Recensione Hotel Cinque Stelle

Quando i soldi cambiano la vita...

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Commedia alla francese

Non è un caso se la pellicola di Christian Vincent sia ambientata proprio in quel di Cannes, sede ogni anno di uno dei più grandi festival del cinema. Che sia un omaggio o quant'altro, c'è da dire che in ogni caso la Costa Azzurra è stata una scelta più che azzeccata, come d'altronde aveva già dimostrato il maestro Hitchcock in un classico come Caccia al ladro. Il regista francese, qui da noi conosciuto per La Timida, ci propone una commedia divertente e scacciapensieri, senza puntare ad ambizioni di sorta, ma cercando semplicemente di far sorridere il più possibile lo spettatore. Diverse volte ci riesce, altre meno. Per farlo si affida a una coppia affiatata, la bella Isabelle Carré (La Piccola Lola, L'Ussaro sul Tetto) e il simpatico Josè Garcia (In Amore c'è Posto per Tutti), nella quale spunta un terzo incomodo caratterizzato ottimamente da Francois Cluzet.

Soldi, soldi, soldi...

La vita di Franssou è piatta e noiosa, le solite uscite con le amiche, la relazione con un uomo noioso. Un'occasione per fuggire da tutta quella mediocrità le viene offerta alla morte della prozia, che le lascia in eredità la cifra di 50.000 euro. Non una grossa cifra, sicuramente niente che possa cambiare la vita. Ma per Franssou invece diventa qualcosa di più, un biglietto verso la libertà. E così, senza dire niente a nessuno, fugge sulla Costa Azzurra. Alloggia in un albergo, dove conosce per puro caso Stephene, uomo ambiguo che in seguito scoprirà essere un truffatore. A causa di diverse peripezie i due si metteranno in società, e l'occasione è più che che ghiotta quando trovano un pollo da spennare, rappresentato da un ricco ex pilota. E così tra inseguimenti, dichiarazioni più o meno sentite, fraintendimenti, si verrà a creare un feeling del tutto particolare tra la strana nuova coppia.

Divertire con garbo

Siamo sin troppo abituati alla classica commedia all'italiana, dove le volgarità si sprecano e in ogni frase sono inseriti almeno due o tre epiteti di indubbio gusto. Chi cerca ormai le commedie classiche, sparite negli ultimi anni anche nella cara e vecchia Hollywood, non può far altro che rivolgersi su lidi francesi. Questo Hotel Cinque Stelle non fa certo eccezione, e se si esclude qualche riferimento sessuale nel finale, scorre brioso ed allegro, divertendo senza eccedere in oscenità o imprecazioni. A volte la ricerca di certe gag appare un po' forzata, rendendo meno naturale il tutto, ma è indubbio che questo film provochi più di un sorriso soddisfatto. Il fatto è anche che era difficile realizzare una commedia di tal tipo, dove tutto appare già visto e ritrito, e renderla originale senza ricorrere a qualche espediente di sorta. Si punta molto sul rapporto tra i due protagonisti, dapprima astioso, in seguito trasformato in un'affettuosa giostra di emozioni. Saranno più importanti i soldi o l'amore? Interessante il gioco delle truffe da parte di Stephene, con una di queste che gli si ritorce contro verso la fine del film, in maniera del tutto inaspettata. Tanto si gioca sulle grazie di Franssou, cui la Carrè dona una grazia e una bellezza veramente irresistibili. Merito anche dell'eleganza di tutto il contesto, dalla bellezza dei costumi, sobri ed eleganti, alle splendide location, quasi alle volte sembra di osservare delle cartoline in movimento. La sceneggiatura, firmata a quattro mani dallo stesso regista e da Olivier Dazat, non rivela grosse sorprese, il finale è prevedibile e sa tanto di déja vu. Ma non si rivela un problema, anzi, lo spettatore può andare sul sicuro e avere la certezza di sapere come andrà a finire, un po' come accadeva nei vecchi film di una volta. Hotel Cinque Stelle odora tanto di old style, e questo non può essere altro che un complimento. Sicuramente non è una pellicola per tutti, ma per chi vuole trascorrere un'ora e mezza di relax, lontano da effetti speciali e sconcezze varie, sarà una vera manna dal cielo.

Hotel Cinque Stelle Divertire. Era lo scopo prefissato, e centrato, seppur con qualche lieve sbavatura. Un film vecchio stampo, forse un po' prevedibile, ma che riesce comunque a strappare più di un sorriso. E, al giorno d'oggi, non è poco.

6.5

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