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Hubie Halloween, la recensione del film Netflix con Adam Sandler

Dopo The Do-Over e Sandy Wexler, Steven Brill torna a collaborare con Adam Sandler e Netflix per una commedia horror dal forte gusto slapstick.

recensione Hubie Halloween, la recensione del film Netflix con Adam Sandler
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Hubie Dubois (Adam Sandler) è un quarantenne fifone che vive nella famosa cittadina di Salem, passata alla storia per il Processo alle Streghe e simbolo nazionale della Notte di Halloween. Hubie sta con la madre e lavora in un supermercato ed è a tutti gli effetti un bambinone troppo cresciuto, con difetti di pronuncia marcati, molto impacciato ma dal cuore buono e gentile. Halloween è per lui la festa più importante dell'anno ("Siamo ebrei e questo toglie Pasqua e Natale dal calendario"), e data la sua indole spaventevole si fregia puntualmente del ruolo di controllore, girovagando per le strade di Salem per tenere d'occhio i bambini e che tutto proceda senza troppi problemi, tra un dolcetto e uno scherzetto.

Questo suo carattere lo rende mira dei bulli di tutte le età, dai bambini che lo inseguono in bicicletta lanciandogli oggetti contro fino agli adulti, i più crudeli e cattivi.
Ma a Hubie non importa e prosegue per la sua strada, goffo e spesso ridicolo, anche perché in questo nuovo Halloween qualcosa davvero non quadra, e sarà davvero difficile per lui far credere all'intera Salem di essere finita nel mirino di qualcosa di soprannaturale... forse.

Semplicità

Dopo The Do-Over e Sandy Wexler, il regista Steven Brill, Netflix e Adam Sandler tornano a collaborare per una commedia horror dal forte gusto slapstick.
Il film rientra nell'ormai noto accordo tra il colosso dello streaming e la Happy Hogan dell'attore, regista e produttore americano, e nonostante le sue recenti minacce di "girare il titolo più orrendo della storia", al netto di una marea quantificabile di difetti, Hubie Halloween risulta fedele alle sue intenzioni semplicistiche, leggero e godibile, senza impegno.
Fa un po' la voce a Stranger Things o Piccoli Brividi e parodia allo stesso tempo e senza ritegno Halloween di John Carpenter, arrivando però a un risultato appena sufficiente per lasciarsi guardare.
La scrittura crea un intreccio interessante e un paio di twist che - per quanto basici - tengono lo spettatore mediamente incuriosito anche di fronte all'eccessiva lunghezza del film, che per essere una commedia strapiena di gag fisiche imbranate, rozze e sgraziate è decisamente prolisso e ripetitivo nella narrazione e nelle situazioni.
Di base Hubie Halloween non fa ridere ma crea un profondo senso di cringe che fa il giro e arriva a essere simpatico, però è vero che alcune trovate "anaforiche" - che tornano puntualmente - sono al contrario spassosissime (le magliette della madre di Hubie).

È un titolo demenziale pensato per la famiglia e il salotto, che non sorprende né affascina ma ha questa curiosa capacità di attrarre mentre respinge per l'idiozia bambinesca con la quale si impegna in questo gioco alla presa in giro facilona, di matrice popolare americana.
Non c'è un solo elemento in chiave registica che si possa dire intuitivo o funzionale, ma alcuni scorci notturni di Salem fotografati da Seamus Tierney richiamano prepotentemente paesaggi alla Sleepy Hollow o simili, e sono onestamente piacevoli.

Divertenti anche i piccoli ruoli dati a Steve Buscemi, Michael Chiklis e il compagnone Rob Schneider, che continuano a dimostrare questa grande capacità di prendersi tremendamente in giro fino alla ridicolaggine estrema, particolarmente convincenti.
E alla fine Hubie Halloween dà anche un'inaspettata lezione davvero attuale ed evidentemente sentita al bullismo, dimostrando come non si debba mai rinunciare a essere se stessi per compiacere gli altri o fuggire dalle loro grinfie.

Hubie Halloween Steven Brill, Netflix e Adam Sandler tornano a unire le forze per una commedia horror slapstick e demenziale che poteva fare molto di più. Da una parte c'è il richiamo a Stranger Things o Piccoli Brividi, dall'altra la parodia di Halloween, al centro qualche scorcio alla Sleepy Hollow, mentre tutto il resto sono gag goffe e imbarazzanti con qualche spicciola trovata onestamente spassosa, che però non basta a portare a casa il risultato. Hubie Halloween è un film impreciso e impacciato che non fa ridere ma che riesce ad attrarre il pubblico mentre lo respinge, sfruttando una metrica popolare americana ormai non più in voga che però Sandler e compagni si ostinano a riproporre, divertendosi. Godibile nella sua totale mediocrità.

5.5

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