Recensione Heart Attack

Un giovane grafico freelance, vero e proprio stakanovista del lavoro, si innamora del suo medico curante in Heart Attack, commedia con istinti da dramma sociale diretta da Nawapol Thamrongrattanarit.

recensione Heart Attack
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Kai è un giovane grafico freelance che, per portare a termine i suoi lavori nel minor tempo possibile, come in una sorta di vera e propria ossessione, non esita a compiere sessioni prolungate davanti al computer. Questo lo porta in più occasioni a non dormire per giorni di fila, mettendo a dura prova la sua salute; dopo l'ultimo tour de force il suo corpo comincia a dare segni inequivocabili, con fastidiose purulenze che si diffondono a macchia d'olio. Il ragazzo decide di farsi visitare facendo così la conoscenza della bella dottoressa Peng, che diventa il suo medico privato. Una volta al mese Kai dovrà recarsi in un ambulatorio per verificare i miglioramenti e col passare del tempo tra paziente e curante si instaura un platonico rapporto di amicizia e, forse, anche di più.

Pronto a tutto

Terza prova dietro la macchina da presa per il regista thailandese Nawapol Thamrongrattanarit, Heart Attack (conosciuto anche con il titolo Freelance) ci trasporta ancora una volta nel frenetico mondo del lavoro nel quale spesso le persone vengono sfruttate senza pietà dalle logiche di un mercato sempre più incentrato su tempistiche brevi che poco tengono conto della persona dietro l'incarico. E così conosciamo il nostro protagonista al terzo giorno passato senza chiudere occhio, in un escalation narrativa che cerca di mantenersi coerente tra i suoi sottili rimandi alla commedia romantica e i ben più evidenti e mirati istinti da dramma socialmente impegnato, pur senza appesantire mai eccessivamente le due ore di visione. Visione costantemente accompagnata dai pensieri in voice-over di Kai, freelance indefesso che per la propria professione ha sacrificato ogni cosa, dalle amicizie a qualsiasi possibile rapporto sentimentale trovandosi catapultato in un loop di autodistruzione nel quale forse proprio un possibile nuovo amore si palesa come unica ancora di salvezza. Il cineasta ha il merito di utilizzare uno stile secco privo di artifizi di sorta ma non è altrattanto preciso in fase di sceneggiatura tanto che, una volta compreso il leit-motiv della vicenda, si avverte una certa monotonia che neanche il presunto "colpo di scena" pre-finale riesce a scalfire, penalizzando in parte un racconto certamente non privo di attuali spunti di riflessione. Da sottolineare ad ogni modo l'ottima prova di Nottapon Boonprakob, già visto anche dal pubblico italiano nell'horror antologico 4bia (2008), capace di sfumare un personaggio non troppo incline a sfaccettature.

Heart Attack Lucido, ma a tratti ripetitivo, ritratto sul mondo del lavoro contemporaneo, Heart Attack ci trascina nell'esistenza di Kai, lavoratore instancabile la cui salute peggiora inesorabilmente dopo l'ennesima maratona di giorni trascorsi senza dormire. Produzione thailandese la cui storia però ha certamente sfumature globali, il film di Nawapol Thamrongrattanarit cerca di ibridare con tatto ma con poca empatia romantica le riflessioni sociali ad uno stile da platonica commedia sentimentale, in una vicenda che risente eccessivamente di una lunghezza (due ore e rotti) non del tutto giustificata.

6

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