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Guida galattica per autostoppisti, la recensione del film con Martin Freeman

In Guida galattica per autostoppisti Arthur Dent si salva dalla distruzione della Terra e finisce in un'incredibile avventura interstellare.

recensione Guida galattica per autostoppisti, la recensione del film con Martin Freeman
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Arthur Dent si risveglia una mattina per scoprire che la sua casa in aperta campagna sta per essere demolita per far spazio ad una tangenziale: poco male a posteriori perché, come riferitogli dall'amico Ford Prefect, la Terra sarà completamente distrutta nell'arco dei prossimi dodici minuti. Ford infatti proviene da un altro pianeta ed è a conoscenza dell'arrivo di enormi navicelle dei Vogon, razza aliena addetta alle demolizioni spaziali, che hanno il compito di polverizzare il nostro globo per far spazio ad una superstrada interstellare; i due amici riescono comunque a fare "autostop" e a salire clandestinamente su una delle astronavi, salvo essere scoperti poco dopo. Gettati nel vuoto cosmico i nostri verranno casualmente salvati dalla navetta Cuore d'Oro rubata da Zaphod Beeblebrox, l'attuale Presidente della Galassia, e su cui ha trovato ospitalità anche la bella terrestre Tricia McMillan, con cui proprio Arthur aveva avuto poco tempo prima un platonico flirt. Sarà solo l'inizio di un'incredibile avventura per l'improbabile ciurma, di cui fa parte anche il malinconico e depresso robot Marvin.

Risate spaziali

Nata prima come serie radiofonica ed in seguito adattata sotto forma di romanzo dallo stesso autore/scrittore Douglas Adams, la saga di Guida galattica per autostoppisti è diventata un vero e proprio cult per gli appassionati di fantascienza di ogni età. Dopo anni di tentativi, fin dagli anni '80, per portare l'opera sul grande schermo, finalmente la trasposizione ha visto la luce nel 2005, affidandosi per gran parte ad una sceneggiatura scritta in passato dallo stesso Adams (scomparso nel 2001) e con un cast in carne e ossa quasi completamente statunitense (scelta che ha fatto storcere il naso a molti, vista la "britannicità" intrisa nell'opera originaria) ad esclusione del protagonista Martin Freeman. Una commedia sci-fi (disponibile su Netflix) che può risultare come una versione più seria e sofisticata di un altro pezzo da novanta quale Balle spaziali (1987), priva però della ovvia verve parodistica del film di Mel Brooks e indirizzata su una continua inventiva di idee e situazioni che, adattando e aggiornando lo spirito dei libri, regalano risate in serie nelle quasi due ore di visione, titoli di coda inclusi. Uno humour tipicamente inglese, schivo da volgarità, in cui le gag si sprecano regalando sempre soluzioni originali che giocano coi topoi del genere, dal bizzarro look delle razze aliene (con i Vogon predominanti nemesi dei nostri) sino all'uso multitasking della guida del titolo, sorta di tablet informativo (con filmati animati) che spiega modi e usi di tutte le specie dell'universo e anche di più.

La ricerca poi di risposte sul significato più profondo della vita, i riferimenti continui alla religione e alla figura divina, le numerose trasposizioni della burocraziareale contestualizzata ad un tono ilare/fantascientifico e i non così banali messaggi ecologisti, con la figura dei due topolini che si rivelerà determinante ai fini degli eventi, completano una narrazione sempre florida e spumeggiante. I convincenti effetti speciali, capaci di ricreare paesaggi suggestivi e a loro modo gargantueschi, una regia che sa sempre come cogliere mood ed atmosfere tramite un uso frizzante delle inquadrature e l'ottima alchimia tra il cast di lusso, comprendente, oltre al perfetto Freeman, la deliziosa Zooey Deschanel, uno scatenato Sam Rockwell, la spalla stralunata Mos Def, un ascendente Bill Nighy e il santone John Malkovich, suggellano una confezione luxury che, pur coi dovuti accorgimenti, si pone come fedele adattamento della fonte di partenza.

Guida galattica per autostoppisti Dall'opera, prima radiofonica e poi letteraria di Douglas Adams, vede la luce una trasposizione irresistibile e ricca di idee, interpretata da un cast di lusso perfettamente centrato nei rispettivi ruoli e con un comparto tecnico ed effettistico degno di nota. Guida galattica per autostoppisti si basa su una comicità sci-fi originale e intelligente che in una successione ricchissima (a tratti anche troppo) di situazioni e gag sempre diverse riesce a divertire e intrattenere con gusto, tirando in ballo anche questioni più profonde del previsto in due ore di visione dove le sorprese e i colpi di scena sono sempre dietro l'angolo, sequenza animata dei titoli di coda inclusa.

8

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