Harry Potter: Return to Hogwarts, una reunion perfetta e commovente

Registi, produttori, artisti e attori della saga cinematografica di Harry Potter tornano sul set 20 anni dopo La pieta filosofale.

Harry Potter: Return to Hogwarts, una reunion perfetta e commovente
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Tutto, esattamente come vent'anni fa, comincia con una lettera. Con gli stessi protagonisti che ci hanno fatto ridere, piangere, arrabbiare ed emozionare salgono sul treno che li farà ripercorrere le tappe più belle di un viaggio magnifico. E quando vedrete quei volti varcare nuovamente la soglia della Sala Grande, camminare tra i vicoli di Diagon Alley e di Hogsmeade, guardarsi, ritrovarsi, riabbracciarsi, è lì che capirete che il tempo si è fermato, e che nonostante l'avanzare dell'età forse non è mai davvero passato. Harry Potter: Return to Hogwarts è la reunion che tutti i fan stavano aspettando, un'occasione per riscoprire alcuni aspetti della saga che forse erano sfuggiti, per approfondirne altri, ma soprattutto per rivedere i protagonisti, gli artisti e i creativi che hanno dato vita ad una delle più grandi magie di sempre. Ancora una volta.

Nascita di una saga

In poco meno di due ore Harry Potter: Return to Hogwarts riesce a confezionare un documentario che non tralascia proprio nulla e che ripercorre le tappe creative e produttive della saga cinematografica. Lo fa senza paura di spingere sulle emozioni, seguendo i passi di Emma Watson nel ritrovarsi su alcuni dei set che sono stati la sua casa per una parte della sua vita, nel riabbracciarsi con il caro amico (e fiamma d'infanzia) Tom Felton, nel sedersi nella sala comune con gli altri due compagni del trio e tenersi per mano mentre ci si abbandona ai ricordi, con gli occhi lucidi e il sorriso stampato in faccia.

Return to Hogwarts è sostanzialmente una lunga passerella di interviste in cui registi, produttori e attori protagonisti danno libero sfogo alla propria memoria, lasciandosi trasportare dalle emozioni e dai ricordi dei giorni passati sul set. C'è un filo conduttore che, dall'inizio, porta la reunion verso il finale, pensato e studiato per essere qualcosa di più di una semplice operazione di fanservice. Si parte da Daniel Radcliffe, seduto al tavolo con Chris Columbus, regista de La pietra filosofale (alzi la mano chi pensa che Harry Potter e la Pietra Filosofale sia ancora un film perfetto) e La camera dei segreti, forse l'uomo a cui il volto del maghetto deve più di ogni altro, per aver scelto lui e inaugurato su schermo il viaggio di Potter nel Wizarding World. Nei primi istanti, e per qualche fugace apparizione, il documentario non dimentica nemmeno J.K. Rowling, creatrice del franchise inizialmente esclusa dall'operazione. L'autrice è presente nel docufilm, ma solo grazie a del materiale d'archivio estrapolato da alcune interviste del 2019. Nonostante l'assenza della scrittrice (intanto le polemiche a J.K. Rowling sul web non si fermano), l'anima della penna che ha dato vita a Harry Potter si respira comunque nei primi capitoli del documentario, in cui si affronta anche il tema del successo della saga letteraria, con alcuni filmati dedicati alle grandi notti di premiere di alcuni libri della serie.

Spazio anche al punto di vista di Alfonso Cuaron, regista del terzo capitolo e fautore dello sconvolgente approccio dark, contrapposto allo stile più luminoso e scanzonato dei primi due film, così come a Mike Newell, che nell'adattamento filmico de Il calice di fuoco riuscì a bilanciare molto bene l'aspetto più epico che emergeva con il Torneo Tremaghi e le prime sfumature da coming of age. Fino ad arrivare, ovviamente, alla figura di David Yates, tutt'ora la firma dietro la saga cinematografica del Wizarding World con Animali Fantastici, con gli interventi di alcuni produttori volti a raccontare la svolta meno autoriale e più action dal quinto episodio in poi (se volete saperne di più su cosa ne pensiamo potreste recuperare la nostra classifica sui film di Harry Potter dal peggiore al migliore).

Nel segno del Trio

Quello di registi, scrittori e produttori rimane un apporto prezioso e interessante in Harry Potter: Return to Hogwarts, utile a condire un impasto di contenuti che potranno soddisfare anche gli appassionati più curiosi in senso cinematografico e tecnico. Ma ovviamente i grandi protagonisti della reunion vent'anni dopo La pietra filosofale sono loro, e loro soltanto, gli eroi che per oltre un decennio sono cresciuti e ci hanno cresciuto a suon di incantesimi.

Attorno al trio ruotano tutti gli altri membri di un cast storico, che impreziosiscono la reunion con racconti, esperienze e ricordi legati ai giorni sul set. Da Matthew Lewis (Neville Paciock) a Bonnie Wright (Ginny Wisley), da Evanna Lynch (Luna Lovegood) ai Fratelli Phelps (Fred e George), senza dimenticare Alfred Enoch (Dean Thomas) e i volti più adulti della saga, dall'intramontabile Ralph Fiennes (Lord Voldemort) a Jason Isaacs (Lucius Malfoy) ed Helena Bonham Carter (Bellatrix Lestrange), con menzion d'onore alle testimonianze commosse e sentite di Robbie Coltrane (Hagrid) e Gary Oldman (Sirius Black).

Nel ritrovarsi, e nella memoria, il cast non dimentica nemmeno una serie di toccanti omaggi ad alcuni dei volti della saga che non ci sono più: su tutti pesa l'assenza di Alan Rickman, come pure di Helen McCroy (l'attrice di Narcissa Malfoy, scomparsa il 16 aprile 2021), e in questa passerella di emozioni trova spazio persino una citazione al grande Richard Harris, il primo volto di Silente.

Ed è quando la reunion lascia spazio alle conversazioni del trio che Return to Hogwarts vi riserverà l'affondo finale. Quando Emma Watson, Rupert Grint e Daniel Radcliffe si guardano negli occhi, parlano, ricordano, sorridono, piangono. Quando fissano la camera con gli occhi lucidi di chi sa quanto quel viaggio gli ha cambiato (e a volte, come spesso raccontato in altre interviste, anche condizionato) la vita. Ma anche quando sorridono, consapevoli di appartenere ad una famiglia, e di essere tornati a casa. Le emozioni che soltanto un evento del genere può regalare, quelle di una reunion che i veri fan di Harry Potter non dimenticheranno mai più.

Harry Potter Harry Potter: Return to Hogwarts è la reunion che tutti I fan stavano aspettando. Un docufilm che in poco meno di due ore approfondisce gli aspetti produttivi e creativi più interessanti della saga, ripercorrendo l’approccio creativo anche molto diverso che gli otto film del franchise hanno riservato ai fan dal 2001 al 2011. Ma, oltre tutto questo, è un emozionante viaggio sui binari dei ricordi, un commovente omaggio ai protagonisti e agli artisti che per oltre un decennio hanno reso possibile una delle più grandi magie che la narrativa ricordi. Un dialogo toccante e commosso, dai protagonisti agli appassionati, che ricorda ad ogni fan perché ha amato Harry Potter.

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