Recensione Hotel Transylvania 2

Dall'ultima volta, le cose sono davvero cambiate all'Hotel Transylvania e, adesso, l'esclusiva struttura per mostri ha aperto le sue porte anche agli umani. Ma siamo sicuri che sia una buona idea?

recensione Hotel Transylvania 2
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Era settembre del 2012 quando, al cinema, arriva un film d'animazione che convince subito tutti: Hotel Transylvania. Originale, divertente, ironico, si prendeva gioco dei grandi mostri letterari così come degli umani, offrendo una versione dei fatti innovativa ed assolutamente irresistibile. Quella è stata la prima volta che l'Hotel Transylvania, da sempre rifugio delle creature mostruose, è stato aperto agli esseri umani e, da quel giorno, le cose sono cambiate davvero tantissimo: adesso l'hotel è infatti frequentato da ogni tipo di creatura, grazie al lavoro congiunto di Dracula e Johnny, il marito umano di Mavis. Tutto è diverso: i visitatori, il linguaggio, le tecnologie, l'atmosfera e, soprattutto, Drac che, nel frattempo, è diventato nonno del simpaticissimo Dennis. L'Hotel Transylvania, insomma, non è per niente come ve lo ricordavate!

Ma è umano? È un vampiro?

Dopo essersi conosciuti e innamorati nel primo film, Mavis e Johnny sono finalmente pronti al grande passo: il matrimonio. Sono invitati davvero tutti, dai classici mostri frequentatori dell'Hotel Transylvania, fino agli umani parenti dello sposo, provenienti dalla California. Tutto procede bene, con la clientela che diventa sempre più stramba e tutti che si affannano per l'integrazione tra mostri e umani... in più Mavis, qualche anno dopo il matrimonio, è diventata mamma di Dennis, un'adorabile bambinetto dalla folta chioma rossa. Tutti lo adorano, soprattutto Dracula, che sogna il momento in cui il suo amato nipotino si trasformerà in un mostro a tutti gli effetti. Solo che Dennis, che non disprezza nessuno dei due mondi, sembra non sviluppare nessun tratto mostruoso... e per "tirare fuori i canini" ha tempo solo fino al suo quinto compleanno. Mavis è sicura che sia umano e chiede a Johnny di farle vedere la California, il posto in cui loro figlio potrebbe dover crescere. Dracula approfitta della partenza della figlia per reclutare i suoi amici Frankenstein, Murray la Mummia, Wayne il Lupo Mannaro e Griffin l'Uomo Invisibile per sottoporre il nipote a un corso itinerante di formazione di mostri. Che problema potrà mai sorgere???

Accettati così come sei?

"Nel mondo di Drac tutto procede a gonfie vele", dice il regista Genndy Tartakovsky. "Jonathan e Mavis si sono spostati e hanno un bambino: Dennis. E qui sorge il dubbio che attanaglia l'intero film: Dennis è un vampiro o un essere umano? Mavis e Johnny sono pronti ad accettare il loro bambino chiunque egli sia ma, naturalmente, Dracula spera in cuor suo che Denis sia un vampiro. Teme che se il nipotino è un essere umano, Mavis lo farà crescere in un mondo di non-mostri piuttosto che all'hotel. Perciò Drac farà qualsiasi cosa pur di far crescere le zanne a Dennis". Con queste parole il regista riesce a darci un quadro generale di quello che il fulcro di Hotel Transylvania 2: usando Dennis come pretesto, la sceneggiatura si promette di affrontare il tema della diversità e dell'accettazione di se stessi, un tipo di problema che può presentarsi a qualsiasi età e in qualsiasi razza. Che si tratti di Mavis, Dennis, Dracula o Vlad, il terribile padre del vampiro, completamente e assolutamente contrario agli umani, tutti hanno paura di non essere accettati dalla società in cui sono destinati a vivere, di dover cambiare per un bene maggiore. Il film gira continuamente attorno a questo concetto, cercando di analizzarlo da tutti i punti di vista possibili in un racconto di animazione di questo genere, inserendolo in ogni contesto possibile... esagerando forse: a lungo andare, infatti, Hotel Transylvania 2 diventa ripetitivo, ridondante e cacofonico. Mancano quei picchi di originalità e ironia che tanto avevano reso irresistibile il primo capitolo e tutta la forza narrativa viene affidata al personaggio, davvero adorabile, del piccolo Dennis e al suo divertente rapporto con il nonno Dracula. Mentre gli ambienti si riempiono di nuove luci, si ampliano e completano di inesplorate dimensioni atmosferiche, i dialoghi si fermano sui livelli più basici della comunicazione, appiattendo dei personaggi che lo spettatore sa benissimo che possono offrire di più e così Hotel Transylvania 2 si riduce a un film carino ma... niente di più.

Hotel Transylvania 2 Dopo un esordio così scoppiettante, le aspettative su Hotel Transylvania 2 erano davvero molto alte e riuscire a non deludere lo spettatore è decisamente difficile. Ci hanno provato inserendo il personaggio di Dennis che, effettivamente, tra le nuove entrate è il più riuscito. Ma il piccolo di casa non basta per ridare all’intero film quella schietta e intima ironia che tanto ci era piaciuta nel primo. Persino Vlad, il grande vampiro cattivo di cui tutti hanno paura, non riesce ad avere quell’impatto scenico ed emotivo che si richiede e si aggiunge alla schiera di quei personaggi dimenticabili. Questo non vuol dire certo che Hotel Transylvania 2 non regali qualche piccolo momento davvero divertente: i sorrisi ci sono per tutti, soprattutto per i più piccoli... solo non sono propriamente memorabili.

6

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