Hercules - La Leggenda ha inizio, la recensione del film con Kellan Lutz

Il giovane semidio Hercules deve affrontare il crudele padre Anfitrione e il fratellastro per salvare la donna amata e il proprio regno.

recensione Hercules - La Leggenda ha inizio, la recensione del film con Kellan Lutz
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Grecia, 1200 a.C.. Anfitrione, re di Tirinto, è ossessionato dalla brama di conquista e invade la vicina Argo. Qui sfida a duello il sovrano locale, in uno scontro "uno contro uno" che decide definitivamente le sorti della guerra, e vince facilmente grazie alla sua imponente prestanza fisica. La regina Alcmena, che ha da poco dato alla luce il suo primo figlio, Ificle, è però stanca della crudeltà del marito e implora aiuto alla dea Era affinché metta fine alla scia di sangue che sta martoriando il regno: la divinità le compare e accetta la sua richiesta, salvo però avvertirla che questa le sarà concessa con l'arrivo di un un figlio concepito direttamente per interdizione divina da Zeus. Il secondogenito, Hercules, sarà colui che metterà fine alla tirannia al compimento dell'età adulta.
In Hercules - La leggenda ha inizio, vent'anni dopo il giovane protagonista è innamorato e ricambiato della bella Ebe, principessa di Creta, ma Anfitrione decide di darla in sposa al suo prediletto Ificle. I due amanti decidono così di scappare insieme ma la loro fuga dura poco e vengono catturati quasi subito.
Il re punisce il figlio ribelle, da sempre ritenuto (giustamente) non del suo stesso sangue, mandandolo a prender parte a una missione suicida nel deserto egiziano, ma Hercules inaspettatamente sopravvive e fa di tutto per tornare a casa e riprendersi ciò che gli spetta di diritto.

Citazioni divine

Il 2014 ha visto uscire nelle sale ben due pellicole dedicate alla figura del semidio Ercole, la più riuscita con protagonista Dwayne Johnson nei panni del possente semidio. La prima a tentare, con scarso successo, fortuna ai botteghini è stata però Hercules - La leggenda ha inizio, film diretto da Renny Harlin che ha cercato di aggiornare per l'ennesima volta il mito greco in un contesto hollywoodiano strizzando l'occhio al pubblico teen, impressione già rimarcata dalla scelta di Kellan Lutz, interprete del vampiro Emmett Cullen nella saga di Twilight, quale biondo figlio di Zeus. Nonostante un physique du rôle adatto, il giovane attore si rivela una scelta controversa visto che, oltre ai pettorali scolpiti messi continuamente in bella mostra, difetta completamente del necessario carisma atto a interpretare un personaggio che dovrebbe sfruttare proprio il suo ascendente sul popolo e sull'esercito per ottenere giustizia.
La performance "smitizzante" non è purtroppo l'unico difetto di un'operazione palesemente girata senza ispirazione o inventiva, con tanto di rimandi visivi al 300 (2006) di Zack Snyder nella gestione delle schermaglie (ralenty continui, una fotografia dal taglio irreale, piogge di frecce a oscurare il cielo) e alla sceneggiatura de Il gladiatore (2000) nel percorso compiuto da Hercules, costretto a lottare nelle arene per far ritorno in patria e sfidare il fratellastro.

Un'epica kitsch

Proprio lo script palesa i suoi maggiori difetti in una gestione a tratti imbarazzante dei dialoghi, con discorsi tagliati di netto senza un reale motivo e privi della necessaria forza drammatica, e in una serie di casualità e inverosimiglianze che traghettano la storia al più ovvio lieto fine, senza alcun sussulto di sorta che faccia pensare per un momento che qualcosa possa andare storto. Gli effetti speciali, pur senza eccellere, sono al centro di un paio di sequenze discretamente realizzate (pensate per una fruizione in 3D), almeno se contestualizzate in un'ottica ludica e di puro intrattenimento brainless: il Nostro che stende decine di avversari con due pezzi di colonna attaccati alle catene alle quali era legato o la spada di fulmini concessa da Zeus nella parte finale, pur sfiorando il kitsch, regalano almeno un minimo di spettacolo a tema.
La colonna sonora, nonostante qualche buono spunto, finisce ben presto per annoiare e la fotografia è incolpevole vittima degli eccessi filtri cromatici e digitali, tanto che la sensazione di "finzione scenografica" fa capolino in più occasioni. Gli amanti del cinema di genere avranno di che gioire per la scelta del villain, con l'action-star di serie-b Scott Adkins nei panni del crudele Anfitrione e al centro, nel prologo, della sequenza marziale più riuscita tanto che, a conti fatti, quel che viene dopo mostra ancor maggiormente tutti i propri limiti.

Hercules - La Leggenda ha inizio Dopo aver firmato due cult dei primi anni '90 quali 58 minuti per morire - Die Harder (1990) e Cliffhanger - L'ultima sfida (1993), la carriera di Renny Harlin ha subito un inesorabile declino, con il regista costretto a cimentarsi in produzioni a basso budget dalla qualità altalenante. La grande occasione sembrava essergli stata concessa da Hollywood con una nuova versione del mito di Ercole, la prima delle due a uscire nel 2014, ma è andata malamente sprecata: Hercules - La leggenda ha inizio è un film povero di contenuti e di spettacolo, con solo un paio di sequenze discretamente gestite che però non possono, da sole, giustificare i novanta minuti di visione. Un cast poco carismatico (ma Scott Adkins nei panni del villain ha il suo perché, almeno per gli amanti del cinema action), una sceneggiatura improbabile e una messa in scena citazionista e figlia del digitale riconsegnano l'epica di partenza a un intrattenimento buono per le trasmissioni televisive della domenica pomeriggio. Il film andrà in onda domenica 13 gennaio alle 21.15 su ITALIA 1.

4.5

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