Hard Kill, la recensione del film con Bruce Willis

Il regista Matt Eskandari dirige un action movie superfluo e monotono, dove buoni e cattivi si affrontano in ambientazioni chiuse e limitate.

Hard Kill, la recensione del film con Bruce Willis
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Donovan Chalmer è un importante uomo d'affari che ha sviluppato una rivoluzionaria tecnologia in grado, se utilizzata con scopi benefici, di migliorare le condizioni dell'intera umanità.
L'uomo è però intenzionato a vendere la sua incredibile scoperta ai militari e la bionda figlia Eva, venuta a saperlo, decide di intervenire affinché tale conoscenza non venga impiegata per scatenare nuove guerre e conflitti. Contatta così un gruppo di estremisti che prospetta un cambiamento generale per il mondo intero, e cede ogni dato al loro subdolo leader.
La ragazza casca però in una trappola e viene presa in ostaggio, in modo da poter ricattare ulteriormente il padre e utilizzare codici segreti che potrebbero portare alla morte di milioni di persone.
Donovan decide di ingaggiare un team di mercenari guidato da Derek Miller per salvare Eva e recuperare il maltolto prima che sia troppo tardi.

Questo posto l'ho già visto

Una pressoché unica ambientazione, una serie di palazzoni abbandonati in mezzo al nulla - vecchie fabbriche in disuso dove nessuno si sognerebbe di organizzare i propri piani - e un gioco del gatto e del topo estenuante che dura per novanta, interminabili, minuti.
Hard Kill, action movie datato 2020, è diretto d'altronde da uno specialista di b/z movie a tema come Matt Eskandari, regista di origini iraniane che in carriera non è mai riuscito a raggiungere un livello qualitativo sufficiente. Se possibile qui ci troviamo davanti a uno dei suoi titoli peggiori, data la monotonia concettuale - colpa da condividere con gli sceneggiatori - alla base del racconto. Sparatorie, incontri a mani nude e nient'altro per il novanta per cento della visione, ulteriormente penalizzati dalla banalità delle spoglie e grigie location.
Gli pseudo traumi che riguardano i personaggi principali sono quanto mai forzati e la spinta drammatica degli attori è pari a quella di un ragazzino alle prime armi, cioè risibile. Quando una delle figure prova a piangere, la scena viene subito nascosta per via delle minime capacità recitative.

Errore dopo errore

E pensare che come "punta di diamante" all'interno del cast vi è niente meno che Bruce Willis, purtroppo abituato a prendere parte a produzioni fallimentari solo per il gusto di poter aumentare un conto in banca che non avrebbe certo bisogno di introiti derivati da scelte così sbagliate che ne continuano a rovinare, film dopo film, l'immagine di attore cult.
Di recente vi abbiamo raccontato altri lavori con esso protagonista, pensiamo al disastroso delirio fantascientifico di Cosmic Sin (2021) o all'anonimo thriller Survive the Night (2020), ed eccoci di nuovo qui a dover parlar male di un volto che tutti abbiamo amato. La sua definitiva entrata in scena con armi in pugno è a metà film e il suo ruolo è importante ai fini degli eventi, anche se al centro di tutto vi sono Jesse Metcalfe e il suo improbabile team di mercenari. Nessuno di loro, come già accennato, si salva.
Hard Kill è un passo falso per tutti, non vi è nulla di ipoteticamente accettabile e solo gli amanti del puro trash, questa volta però privo di qualsiasi ironia e anzi intriso di una fastidiosa e superflua serietà - il villain pensa di essere un futuro Profeta - tale da rendere quanto accade su schermo difficilmente digeribile da chiunque.

Hard Kill Ed ecco che ritroviamo ancora una volta il vecchio, caro, Bruce Willis alle prese con l'ennesimo film spazzatura della sua carriera recente. In Hard Kill il nostro iconico eroe degli anni '80 e '90 interpreta un miliardario la cui figlia è stata rapita da un'organizzazione terroristica, intenzionata a mettere le mani su una rivoluzionaria tecnologia. Un team di mercenari viene ingaggiato per salvare la ragazza, ma nulla va come previsto. Una manciata di fabbriche abbandonate è praticamente l'unico sfondo dei novanta minuti di visione, dove si susseguono sparatorie in serie tra corridoi e stanze dei suddetti palazzoni. Sequenze action per nulla coinvolgenti vanno di pari passo con una carica drammatica a tratti ridicola e la sceneggiatura opta su risvolti sempre più assurdi fino a quell'epilogo tanto atteso. Ma non per i motivi sperati. Il film andrà in onda mercoledì 8 giugno alle 21.25 su ITALIA1 in prima visione tv.

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