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Headshot, la recensione dell'action movie disponibile su Netflix

Un uomo vittima di amnesia scopre di essere legato ad un crudele gangster in Headshot, action movie con Iko Uwais.

Headshot, la recensione dell'action movie disponibile su Netflix
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Il suo sbarco nel cinema di genere hollywoodiano, se si esclude la breve comparsata in Star Wars - Il risveglio della Forza (2015), sarà da qui a qualche mese nell'atteso Mile 22 (2017) dove dividerà il set con Mark Wahlberg, ma per gli appassionati del cinema d'azione la fama di Iko Uwais ha già travalicato i confini nazionali grazie allo strepitoso successo, di critica e di pubblico, del dittico di The Raid. In attesa di vedere come se la caverà Oltreoceano, Netflix ci offre l'opportunità di vedere l'ultimo titolo da lui girato in patria, risalente alla scorsa stagione, in cui il Nostro è assoluto protagonista. In Headshot l'attore marziale interpreta un uomo che, ritrovato senza documenti sulla riva di una spiaggia, è vittima di amnesia. Ribattezzato Ishmael da una bella dottoressa locale, lo smemorato è in realtà legato alla rete criminale del crudele gangster Lee, da poco evaso di prigione e ora intenzionato a farla pagare al suo ex pupillo che solo poche settimane prima si macchiò di tradimento.

Sangue chiama sangue

Il cinema d'azione indonesiano è gioco-forza costretto a fare i conti con i due film di Gareth Evans, titoli che hanno alzato l'asticella non solo nel filone nazionale ma nell'intera scena internazionale. Tagliamo subito la testa al toro dicendo che Headshot non regge il confronto con il succitato dittico, ma non per questo ci troviamo di fronte ad una visione priva d'interesse. La coppia di registi formata da Kimo Stamboel e Timo Tjahjanto (conosciuti in patria come i Mo Brothers) è alla sua prima incursione nel genere ma si dimostra saldamente efficace nel mettere in scena le avvincenti scene di lotta, coreografate dallo stesso Iko Uwais e basate su diversi stili marziali, dall'ovvio silat al wushu, garantendo una discreta varietà nelle fasi più concitate del racconto. Racconto che si evolve seguendo una sorta di livelli in successione, con diverse località a fare da sfondo ai rispettivi scontri, uno contro uno o contro più avversari: dall'autobus vittima dell'agguato alla centrale di polizia, dalla foresta alla spiaggia fino alla base del villain dove ha luogo la resa dei conti finale, il film è permeato da una violenza a tratti brutale, con il sangue che scorre a go-go tra ferite da armi da taglio ed efferate uccisioni. Dal punto di vista prettamente ludico gli appassionati non potranno dirti certo delusi, ma lo stesso non si può dire per il comparto narrativo che è a tratti sin troppo elementare e non privo di forzature, immediata love-story tra Ishmael e la bella dottoressa in primis, con i colpi di scena legati al passato del protagonista che appaiono parzialmente prevedibili. Difetti se vogliamo veniali in una produzione di questo tipo, ma che rendono l'intero costrutto solo un piacevole divertissement e nulla più.

Headshot Un'azione marziale secca e violenta, con arti che si spezzano e copiose fuoriuscite emoglobiniche, è il centro focale di Headshot, action movie indonesiano vedente protagonista Iko Uwais, novella star del filone già conosciuta per il dittico di The Raid. Un film che va per la sua strada di genere senza porsi troppe domande in una narrazione potenzialmente ricca di sfumature non del tutto esplorate nello scontato evolversi della vicenda, del tutto incentrata sulle spettacolari evoluzioni coreografiche seguenti un percorso a livelli prima di giungere al boss finale: un divertimento forse gratuito ma assai gustoso per tutti gli appassionati.

6.5

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