Recensione Hold Your Breath Like a Lover

Kohei Igarashi debutta con un lungometraggio metafisico che attraverso il futuro racconta il Giappone di oggi

recensione Hold Your Breath Like a Lover
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30 dicembre 2017. Mancano poco più di due anni ai Giochi Olimpici di Tokyo e pochi mesi dal settimo anniversario di Fukushima. In seguito a una revisione della Costituzione in Giappone viene creata una nuova forza armata impegnata per la prima volta in operazioni militari all'estero. Un cane si perde in un impianto inceneritore, ma quando Tani va a cercarlo non trova niente. Nello stabilimento, Yana toglie le decorazioni natalizie e le sostituisce con quelle di Capodanno. Di notte arriva Gou, un appassionato di SoftAir, e si mette a sfidare Ken ai videogame, nonostante sia il suo giorno libero. Adachi si accontenta di guardarli per ammazzare il tempo. Tutti loro hanno più o meno gli stessi problemi: gravidanze, adulteri, questioni familiari e un amico morto in guerra. Nel frattempo Tani, preoccupata per la sua relazione immorale con Adachi, comincia ad avere la sensazione che il padre di lei, che gestiva l'impianto inceneritore e che dovrebbe essere morto, si stia in qualche modo aggirando per la struttura.

Un mondo vuoto abitato da fantasmi

Giovane regista esordiente, Kohei Igarashi si è recentemente specializzato alla Tokyo University of Arts in arti visive: Hold Your Breath Like a Lover è il suo film di diploma. Secondo la più classica delle concezioni del cinema indipendente giapponese, il suo è un film rarefatto, dove il tempo si dilata nell'attesa della fine dell'anno che tanto sembra una più definitiva fine del mondo per tutti i suoi personaggi. Al culminare dell'anno i cinque si muovono come dei personaggi usciti da un'opera di Samuel Beckett attraverso una fabbrica/foresta, un mondo a sé stante con una sua realtà fisica parallela al nostro mondo. Sono personaggi che si muovono come fantasmi e a cui fanno compagnia invisibili figure che infestano questo "mondofabbrica". Pellicola multiforme, ricorda con le sue fredde e malinconiche atmosfere alcune pellicole J-Horror: i fantasmi che si aggirano non visti per i corridoi della fabbrica fanno immediatamente tornare alla mente le anime perdute viste in Kairo - Pulse di Kiyoshi Kurosawa.

Sull'orlo del baratro

Film metafisico e al contempo mortifero, Hold Your Breath Like a Lover si posiziona in un futuro prossimo in cui il Giappone si trova sull'orlo di una fantomatica guerra. Lo stesso fatto accadde nel 1938, quando venne annunciato che le Olimpiadi di Tokyo del 1940 non si sarebbero tenute. A settant'anni di distanza da quel momento Igarashi ci posiziona nuovamente su quel medesimo baratro, in un un momento storico (il presente) in cui in Giappone si sta effettivamente discutendo sulla reintroduzione nella Costituzione di un articolo che giustifichi la creazione di una nuova forza armata. Ma anche lo spettro oramai onnipresente di Fukushima aleggia nell'aria: nonostante ci si trovi in una fabbrica la tecnologia non funziona, i computer sono spenti, gli smartphone inesistenti, solo una PlayStation fa da contraltare ludico a questa mancanza di fiducia nel mezzo tecnologico. Forse solo gli esseri umani, con uno sforzo personale, potranno capire e confrontarsi con il proprio futuro e riappacificarsi con il loro passato.

Hold Your Breath Like a Lover Chi sono i veri fantasmi? I morti oppure i vivi che non riescono a confrontarsi con la propria vita? Una risposta esplicita a questa domanda non c'è ma Igarashi ci accompagna insieme ai suoi personaggi in un percorso verso l'accettazione del lutto, della solitudine e della fine. Forse solo il confronto con la mortalità (esplicitata nella battaglia centrale a colpi di SoftAir dove, contro un esercito invisibile, tutti i protagonisti vengono colpiti a morte) potrà spingere questi fantasmi viventi nuovamente all'interno del proprio corpo, finalmente in contatto con il proprio futuro.

7

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