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Recensione Here Comes the Bride

Cinque personaggi, uno scambio d'identità nell'ultima commedia di Chris Martinez

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Alzi la mano chi ad oggi ha mai visto un film filippino. Probabilmente in pochi sono a conoscenza della scena cinematografica di questo piccolo stato del sud-est asiatico. Gli amanti del Cinema d'autore conosceranno sicuramente il nome di Brillante Mendoza, regista di una certa nomea al pubblico d'essai e che ha ottenuto nella sua carriera diversi importanti riconoscimenti, ma il resto della produzione nazionale è veramente dedicato a una esigua lista di appassionati. E' perciò con piacere che presentiamo Here comes the Bride, simpatica commedia di Chris Martinez per la seconda volta nella sua carriera, che lo vede anche prolifico sceneggiatore, dietro la macchina da presa.

Un matrimonio da salvare

Tutto è pronto per le nozze della giovane e bella Stefanie (Angelica Panganiban) con l'atletico Harold (Tom Rodriguez). Si stanno recando al lieto evento anche Bien, il nonno dello sposo (Jaime Fabregas), Medelyn, la tata del nipotino (Tuesday Vargas), Precy, la madrina di Stefanie (Eugene Domingo), e Toffee, l'estetista spiccatamente omosessuale (John Lapuz). Durante il tragitto per il luogo della cerimonia, ha luogo un'eclissi di sole che distrae gli autisti e porta ad un incidente a catena. Dopo il risveglio, per pura magia, i protagonisti si risvegliano scoprendo di trovarsi in un corpo non loro. Stefanie si risveglia in quello della sua madrina, che a sua volta è finita in quello della tata. Quest'ultima è ora nei panni di nonno Bien, che si ritrova di nuovo giovane in quelli di Toffee. Ma, cosa più grave, proprio l'estetista gay è ora nel corpo di Stefanie, rischiando di mandare al diavolo il matrimonio.

Crisi d'identità

Una commedia divertente e genuina, ricca di spunti interessanti e che riesce in egual modo a far ridere e sorridere, soprattutto grazie alla spiccata simpatia e bravura dei suoi protagonisti. Sarebbe troppo semplice etichettare il tutto come un gioco di equivoci, poiché la ricchezza di soluzioni a disposizione con la bellezza di cinque personaggi in panni altrui riesce a garantire una sana dose di divertimento per tre quarti di visione. Paradossale, ed è uno dei pochi nei imputabili alla regia di Martinez, è il calo di mordente che avviene nella parte finale, proprio quando ci si sarebbe aspettati i fuochi d'artificio vista la parecchia carne al fuoco messa in mostra in precedenza. Un, comunque non fastidioso, buonismo e una certa "fretta" impediscono a Here comes the Bride di ergersi a vero e proprio culto, senza cancellare però tutte le buone idee e soluzioni viste in precedenza. L'atmosfera gioiosa che si respira traspare da ogni battuta ed espressione basita degli attori che, come dimostrano anche gli "errori" durante i titoli di coda, hanno instaurato sul set una forte amicizia tra di loro, feeling che si rispecchia poi sullo schermo. Non a caso il successo di pubblico in patria è stato ragguardevole, e il mercato di riferimento può dirsi veramente globale, in quanto non mancano gli spunti di interesse in grado di attirare il pubblico di ogni dove.

Here Comes the Bride Here comes the Bride gioca furbescamente sul tema dello scambio di identità, ma lo fa in un modo talmente spontaneo che la risata è assicurata. Protagonisti bravi e simpatici danno vita ad un gioco degli equivoci che, escluso un leggero calo di ritmo verso la fine, riesce a divertire con tenerezza e ironia.

7

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