Recensione Gli eredi di King Kong collection

Lo scimmione più famoso del cinema come, forse, non lo avete mai visto

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Probabilmente, a esserne a conoscenza è soltanto una minima parte, ma, in seguito al grosso successo ottenuto nel 1933 dal capolavoro della Settima arte King Kong, diretto a quattro mani da Merian C. Cooper ed Ernest B. Schoedsack, le pellicole incentrate sul gigantesco gorilla sono state non poche, al di là di lavori che ne sfruttavano soltanto il nome senza tirarlo in ballo, come La sfida di King Kong di Sam Newfield e Super Kong di Paul Leder, riguardanti altri furiosi scimmioni.
Di sicuro, infatti, la maggior parte degli spettatori sarà a conoscenza soltanto dell'ottimo remake diretto nel 2005 da Peter Jackson e di quello precedente, meno memorabile, firmato ventinove anni prima dallo stesso John Guillermin che ne ha poi curato il pessimo e tutt'altro che indispensabile sequel King Kong 2.
Ma pare addirittura che già nel 1938 i giapponesi - che poi sfruttarono la creatura in almeno un paio di kaiju eiga di Ishiro Honda - abbiano provveduto a realizzare l'oscuro Edo ni arawareta Kingu Kongu di Sôya Kumagai, conosciuto anche con il titolo anglofono King Kong appears in Edo; mentre i succitati Cooper e Schoedsack tornarono più volte sull'argomento, come testimonia anche il mini-cofanetto Gli eredi di King Kong collection edito da Sinister Film.

Il cofanetto dvd

Praticamente, una normalissima custodia amaray con all'interno due dvd: l'uno contenente Il figlio di King Kong e Il re dell'Africa, rispettivamente firmati nel 1933 e nel 1949 da Schoedsack, mentre l'altro Konga di John Lemont, datato 1961, e la sezione extra rappresentata dai trailer originali dei tre film, una galleria fotografica e una presentazione di quindici minuti del trash director Luigi Cozzi, esperto di cinema horror e fantascientifico.
Quindi, andando per ordine, il primo film - con un doppiaggio risalente agli anni Settanta, in quanto quello originale è andato perso - altro non è che l'immediato sequel della pietra miliare interpretata da Fay Wray, con Robert Armstrong di nuovo nel ruolo di Carl Denham, che, tornato sull'isola del Teschio in cerca di un tesoro, s'imbatte nel piccolo Kong, pronto a scontrarsi con altre creature pur di difendere l'uomo.
Una pellicola che si allontana dal look violento e quasi horror del capostipite per avvicinarsi, invece, ai toni della favoletta; ancor più accentuati nel secondo, citato film, prodotto proprio da Cooper insieme al grandissimo John Ford e che è stato anche oggetto, nel 1998, del rifacimento Il grande Joe.
Vincitore di un premio Oscar particolare per gli eccellenti effetti speciali in stop-motion a cura di Willis O'Brien e dell'allora esordiente Ray Harryhausen, un lungometraggio incentrato su Joe, evidente derivato konghiano che, allevato da una bambina in Africa e divenuto più grande del normale, finisce per diventare insieme alla stessa, cresciuta, l'attrazione bomba di un nuovo locale di Hollywood; con le immaginabili, distruttive conseguenze.
Mentre il terzo, conosciuto anche con il titolo Kong-Il terrore di Londra, si pone maggiormente dalle parti del trash tanto brutto quanto divertente mostrando il compianto Michael Gough (lo ricordate come maggiordomo di Batman nei quattro film firmati da Tim Burton e Joel Schumacher?) nei panni di un brillante scienziato che, tornato in Inghilterra dopo essere scomparso per un anno in Africa, sperimenta su uno scimpanzé un siero capace di far crescere animali e piante in modo considerevole; fino al momento in cui, a causa di una botta di gelosia, la sua assistente trasforma il primate in un gigantesco gorilla somministrandogli una massiccia dose della sostanza. Tra gommose piante carnivore e la creatura non più realizzata in stop-motion, ma tramite un evidente, risibile costume.

Gli eredi di King Kong collection Fino a oggi quasi introvabili nel mercato dell’home video tricolore, approdano finalmente in dvd tre vecchi titoli derivati dal successo di King Kong (1933): Il figlio di King Kong (1933), Il re dell’Africa (1949) e Konga (1961). Tutti e tre racchiusi in un doppio dvd - targato Sinister Film - corredato di piccola sezione extra che farà la gioia di tutti gli amanti del cinema di genere del passato. Soprattutto di quello la cui reperibilità, spesso e volentieri, può essere al massimo rappresentata dai rari passaggi televisivi. Da collezione!

6.5

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