Hobbs and Shaw, la recensione dello spin-off di Fast & Furious

The Rock e Jason Statham fanno squadra in un action movie ricco di gag e scazzottate dove non tutto funziona come dovrebbe.

recensione Hobbs and Shaw, la recensione dello spin-off di Fast & Furious
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Dimenticate Fast & Furious e la Famiglia, perché Hobbs & Shaw è qualcosa di diverso. Non per forza consapevole e forse in modo non del tutto volontario, eppure il primo spin-off della saga scritto dal veterano Chris Morgan intraprende una strada differente dal filone strutturale principale, cercando una propria identità stilistica nel tentativo di sbarazzarsi dell'ingombrante presenza di Toretto e compagni.
Lo fa puntando su due elementi che più di tutti rappresentano dei tratti divergenti con la serie madre: le gag e il contrasto già presentato al grande pubblico tra Luke Hobbs (Dwayne "The Rock" Johnson) e Deckard Shaw (Jason Statham), protagonisti davvero agli antipodi per estrazione culturale e pensiero, qui costretti a fare squadra per sventare i piani di una misteriosa organizzazione terroristica che ha come obiettivo primario il risanamento globale, a ogni costo però.
Una missione, questa, che mette a fuoco ancora di più l'ideologia guerriera e la grande fisicità dell'Agente del DSS e dell'ex-spia del MI6, lasciandoli confrontare in un continuo gioco infantile all'affronto reciproco, mentre le rispettive realtà familiari vengono approfondite. In merito, la new entry più importante è proprio Hattie Shaw, sorella minore di Deckard interpretata da una splendida Vanessa Kirby, mentre dalla parte di Hobbs c'è tutto un intero albero genealogico da scoprire. Il problema è che non tutto funziona come dovrebbe.

Haka

Il trailer di Hobbs & Shaw sembrava promettere uno spettacolo action pompato all'inverosimile, curato per giunta dalla mano ferma di David Leitch, che nel genere ci ha già abituati a sequenze mozzafiato con movimenti di macchina e intuizioni di regia anche abbastanza ricercate. Questo spin-off si presentava come un intrigante slittamento della nuova formula del franchise dopo Fast & Furious 5: un'esasperazione del modello heist movie votata all'esagerazione concettuale, alla spietata forzatura delle leggi della fisica senza però arrivare a spezzarle.
E in parte è così, perché già solo il villain di Idris Elba è una sorta di prototipo di essere umano perfezionato che sembra essere un mix tra un agente G.I. Joe e un super-criminale dei fumetti. Ci sono poi diverse sequenze esplosive che tendono a dialogare davvero poco con la verosomiglianza, il che rende effettivamente Hobbs & Shaw il cugino più esaltato di Fast & Furious, forse persino un po' troppo sicuro di sé e delle sue capacità. Ed è proprio questa immatura arroganza a metterlo in pericolo.

Se è vero infatti che il rapporto tra i due personaggi risultava molto divertente e ben amalgamato all'interno della storia di Fast & Furious 8, nello spin-off di David Leitch non è sempre funzionale e irriverente come invece vorrebbe, perché fin troppo stirato lungo tutta la durata del film, tanto da arrivare davvero molto stanco alla fine.
In Hobbs & Shaw si raggiunge la saturazione delle dinamiche tra i protagonisti che porta a una sorta di epifania tematica anche abbastanza prevedibile: è meglio giocare di squadra piuttosto che essere una fantasista solitario.

Anzi, nel loro "sport" (fatto di scazzottate, corse in auto, voli da 50 metri senza paracadute e scontri 1 contro 10) fare squadra è quasi un obbligo, cosa che i due capiranno soltanto affrontando il potenziato Brixton, che è il nemico fisicamente più forte mai incontrato nell'intera storia del franchise.
Il progetto è quasi paragonabile a un'Haka, la famosa danza maori usata anche per spaventare il nemico. Hobbs & Shaw appare infatti come un titolo muscolare e potente, tanto da mettere in soggezione tutto l'intero filone degli action fracasso e spasso, ma quando scende in campo sfrutta in definitiva un solo schema, inizialmente interessante ma alla lunga facilmente intuibile e non così imbattibile come vorrebbe far credere al pubblico. Questo non significa però che lo spin-off non giochi bene diverse carte.

Botta e risposta

Hobbs & Shaw è un film prima di tutto divertente. Non entusiasmante, non di costruzione brillante e nemmeno così fenomenale come invece prometteva. Al netto di un terzo atto molto riuscito e ambientato a Samoa, dove per altro c'è la migliore sequenza action del titolo, il progetto con The Rock e Jason Statham è un contenitore di idiozie quasi slapstick e botta e risposta velenosi tra i due protagonisti principali. In questo, obiettivamente, è molto onesto: sin dall'annuncio, era chiaro infatti che Morgan e The Rock volessero puntare sulla simpatica relazione nemico-amico tra Hobbs e Shaw, lasciando dunque molto spazio ai siparietti comico-dementi che piacciono poi tanto a un pubblico rilassato e intenzionato a passare due ore in allegria ed entusiasmo.
Quando ci sono loro due in scena (e ci sono praticamente sempre) non mancano mai frecciatine personali tipiche dei maschi alpha, tanto che, mentre litigano fuori o dentro il campo di battaglia, la sorprendente Hattie è quella che spesso risolve la situazione e che dimostra più intelligenza o visione. È comunque una Shaw: sottile, intelligentissima e a suo modo persino perfida; un personaggio ben levigato con cui il volto e la fisicità della Kirby si sposano perfettamente, comunque molto importante anche ai fini della trama principale.

Nel momento dell'azione, poi, Leitch sfrutta molto bene la rispettive capacità dei due. Hobbs è un tank, carica con riflessione e falcia un nemico dopo l'altro con la sua grande mole e una forza devastante. Shaw è invece un marzialista molto abile che tende a scontri più avvincenti ed eleganti.
Anche qui il confronto è vivo e pulsante ma nessuno ne esce mai vittorioso, perché il senso è dare importanza alla collaborazione, a una cooperazione necessaria che superi le divergenze personali, che è poi il grande concetto dietro all'intera storia, declinato sia in piccolo che in grande con la trama della Eaton (l'organizzazione nemica) e il personaggio di Brixton.

Il fatto è che sia nei dialoghi che nelle intenzioni, Hobbs & Shaw sembra spesso buttarsi via, puntando a una reiterazione di una formula che sulla distanza diventa stancante e spesso raffazzonata, anche in termini di combattimenti. È un film dove non si avverte decisa la mano di Leitch, che sembra più accessorio del previsto. La sua presenza, comunque, ha portato all'interno del franchise anche Ryan Reynolds, che qui interpreta un agente della CIA decisamente sopra le righe, proprio come si addice alla sua personalità.

A produrre c'è poi la Seven Bucks dello stesso The Rock, il che lascia intuire chiaramente che il vero artefice dell'intero progetto e di questa sua natura alla Jumanji meno edulcorata sia proprio Dwayne Johnson, che insieme a Chris Morgan (anche lui produttore) ha voluto slegarsi da Fast & Furious - anche per la faida con Vin Diesel - ed entrare in campo a gamba tesa. Non sorprende, allora, vedere anche Kevin Hart in un cameo che sembra uscito da una delle sue tipiche commedie americane, tra il non-sense e il logorroico spinto ma che risulta molto ironico nel confronto con Hobbs e Shaw.
Il fatto è che, entrando a gamba tesa, c'è il serio rischio di commettere un fallo, nel caso specifico sullo spettatore, e il film fa proprio questo: arriva in piena faccia sul pubblico in uno slancio dinamico ma poco elegante, che sa quasi di autocompiacimento.

Fast & Furious - Hobbs and Shaw Hobbs & Shaw si può dire solo in parte riuscito. Con la saga principale di Fast & Furious condivide l'amore per l'esagerazione, la ricerca della scena d'azione concettualmente esasperata e il gusto per la commedia, eppure sembra che il film di David Leitch tiri fin troppo la corda, arrivando quasi sul punto di spezzarla. Lo spin-off è infatti irriverente e ironico, forse persino troppo. A farla da padrone sono soprattutto i botta e i risposta tra i due protagonisti, che stirano dei siparietti comici poco elastici, arrivando molto presto a un attrito fisiologico tra intenzioni e risultato. Il film è godibile ma non così spettacolare come vorrebbe, specie perché non si avverte neanche il tocco del regista di John Wick, Atomica Bionda o Deadpool 2, qui più accessorio del previsto. Ottima la new entry di Vanessa Kirby e molto riusciti i cameo di Ryan Reynolds e Kevin Hart, eppure la sensazione è che si potesse fare molto di più, osare con intelligenza con i movimenti di macchina o lo studio dell'azione perfetta. Hobbs & Shaw porta però esclusivamente la firma di Dwayne Johnson e rispecchia infatti le sue recenti produzioni: sufficienti a intrattenere ma incapaci di fare quel passo in più per spiccare in un campionato popolato da giganti.

7

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