Recensione Hesher è stato qui

Joseph Gordon Levitt e Natalie Portman in un indie drama originale e accattivante

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Il piccolo TJ (Devin Brochu) è rimasto traumatizzato dalla morte della madre, scomparsa due mesi prima in un incidente automobilistico. La sua vita familiare è andata lentamente a rotoli, soprattutto nel rapporto col padre (Rainn Wilson), incapace di riprendersi dalla tragedia e che riversa tutto il suo dolore sul figlio. Ma tutto cambia quando TJ incrocia casualmente sulla sua strada l'anarchico Hesher (Joseph Gordon Levitt), giovane sbandato dai capelli lunghi e look metallaro, che entra inesorabilmente nella loro quotidianità...Prodotto, tra gli altri, da Natalie Portman, che si ritaglia il ruolo, secondario ma fondamentale, della timida cassiera Nicole, Hesher è stato qui è il film d'esordio di Susser Spencer, già autore di corti e video musicali. Una storia di matrice tipicamente indie, accolta molto bene al Sundance, che miscela eccentricamente il tema del lutto familiare col bullismo, la follia anarchica con la ricerca di un nuovo futuro. Il tutto appoggiandosi a un protagonista fuori dalle righe interpretato magistralmente da Joseph Gordon Levitt.

Headbanging Life

E' proprio il bravo attore, la cui carriera è ormai definitamente all'apice, che dona al titolo un vero e proprio valore aggiunto. La sua prova nei panni di un personaggio, interiormente ed esteriormente, fuori dai canoni classici, è di quelle che si ricordano a lungo. Hesher, giovane con qualche turba psichica, è il motore filmico cui ruota attorno ogni cosa, voce di un disagio espresso in istintivi e furiosi atti di violenza, ma al contempo unico in grado di osservare le cose importanti della vita e rimettere a posto una famiglia allo sfascio. Osservarlo mentre offre da fumare un bong alla nonna di TJ (un'intensa Piper Laurie), o mentre si scatena letteralmente "ai danni" di una piscina, senza dimenticare l'estremo ma commovente finale, è una vera delizia per gli amanti del cinema meno mainstream. Susser Spencer riesce a gestire nel migliore dei modi le bizze del suo protagonista, inserendolo in una storia (scritta a quattro mani da lui stesso, insieme al David Michôd di Animal Kingdom) che seppur non certamente originale, assume in questo contesto una dimensione del tutto nuova. Nonostante la componente drammatica sia spesso predominante, Hesher è stato qui si giova anche di diversi momenti colmi di uno sferzante dark humour, sia esso in battute sferzanti (il linguaggio, seppur spesso volgare non è mai gratuito) o in simil-gag irriverenti e imprevedibili, che rendono i cento minuti di visione un'esperienza assai piacevole, lontana dalle decine di drammi fotocopia che invadono le nostre sale. Nota di merito finale, che farà sicuramente la gioia del pubblico metal, la presenza nella colonna sonora di alcuni classici di band storiche come Metallica e Motorhead.

Hesher è stato qui Hesher è un piccolo gioiellino di stampo indie che riesce a divertire e commuovere al contempo, regalandoci una dei personaggi più eccentrici degli ultimi anni. Gordon Levitt in stato di grazia, accompagnato da un ottimo cast su cui spicca anche una trasandata (ma sempre graziosa) Natalie Portman, anche produttrice, ci trascina in un viaggio dell'anima in grado di emozionare a più riprese. E con un finale che è già culto.

7.5

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