Hotel Transylvania 3, la recensione del sequel animato della Sony

Genndy Tartakovsky racconta per la terza volta le avventure di Dracula e dei suoi amici, questa volta allontanandosi dall'albergo della saga.

recensione Hotel Transylvania 3, la recensione del sequel animato della Sony
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Nel percorso a dir poco altalenante della Sony Pictures Animation (il fatto che lo scorso anno, al Festival di Annecy, ci fosse un panel dedicato a come salvare la divisione animata la dice lunga) si fa notare, in termini di successo, il franchise di Hotel Transylvania, nato nel 2012 e attualmente l'ultimo rappresentante rimasto del rapporto privilegiato fra la major hollywoodiana e il comico Adam Sandler: l'interprete di Pixels è, da quasi tre anni, legato esclusivamente a Netflix per quanto concerne il live-action, e sul grande schermo lo si vede (o meglio, lo si sente in lingua originale) solo nei panni di Dracula, affiancato da vari amici di vecchia data (Kevin James, David Spade, Steve Buscemi, Molly Shannon e il più giovane Andy Samberg). La sua influenza era percepibile sia nel capostipite che in Hotel Transylvania 2, la cui scrittura era una versione più riuscita della formula sandleriana a base di relazioni complicate e gag non per forza raffinatissime. Per Hotel Transylvania 3, invece, si dice che sia stato concesso più potere decisionale al regista Genndy Tartakovsky, e la sua forza visionaria è effettivamente visibile al 100% in questo terzo episodio che, pur aderendo a certe convenzioni, va anche in una direzione inedita, letteralmente: esausto dopo oltre cent'anni di gestione dell'albergo che dà il titolo alla saga, Dracula si concede una vacanza, accompagnato da parenti e amici, in crociera.

Affari di famiglia

L'atmosfera cambia, e per l'occasione Tartakovsky si ricollega esplicitamente alla mitologia del celebre vampiro, creando un tessuto connettivo tra il romanzo di Bram Stoker e le esperienze alberghiere di Dracula (la sequenza d'apertura è ambientata nel 1897, dopo gli eventi del libro). Viene quindi tirato in ballo il cacciatore di vampiri Abraham Van Helsing, reinventato in questa sede come una figura grottesca e megalomane, ed è a lui che è associato il mistero della destinazione della crociera.
E proprio in questa nuova ambientazione, parzialmente acquatica, Tartakovsky riesce a ricaricare le batterie del franchise, concentrandosi maggiormente sulla comicità fisica (con un'obbligatoria parentesi scatologica, che in questo caso però ha a che fare con le leggende dei vampiri) e dando più spazio ai comprimari, che si tratti dei problemi di Frank - la creatura di Frankenstein - con il gioco d'azzardo o della gioia del lupo mannaro Wayne, quando scopre che qualcuno è disposto a occuparsi, senza secondi fini, dei suoi innumerevoli cuccioli. Tutto questo senza mai perdere d'occhio la componente emotiva cruciale, il rapporto padre-figlia tra Dracula e Mavis, come sempre fonte degli scambi di battute più divertenti e toccanti.

Una vacanza magica


L'espansione mitologica e geografica del franchise dà al regista l'opportunità di sfoggiare un estro visivo che nei primi due episodi era sfruttato solo in parte, forse anche perché Tartakovsky, proveniente dai mondi bidimensionali di Samurai Jack e Il laboratorio di Dexter, non era ancora del tutto a suo agio nell'ambito dell'animazione interamente digitale. Superato quello scoglio, Hotel Transylvania 3 prende le forme di un progetto personale e non di un lavoro su commissione: un'esplosione di colori, deliri (una sequenza quasi completamente musicale raggiunge vette di comicità e maestria tecnica a dir poco invidiabili) e sperimentazioni tecniche, in particolare l'uso degli effetti acquatici. Arrivati al terzo capitolo della loro saga di punta, i responsabili della Sony Pictures Animation hanno finalmente tra le mani un prodotto autoctono capace di andare oltre il semplice divertimento, seppure ancora minimamente lontano dalle vette della collaborazione con la Aardman.
E mentre nel mondo live-action la Universal cerca disperatamente di dare nuova vita al proprio catalogo di creature malvagie, Tartakovsky e Sandler sono paradossalmente riusciti a restituire a Dracula, Frankenstein e gli altri una certa dignità, deformandoli in chiave comica.

Hotel Transylvania 3 - Una vacanza mostruosa Arrivato al terzo episodio, il franchise "mostruoso" della Sony Pictures Animation raggiunge vette inattese sul piano narrativo e tecnico, allontanandosi dall'albergo e dando al regista Genndy Tartakovsky la possibilità di sfoggiare tutto il suo genio comico e artistico. Le risate sono nuovamente garantite insieme a Dracula, Frank e compagnia bella, tanto che verrebbe voglia di vedere ulteriori capitoli aggiungersi alla saga.

8

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