Greenland: la recensione del disaster movie con Gerard Butler

Gerard Butler torna al cinema con un film inaspettato, un disaster movie atipico nel quale sono i sentimenti la vera forma di catastrofe incombente.

recensione Greenland: la recensione del disaster movie con Gerard Butler
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Il regista Ric Roman Waugh si è sicuramente fatto notare nel 2013 grazie a Snitch con protagonista Dwayne Johnson, ingranando poi con Shot Caller, il bellissimo prison-movie con la star di Game of Thrones Nikolaj Coster-Waldau uscito nel 2017. In pochi però sanno che è attivo a Hollywood fin dagli anni '80 e che come stunt ha lavorato in alcuni dei nostri film preferiti, come Il Corvo, Fuori in 60 Secondi, Last Action Hero, L'Ultimo dei Mohicani, Arma Letale 2 e Giorni di Tuono. Il suo nome è tornato in auge nel 2019 con Angel Has Fallen, terzo capitolo della saga di Attacco al Potere che lo porta al cospetto di Gerard Butler.
Le recensioni non sono le migliori della sua carriera ma con 40 milioni di dollari di budget il duo Roman Waugh-Butler ne porta a casa ben 146,7, nulla di straordinario ma un risultato abbastanza buono da convincere la superstar di 300 di Zack Snyder a reclutare il regista per una seconda collaborazione: stiamo parlando di Greenland, il disaster movie più atipico, bello e umano che potevate sperare di vedere da questo strano e dinamico duo.
In sceneggiatura c'è quel Chris Sparling che nel 2008 firmò nientemeno che Buried di Rodrigo Cortés e nel 2015 La Foresta dei Sogni di Gus Van Sant, uno insomma che sa scavare dentro i suoi personaggi alla ricerca della loro umanità.
L'insieme di questi elementi riesce a creare una di quelle piacevoli sorprese che ai cinema e alle sale, oggi come oggi, non può che fare comodo.

L'apocalisse è in arrivo

Tutti sono entusiasti per l'arrivo di Clarke, un asteroide che sta per passare molto vicino alla Terra tanto da essere visibile a occhio nudo, uno spettacolo che sta facendo fremere milioni di appassionati nel mondo e praticamente ogni emittente televisiva che ci sia.
Tutti ne parlano e chiunque lo attende, la NASA lo sponsorizza e sarà un gran divertimento: per lo meno fino a quando durante il passaggio vicino all'atmosfera del nostro pianeta la cometa si frantumerà in mille pezzi spiazzando esperti e scienziati e soprattutto causando conseguenze catastrofiche sulla superficie dell'intero globo.
Diverse città di tutto il mondo vengono spazzate via in un istante, si scatena il panico dappertutto e i Governi non sanno come gestire l'emergenza, mentre il caos getta all'aria la società.
E il peggio è che il pezzo più grande dell'asteroide si schianterà sulla Terra nel giro di 48 ore causando un'estinzione di massa che ucciderà circa l'80% delle creature viventi.
In questo clima di panico e confusione l'obiettivo del protagonista Jeff (Gerard Butler) sarà quello di portare in salvo sua moglie (Morena Baccarin) e suo figlio (Roger Dale Floyd) in una lotta contro il tempo che sembra disperata.

Dilemmi morali, situazioni estreme

Che la Groenlandia sia l'unica safe zone da raggiungere per sperare di sopravvivere all'apocalisse è interessante, perché è un'idea che prende il luogo simbolo del collasso dell'ecosistema e tutti i problemi relativi al cambiamento climatico e lo rovescia facendone una speranza.
Ma Greenland dimostra di volere qualcosa di più dal disaster movie così come ce lo immaginiamo oggi, ossia quello scolpito tra gli anni '90 e il primo decennio dei 2000. La ricerca dell'azione non è forsennata e sono più i dilemmi morali e le situazioni estreme tipiche delle storie in bilico sul collasso della civiltà a dominare i momenti cardine della narrazione.
La catastrofe è già arrivata, lo vediamo nello sguardo di Gerard Butler all'inizio del film, nell'indecisione che lo domina una volta di fronte al portone di casa e nella distanza che c'è tra lui e Morena Baccarin nel primo scambio di battute (mentre lei corre sul tapis roulant dandogli le spalle, quasi a voler fuggire nella direzione opposta).
Il disastro del film è soprattutto il matrimonio tra i due personaggi principali, e il riuscire a sanare la loro relazione tra mille difficoltà (ovviamente amplificate dall'asteroide Clarke) sarà il succo della vicenda.

C'è tutto un gioco a rialzo morale molto più sofisticato di quanto fosse lecito aspettarsi prima dei titoli di testa, una scelta che da un lato priva il film della maestosità spettacolare di più noti precedessori ma che dall'altro gli conferisce una carica emotiva nient'affatto scontata.
Ecco che da questa angolazione poco importa che il budget per gli effetti visivi sia bassissimo (il film è costato in totale solo 34 milioni di dollari), perché il punto non sembra mai essere davvero quello.
L'inquietudine di un Governo sempre da qualche parte ma mai inquadrato forse può essere placata dalle gentilezze dei singoli, la brutalità delle masse bilanciata da un commovente addio da lacrime agli occhi, con impresso nella memoria un finale a dir poco dignitoso e di gran cuore.

Greenland Gerard Butler Gerard Butler ritorna con un disaster movie in cui la vera catastrofe è quella della vita coniugale, e riuscire ad aggiustarne le sorti potrebbe rappresentare una salvezza non soltanto simbolica. Un budget risicato non permette a Greenland di competere con precedessori del genere più illustri in fatto di spettacolarizzazione dell'immagine, ma al contrario pochi esempi di film catastrofici possono permettersi di rivaleggiare col nuovo prodotto di Ric Roman Waugh in termini di intelligenza di scrittura, dei personaggi, dei loro dilemmi morali e delle loro sfide personali.

7

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