How I Fell in Love with a Gangster Recensione: un gangster movie estenuante

La pellicola, diretta da Maciej Kawulski e sceneggiata dallo stesso regista con Krzysztof Gureczny, approda su Netflix con scarsi risultati.

How I Fell in Love with a Gangster Recensione: un gangster movie estenuante
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How I Fell in Love with a Gangster è un gangster movie polacco ambizioso e barocco, la cavalcata epico-tragica del famoso Nikodem Skotarczak detto Nikos, tra i delinquenti più popolari del Paese. L'uomo, nato a Danzica nel 1954 e scomparso alla fine degli anni ‘90, ha costruito un impero criminale dal nulla e tra alti e bassi, furti d'auto, droghe e la morte che lo ha sempre seguito dietro l'angolo, ha raggiunto i vertici più stupefacenti della delinquenza, ma nulla dura per sempre come ci insegnano tutte le più grandi epopee criminali. Il lungometraggio, diretto da Maciej Kawulski (Underdog, Jak zostalem gangsterem. Historia prawdziwa) e scritto da quest'ultimo insieme a Krzysztof Gureczny (Pielegniarki, Bedzie dobrze, kochanie) riprende tantissimi stilemi tipici del genere di riferimento, calandoli però in una struttura filmica creativa e inaspettata, ma che purtroppo non riesce a funzionare pienamente in ogni passaggio.

Anche la gestione degli eventi in chiave ironica e volutamente grottesca, se strappa qualche sorriso e dà sicuramente ritmo ad un racconto troppo ricco e prolisso, rischia in più occasioni di minimizzare la serietà dell'argomento generale, che oscilla tra una visione realistica e romantica della materia trattata, tratto distintivo presente spesso anche in altri film di questo tipo. La pellicola, prodotta da Open Mind Production, è disponibile dal 12 gennaio 2022 direttamente su Netflix (per l'occasione vi consigliamo di dare un'occhiata alla recensione di The Irishman di Martin Scorsese, che appartiene allo stesso genere, e di recuperare gli ultimi film Netflix di gennaio 2022).

How I Fell in Love with a Gangster: alla ricerca dell'introspezione con tanta ironia

Il titolo si apre con l'intervista di un'anziana donna che racconta ad un giornalista tutta la storia di Nikos perché vicina al gangster polacco: facciamo quindi un salto temporale brusco, ma necessario, per scoprire tutta la sua evoluzione, da bambino vessato e picchiato dal padre, a signore del crimine potente e temuto in tutta la Polonia e non solo.

Ci accorgiamo fin da subito che all'interno di How I Fell in Love with a Gangster viene intrapresa una strada stilistica peculiare, ovvero quella di far rompere la quarta parete ai personaggi, facendoli rivolgere direttamente agli spettatori. Il risultato non convince, non tanto per l'utilizzo di questa formula ampiamente usata nel cinema (e soprattutto nei gangster movie, Scorsese la sfrutta moltissimo), ma per l'abuso di questo strumento da parte di Kawulski. Alla lunga, quello che sembra un mezzo divertente di narrazione, perde del tutto il suo significato perché applicato ripetitivamente in modo superficiale e privo di valore. Se quindi la regia segue questa linea, arricchendo le scene con ralenti e forti chiaroscuri che definiscono le sfaccettature caratteriali del protagonista e degli altri personaggi, la scrittura è tagliente e ironica, sia nei dialoghi, sia nella costruzione degli eventi che appaiono non sempre verosimili, in un bilanciamento particolare tra realismo e fantasia.

Ciò da una parte è un pregio perché alleggerisce la pesantezza del tema e anima le 3 ore di How I Fell in Love with a Gangster (ci torneremo dopo), ma rischia di confondere il pubblico, che potrebbe perdere le coordinate più seriose della narrazione. Il copione, inoltre, dipinge dei personaggi grotteschi e sopra le righe (sia comprimari che non) che funzionano proprio grazie alla loro costruzione esagerata e barocca. Una scelta senza dubbio azzeccata che è ben integrata con il registro umoristico adottato da Maciej Kawulski e Krzysztof Gureczny, che diverte molto e che strappa più di una risata, nonostante il problema appena menzionato.

Un racconto monumentale e inutilmente prolisso

How I Fell in Love with a Gangster ha alle spalle un cast brillante e talentuoso che sicuramente funziona, ma che non brilla al massimo della forma per una ricchezza eccessiva di personaggi. Quello che accade, purtroppo, è che nonostante le ottime interpretazioni caricaturali degli attori, le figure presenti in scena sono talmente tante che alcune sfigurano rispettano ad altre, e di conseguenza anche le performance degli artisti. Tale aspetto è l'immediata conseguenza di un racconto monumentale: gli autori, portando sul piccolo schermo una storia di ben 3 ore, hanno voluto osare provando a raccontare ogni dettaglio della vita di Nikos, ma il risultato è altalenante.

Si susseguono momenti riusciti ed efficaci, ad altri che sono evidentemente riempitivi, in particolare i punti di snodo della storia, quelle transizioni che servono da collante agli eventi più intensi della trama. Non era realmente necessario portare sul piccolo schermo ogni piccolo dettaglio di questa avventura criminale ed effettivamente l'operazione appare inutilmente prolissa, quasi si volesse a tutti i costi raccontare proprio tutto a scapito della vendibilità e della fruibilità del prodotto.

Detto questo, è apprezzabile il fatto che sia in sede di sceneggiatura che in regia gli autori abbiano provato a raccontare questa storia con un taglio diverso dal normale con un focus più improntato sull'umorismo, scelto per mettere in ridicolo e criticare allo stesso tempo la figura del gangster polacco. La colonna sonora, invece, contrariamente ad alcuni elementi di How I Fell in Love with a Gangster, è molto tradizionale ed ordinaria, ma nelle sua classicità riesce ad essere eclettica, proponendo sia pezzi classici di stampo rock, ma anche sperimentalismi degni di nota, così da offrire una buona varietà di canzoni al pubblico. La fotografia, di base cupa e opprimente come l'animo nero del protagonista, non riesce a spaziare molto nell'alternanza giorno-notte, dando l'impressione di mostrare solo scene scure ma, ad ogni modo, l'intento comunicativo è ben chiaro nella sua volontà di donare al titolo quell'aura negativa e disturbante.

How I Fell in Love with a Gangster How I Fell in Love with a Gangster è un gangster movie ironico e scanzonato che porta sul piccolo schermo la storia di uno dei più grandi criminali della Polonia. L'idea di raccontare un'epopea di illeciti in modo dettagliato, per quanto sia interessante, è piagata da momenti decisamente inutili e poco efficaci, anche se nel taglio umoristico la regia e la sceneggiatura fanno il loro dovere. Altro elemento caratteristico (e fin troppo abusato) è la rottura della quarta parete: un ammiccamento allo spettatore che sì diverte, ma che perde di significato nella sua continua ripetitività.

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