti del potere per avviarsi verso un nuovo, potenzialmente distruttivo, conflitto mondiale.

Battaglia navale

Il blockbuster hollywoodiano di stampo action rivive nella sua formula più classica e retorica in questo adattamento per il grande schermo del romanzo Firing Point, scritto da Don Keith e George Wallace nel 2012. Hunter Killer - Caccia negli abissi è un film senza mezze misure, che guarda ai prototipi a tema realizzati quando il politicamente scorretto era ancora un'utopia, e non è un caso che le forze americane intervengano di nuovo per scongiurare una possibile guerra, con il nemico russo (pur qui diviso tra buoni e cattivi) quale eterno spauracchio da sconfiggere per riportare il globo al quieto vivere. Se al posto di Gerard Butler, che ha voluto fortemente il ruolo di protagonista figurando anche in fase di produzione, vi fossero stati qualche anno fa Chuck Norris o Steven Seagal, poco sarebbe cambiato ai fini di una narrazione e relativa messa in scena che non vanno per il sottile, nel mostrare un testosteronico dispendio di uomini e mezzi operanti sia sotto che sopra il mare.
Impossibile quindi sfumare i personaggi o la stessa storia più del dovuto, con le due ore di visione che guardano a istinti di genere tipici dei B-movie, pur qui aggiornati a una resa estetica più consona a un lavoro di serie A.

Action war

Per chi è cresciuto a pane e proiettili, il divertimento ludico non manca di certo, con gli interventi ad armi spianate dei Navy Seals (soggettive da cecchinaggio incluse) a dettar legge in superficie e la contemporanea missione del sottomarino nei fondali circostanti, guardando in ottica basilare e ridotta a cult come Caccia a ottobre rosso (1990), con tanto di rapporto di rispetto tra il comandante USA e quello sovietico (uno sprecatissimo Michael Nyqvist, in una delle ultime prove prima della prematura scomparsa). Il resto, a cominciare dagli alti poteri del Pentagono fino alla rappresentazione delle politicanze russe, segue una chiara linea caricaturale che impedisce di costruire figure interessanti, e la resa dei conti finale, tra esplosioni e salvataggi dell'ultimo secondo, riduce ai minimi livelli la verosimiglianza della vicenda. Il regista Donovan Marsh, già autore del dittico di Spud, sa comunque dirigere e se la cava con mestiere nelle fasi più concitate, così come il resto del cast, che comprende anche uno scatenato Gary Oldman nel ruolo del contrammiraglio statunitense e il rapper Common in quelli di un alto ufficiale.
Tutti al servizio di una pellicola che strizza l'occhio sia al pubblico repubblicano, per la sua carica reazionaria, che a quello democratico, in quanto nei panni del Presidente degli Stati Uniti troviamo una donna, interpretata da Caroline Goodall.

Hunter Killer - Caccia negli abissi L'action-war movie in versione blockbuster al grado zero di verosimiglianza: questo film con protagonista un granitico Gerard Butler sembra uscito da un'altra, seppur recente, epoca cinematografica. Il nemico sovietico, pur qui diviso tra buoni e cattivi, è dipinto al massimo grado caricaturale e i soliti eroi a stelle e strisce, sia sopra che sotto la superficie, sono ripresi a lottare con coraggio ed eroismo affinché tutto finisca per il meglio. Hunter Killer - Caccia negli abissi non offre sorprese di sorta, rivolgendosi a un determinato tipo di pubblico interessato a uno spettacolo ludico e fracassone - e in questo svolge il suo compito in maniera più che consona. Tutto grazie a una regia adrenalinica e a personaggi senza mezze misure (e con un ottimo cast, non sempre sfruttato al meglio), anche se l'impressione di assistere per l'ennesima volta a un canovaccio fin troppo classico, e forse un po' demodé, è ben più che palpabile.

6

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