Half Light, la recensione del film con Demi Moore

Una scrittice in crisi reduce da un grave lutto si trasferisce in un isolato cottage sulla costa scozzese in Half Light, mystery di Craig Rosenberg.

recensione Half Light, la recensione del film con Demi Moore
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Otto mesi dopo aver perso il figlio, morto annegato in un canale davanti casa, la scrittrice di libry mystery Rachel Carlson si trasferisce in un cottage nell'isolata località di Ingonish Cove, in Scozia, dove grazie alla quiete del posto e alla bellezza del paesaggio spera di ritrovare l'ispirazione e superare il terribile lutto. Qui incontra il giovane guardiano del faro, rimasto vedovo in tragiche circostanze, e inizia con lui una passionale relazione, ma il passato sembra non darle tregua: un misteriosa donna, considerata pazza dal resto degli abitanti, sostiene infatti che il figlio morto voglia mettersi in contatto con Rachel, gettandola in uno stato sempre più sospeso tra realtà e immaginazione.

Il mistero del faro

Una classica storia alla Stephen King, citato platealmente nei dialoghi e nelle atmosfere, con al centro del racconto una scrittrice in crisi e reduce da un lutto: Half Light non si distacca dalle tonalità mystery tipiche di questo sottofilone thriller, proponendo una vicenda di stampo classico in cui elementi sovrannaturali e sortite thriller si mescolano ciclicamente. Tutto va a collocarsi nei consoni stilemi tematici, dalle allucinazioni / incubi di cui soffre la protagonista sino all'ambientazione isolata dove la Nostra cerca di dimenticare la tragedia: anche a discapito di un senso di perenne déjà-vu l'operazione a tratti funziona, con soluzioni suggestive che attirano la curiosità dello spettatore, salvo poi optare per un cliffhanger più raziocinante che sminuisce quanto visto in precedenza. Cento minuti di visione dominati dalla bellezza dei paesaggi scozzesi in cui l'inquietudine fa capolino solo in una manciata di scena in favore di una gestione drammatico / tensiva più affine al thriller hitchcockiano, con tutti i distinguo possibili, che il regista e sceneggiatore Craig Rosenberg, al suo secondo lavoro dietro la macchina da presa dopo l'inedito Hotel de love (1996), non riesce ad amalgamare nel migliore dei modi, spruzzando qua e là istinti horror (i topoi degli specchi e delle lettere / calamite compaiono regolarmente) all'interno di una narrazione priva di una vera e propria precisa identità, in cui la direzione da seguire sbanda a destra e sinistra in più occasioni. Demi Moore si cala con discreta convinzione nei panni di Rachel, ma il suo personaggio rimane vittima di questa pressante sensazione di compitino diligente quanto anonimo.

Half Light Una scrittrice che ha da poco perso il figlio decide di trascorrere qualche mese in una baita isolata in terra scozzese per provare a rilanciare la propria carriera e a dimenticare il lutto. Inutile dire che le cose non andranno come previsto in questo mystery di chiara ispirazione kinghiana, dove l'atmosfera sovrannaturale trova adeguato contraltare in uno sviluppo via via sempre più razionale e terreno, finendo così per non convincere nè nella fase da horror drammatico né in quella d'impianto thriller. Half Light soffre di troppi dejavù e forzature, con colpi di scena ben più che improbabili, per sorprendere il potenziale pubblico di riferimento e nemmeno la pur volenterosa Demi Moore può salvare la barca in avaria.

5

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