Goodnight Mommy Recensione: un remake horror all'altezza dell'originale?

Dalla versione austriaca a quella americana: com'è il nuovo Goonight Mommy su Prime Video e in cosa si differenzia dal film originale.

Goodnight Mommy Recensione: un remake horror all'altezza dell'originale?
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L'America, ma non solo, ha il vizio di dedicarsi ai remake. Pellicole che non solo vengono prese e rivisitate, come accaduto ad esempio con il Suspiria di Luca Guadagnino, bensì opere che a distanza di pochi anni vengono selezionate e riadattate per poter essere trasposte su territorio statunitense e poter così ovviare al superficiale impedimento rappresentato dai sottotitoli, che tanto opprimono lo spettatore americano.

Quasi una diffidenza da parte della popolazione USA che sembra non volerne sapere di prodotti che possano uscire dal loro orticello, a meno che non si rivelino imprescindibili (Parasite di Bang Joon-ho) o scioccanti (come vediamo nella recensione di Squid Game su Netflix). È perciò pratica comune prendere pellicole non così tanto distanti nel tempo e rimaneggiarle per adattarle al tessuto statunitense. Ecco dunque che nel catalogo di settembre di Prime Video arriva in esclusiva il Goodnight Mommy di Matt Sobel, film omonimo dell'originale racconto horror del 2014 scritto e diretto dal duo Veronika Franz e Severin Fiala.

Stessa storia, poco orrore

La produzione austriaca è stata catapultata sul suolo anglofono ed ha preso come sua protagonista Naomi Watts, nome che cerca di richiamare l'attenzione del pubblico su questa storia di una madre con i suoi due figli gemelli (Cameron e Nicholas Crovetti), unici protagonisti di un thriller psicologico racchiuso tutto in una casa. La trama poco viene modificata rispetto alla versione antecedente dei cineasti europei.

La narrazione vede ancora una volta la donna bendata e mossa da un turbamento che porterà i ragazzini ad allontanarsi, fino a credere che quella che condivide con loro lo stesso tetto non sia la loro mamma. Uno svolgimento che, anche in questo caso, non si svincola mai dalla base che Franz e Fiala avevano inizialmente steso, ritoccata all'occorrenza dallo sceneggiatore Kyle Warren, che cerca almeno nel finale di concedere al racconto un proprio spunto per differenziarsi. Se la storia, quindi, rimane sostanzialmente la medesima, portando davvero il pubblico a domandarsi sull'intenzione di aver investito tempo e denaro in un film che già era stato fatto, è nelle atmosfere che i due Goodnight Mommy vanno distanziandosi, mostrando tutte le differenze di un cinema americano spesso pre-confezionato e di quella che usiamo chiamare "visione autoriale". Pur cercando e riuscendo in alcuni casi a suggestionare la percezione dello spettatore, che fin dal principio deve captare l'aria di tensione e finzione che la pellicola sta trasmettendo, la versione di Matt Sobel non è altro che una versione scolastica di un'opera dell'orrore a cui sono già stati forniti tutti gli elementi del racconto. Il titolo mostra con scioltezza le frizioni tra i piccoli personaggi e la loro madre, ma risulta anche castrato per non turbare un pubblico che nell'originale riesce a cogliere una perversione dolorosa nel racconto dei gemelli Lukas e Elias, totalmente assente nell'opera di Prime Video.

Dalla perversione al dolore

L'edulcorazione di sequenze fisiche, di momenti in cui Veronika Franz e Severin Fiala sfogavano la loro creatività horror, diventa presto prassi per un film che inserisce giusto un paio di scene intente a solleticare lo spavento dello spettatore, non raggiungendolo mai del tutto. Un'intenzione che si coglie anche in un finale che è l'effettiva componente di scarto rispetto al film del 2014. Alla depravazione sadica e delirante dell'opera austriaca, il suo corrispettivo statunitense risponde con una sofferenza sempre dirompente, ma più contenuta nella sua variante folle.

L'epilogo del Goodnight Mommy degli autori europei è la degenerazione di una ferita che finisce per agire attraverso atti insani, mentre per la pellicola in streaming è la confusione di un dolore annebbiante che non ha nulla a che vedere con lo sviluppo di una qualche devianza. Due scelte narrative che si abbinano ai diversi toni e contenitori a cui entrambi i film erano e sono destinati. Un'operazione di remake infruttuosa come molte altre, che tenta una propria strada per contraddistinguersi, pur non riuscendo a mantenere completamente sulla propria rotta.

Goodnight Mommy (Remake) Gli Usa hanno l'abitudine di fare remake di ogni cosa, ecco che a distanza di meno di dieci anni Prime Video investe in una propria versione di Goodnight Mommy con protagonista Naomi Watts. La storia non cambia molto rispetto all'originale austriaco degli autori Veronika Franz e Severin Fiala, mentre ad essere differente è la sostanza horror all'interno della pellicola e del suo confine psicologico. Se nell'opera del 2014 si riusciva a cogliere un occhio particolare e personale, nella variante streaming Goodnight Mommy perde qualsiasi identità diventando solo un prodotto pre-confezionato. Una variante modesta, ma semplice, che non aggiunge nulla ad una storia già raccontata.

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