Guava Island, recensione: Donald Glover e Rihanna su Amazon Prime Video

Donald Glover si riunisce al regista Hiro Murai per dar vita a un mediometraggio dal forte valore allegorico e dall'assoluta qualità di messa in scena.

recensione Guava Island, recensione: Donald Glover e Rihanna su Amazon Prime Video
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Tempo fa avevamo parlato di un misterioso progetto con Donald Glover e Rihanna realizzato alle Hawaii, dopo mesi di speculazioni eccoci qua: a poche ore dalla sua esibizione al Coachella 2019, il rapper/regista ma anche sceneggiatore/attore Donald Glover, in arte Childish Gambino, pubblica su Amazon Prime Video il mediometraggio Guava Island, diretto dal suo amico e collaboratore Hiro Murai.
C'è chi sostiene che l'opera fungerà da apripista al tanto atteso nuovo album del musicista, un po' come fu per il cortometraggio Runaway col quale Kanye West sponsorizzò nel 2010 il suo capolavoro My Beautiful Dark Twisted Fantasy. A differenza di quel progetto, però, classificabile come un videoclip esteso, per quanto esteticamente ineccepibile e concettualmente vivissimo, con infusioni di Andy Warhol, Federico Fellini, Pablo Picasso, Kubrick e Matisse (quant'era straripante quel corto!), quello sviluppato da Murai, Donald e Stephen Glover (fratello della star e autore della sceneggiatura), con co-protagonista Rihanna, è invece un vero e proprio film, tanto nella forma quanto nel contenuto.
È, soprattutto, l'ennesima fatica riuscita di un artista in stato di grazia, che come un re Mida dell'intrattenimento riesce da ormai tre-quattro anni a trasformare in oro tutto ciò che tocca.


Feel Like Summer

Dopo un bellissimo prologo animato che gioca con forme, stili e colori della cultura africana, ci ritroviamo a Guava Island, una non meglio specificata isola esotica che sembra esteticamente e tecnologicamente rimasta fuori dal tempo (radio, telefoni fissi, auto vecchie di trent'anni, la tecnologia contemporanea sembra non essere stata scoperta, o per lo meno non ancora importata).
Protagonista della vicenda è tale Deni (Glover), un uomo con la musica nel cuore che però a Guava Island ha difficoltà a esprimersi, causa una sorta di regime totalitario/capitalista di cui ci viene detto pochissimo ma del quale capiamo tutto (cartelli alla George Orwell affissi nei vicoli, orari di lavoro improbabili e inflessibili, un leader tutto sorrisi e poca gentilezza): il suo carattere solare lo fa amare da tutti, come Miles Morales all'inizio di Spider-Man: Un Nuovo Universo (qui la nostra recensione del cinecomic premio Oscar) lo vediamo andare in giro per le strade della sua comunità e stringere le mani, scambiare pareri, vivere insomma la quotidianità della sua gente.

Invece di godere della libertà necessaria a creare e soprattutto diffondere la musica che si porta nell'anima, Deni deve barcamenarsi tra un impiego al porto e una trasmissione radiofonica propagandistica, nella quale è costretto - sempre col sorriso, sempre con le buone maniere - a tessere le lodi e osannare il leader di Guava Island, Red Cargo (Nonso Anozie).
La trama si innesca quando finalmente, anche spinto dall'amorevole ma titubante fidanzata Kofi (Rihanna), Deni decide di organizzare un festival musicale per celebrare la libertà: c'è però più di un problema, essendo previsto per il sabato sera e destinato a durare tutta la notte, l'evento costringerebbe i partecipanti a uscire prima da lavoro il sabato pomeriggio e non presentarsi affatto la domenica mattina, ma soprattutto rischierebbe - dal punto di vista dei leader politici dell'isola - di far aprire gli occhi alla popolazione di Guava.


This Is America

È così che quello che rischiava di passare per un siparietto esibizionista e auto-celebrativo (un rischio minimo, sia chiaro, perché Glover ha dimostrato da tempo di essere qualcuno con qualcosa da dire) si trasforma in un thriller politico miscelato a elementi romantici e stacchetti musical, assolutamente calzanti sia dal punto di vista del contesto narrativo che da quello formale.
Il modo in cui Glover gesticola, fa vibrare la propria mimica facciale sgranando gli occhi e squadrando la mascella, in cui si muove con questo suo stile talmente snodato da diventare fluido, è già di per sé una danza perpetua, che nelle sequenze musicali finalmente viene lasciata libera di esplodere, di esprimersi.
Quando Glover rivisita la sua mega-hit This Is America, calandola in un contesto del tutto diverso da quello che il celebrato videoclip del 2018 ha reso virale e "so pop", la scena risulta allo stesso tempo familiare e inedita, con scenografie e coreografie nuove che ricordano comunque quelle che già conosciamo. È il messaggio che rimane identico, dato che il film è una sorta di costola/ampliamento narrativo di quel video.

C'è poi un gran gusto nella messa in scena, che gioca con i mezzi della produzione indipendente a basso budget (il formato in 4:3, la grana sporca della pellicola) e li sfrutta per far risaltare i costumi, le location, i panorami naturali offerti dai luoghi delle riprese, tutto valorizzato dalla fotografia bluastra di Christian Sprenger.
Come in Atlanta si oscilla tra la commedia e la tragedia, tra il sorriso e la lacrima, ma c'è un senso di glorificazione di fondo che rende tutto più epico, con il personaggio di Deni che assurge a rievocazione storica di un Martin Luther King in chiave musicale.
L'allegoria con gli Stati Uniti è evidente ma mai retorica, pungente e non smargiassa, e in generale il connubio fra sostanza e forma è ineccepibile; è semmai la riflessione sul rapporto fra lavoro dell'artista e aspettative dei suoi fan a essere sorprendente, attraversa tutta l'opera come un filo tanto sottile da sembrare invisibile e giunge a compimento in una bellissima scena intimista fra Deni e due suoi giovani ammiratori.
Se le trovate pubblicitarie fossero tutte così, il confine fra arte e marketing non esisterebbe.

Guava Island Donald Glover realizza l'ennesima perla della sua poliedrica produzione, partendo dal succo allegorico del suo videoclip This Is America per rivisitarlo, ampliarlo, camuffandolo da film indipendente che gioca con la commedia romantica, il thriller distopico e ovviamente il musical. Gli spunti e i concetti espressi sono tantissimi, più o meno evidenti ma mai ostentati o esasperanti, con il regista Hiro Murai che li sfrutta per raccontare una storia divertente e tragica, romantica e politicamente risonante. Tutto questo è Guava Island, disponibile su Amazon Prime Video.

8.5

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