Recensione Howard... e il destino del mondo

Il papero alieno di Lucas rivive in dvd!

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Chi già c'era negli anni Ottanta, chi ha vissuto e amato con tutto il cuore quel meraviglioso cinema a stelle e strisce indirizzato ai ragazzi che, frutto della scuola spielberghiana, annoverò allora veri e propri capolavori del genere del calibro di Ritorno al futuro di Robert Zemeckis e I Goonies di Richard Donner, non può certo averlo dimenticato, sebbene venne accolto decisamente male sia dal pubblico che dalla critica.
Non a caso, è proprio la Lea Thompson vista nella citata pellicola interpretata da Michael J. Fox a vestire in Howard... e il destino del mondo - basato nel 1986 sul personaggio della Marvel Comics Howard il papero, creato da Steve Gerber e Val Mayerik - i panni della protagonista Beverly Switzler, cantante di un gruppo rock femminile in stile Bangles che finisce per diventare amica del pennuto parlante del titolo, abitante di un altro pianeta e ritrovatosi a Cleveland trascinato da una misteriosa forza mentre era tranquillamente nella sua abitazione.
E, nel ruolo di un apprendista scienziato intento a capire la provenienza di Howard e, eventualmente, ad aiutarlo a tornare a casa, abbiamo perfino un Tim Robbins alle sue prime esperienze sul grande schermo in questa produzione targata George Lucas che porta la firma di Willard Huyck - sceneggiatore di Indiana Jones e il tempio maledetto, nonché regista dello zombie-movie d'inizio anni Settanta Messia del diavolo, insieme alla inseparabile collaboratrice Gloria Katz, anche qui co-autrice dello script.

Il dvd

Con trailer cinematografico, teaser e galleria fotografica nella sezione riservata ai contenuti speciali, è Pulp Video - attivissima nella riscoperta su supporto digitale di cult e classici della celluloide di genere - a proporlo su dvd tricolore, offrendo l'occasione di rivivere una divertente, emozionante e coinvolgente avventura ingiustamente poco celebrata - come già accennato - ai tempi della sua uscita nelle sale, tanto da essere stata addirittura classificata tra i cinquanta peggiori film di sempre.
Coinvolgente avventura che lascia avvertire in maniera tranquilla la provenienza del suo autore dall'universo dei b-movie, in quanto, sebbene si tratti di un'operazione principalmente destinata ai bambini e alle famiglie, tutt'altro che assenti sono più o meno esplicite allusioni sessuali e perfino un preservativo inquadrato per bene (immagine curiosamente assente nella vhs italiana circolata a suo tempo).
Per non parlare del secondo tempo che vira decisamente dalle parti dell'horror, con il trio di protagonisti impegnati a fronteggiare il Jeffrey Jones di Beetlejuice-Spiritello porcello nei panni dello scienziato Walter Jenning, al cui interno si è insediato l'Occulto Super Sovrano dell'Universo, dalle tutt'altro che pacifiche intenzioni.
Senza dimenticare un vago (?) sottotesto animalista ad alimentare la bizzarrìa generale di un prodotto che incarna perfettamente i connotati dell'entertainment su pellicola sfornato nel decennio reaganiano, quando, per nostra fortuna, lontani dalle follie digitali e dalle mostruosità virtuali, rimanevamo incantati senza troppi problemi dinanzi a un mini-attore infilato in un chiaro costume da papero... un po' come i giapponesi riescono ancora oggi a credere che il pupazzone Godzilla sia un drago radioattivo.

Howard... e il destino del mondo Prodotto da George Lucas partendo da un fumetto targato Marvel, è stato sicuramente uno dei meno celebrati titoli - sia dal pubblico che dalla critica - del cinema made in USA indirizzato negli anni Ottanta agli spettatori più giovani. Proprio per questo, allora, il film di Willard”Messia del diavolo”Huyck merita di essere riscoperto su supporto digitale; rivelandosi, tra l’altro, piuttosto avanti coi tempi, se teniamo in considerazione il bizzarro mix che, accanto al papero parlante protagonista, pone spaventosi mostri e perfino più o meno evidenti allusioni sessuali. In ogni caso, per rivivere le atmosfere di quel colorato decennio che, con tanta ingenuità ma altrettanta magia, riusciva nell’impresa d’incantare lo spettatore ricorrendo a stratagemmi ancora lontani dalle diavolerie digitali oggi alla base di un cinema che sembra basarsi più sull’estetica che sull’importanza dei contenuti.

6

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