Recensione Glee The 3D Concert Movie

Gleeks d'Italia, preparatevi a ballare!

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Non è una novità che alcuni dei grandi successi cinematografici di ultima generazione trovino le proprie radici in altrettanto famosi prodotti televisivi. I benefici della serialità, capace di coccolare e affezionare lo spettatore, budget sempre più elevati e la possibilità di evolversi in continuazione, hanno portato a serial man mano più complessi e vincenti, trasformatisi in veri e propri cult. Molti rimangono confinati entro i limiti del piccolo schermo, seppur idealmente oltrepassati grazie alle community che grazie ad esse sopravvivono, altri invece tentano il grande passo, vestendo per un giorno i panni della pellicola cinematografica. Questa volta tocca a Glee, la serie Fox che in soli due anni è diventata un vero e proprio fenomeno mondiale, capace di riunire tutti i suoi fan, un po' diversi e fieri di essere tali, sotto il nome (urlato con una "L" ben fatta con pollice e indice di una mano) di gleeks. Ma come portare le avventure del Glee Club al cinema senza interferire con la serie Tv? La risposta è semplice: basta far leva sulla musica.

Teenage Dream

Due stagioni televisive dagli ascolti promettenti e una terza pronta al debutto, un tour mondiale che ha scatenato le folle, una interminabile serie di CD primi in moltissime classifiche: inutile sostenere che Glee, nonostante le basse pretese con le quali ha esordito, non sia ormai un vero e proprio fenomeno mediatico e sociale. Eppure se ci si sofferma ad analizzare il lavoro di Ryan Murphy, si scopre che quello notoriamente considerato come il punto forte di un progetto narrativo, ovvero la storia, in Glee manca quasi completamente. Il vero punto di forza della serie sono infatti i personaggi perfettamente caratterizzati, costruiti su stereotipi ben definiti e poi stravolti in maniera ironica, e la straordinarie capacità canore dei giovani attori protagonisti. Nessuno stupore quindi se, una volta deciso di portare il franchise al cinema, si è puntato proprio su questi due aspetti vincenti. Ed ecco allora arrivare, per una sola settimana e solo nei circuiti The Space, Glee: The 3D Concert Movie un resoconto per il grande schermo di una delle tappe del riuscitissimo Glee Live Tour andato in giro per gli Stati Uniti e l'Europa questa estate. Il concetto messo in pratica da Murphy, questa volta non nelle vesti di regista ma di produttore, è molto semplice: portare sullo schermo un'esperienza elettrizzante ma allo stesso tempo emotivamente valida, che miscela apprezzabilissime performance musicali con riprese da real tv. La telecamera si nasconde infatti nei camerini dei ragazzi, dove le battute dei loro alter ego gleeks definiscono i personaggi e riportano alla memoria gli episodi della serie, indaga poi gli umori e gli entusiasmi dei più o meno giovani fan in attesa dell'inizio del concerto, per soffermarsi su alcune delle loro storie. Perché Glee sembra essere diventato per tutti loro un modo di vivere, un medicinale che migliora giornate e situazioni, una filosofia positiva difficile da abbandonare.

Loser Like Me

Glee: The 3D Concert Movie, sotto la regia di Kevin Tancharoen, tornato al cinema dopo il remake di Fame del 2009, è uno scenografico espediente studiato per dare accesso ai fan della serie a quelle emozioni live che non sono riusciti a godersi durante il live tour o a ricordarle a chi invece ha avuto la fortuna di conoscerle. L'intermezzo delle storie dei tre ragazzi che grazie a Glee hanno migliorato il loro modo di affrontare la vita, se da un lato distraggono lo spettatore dall'esperienza musicale, dall'altro permettono allo spettatore generico di avvicinarsi un po' di più alla ricostruzione sociale della serie, dove pur abbondando di cinismo e atteggiamenti politicamente scorretti si tende a sottolineare quanto siano quelle che gli altri definiscono stranezze a rendere ogni persona unica e speciale. Le performance sul palco sono esplosive e rimbombanti, grazie all'effetto di integrazione che il 3D e l'audio surround cinematografico permettono di sperimentare, regalando la fittizia impressione di trovarsi tra la folla urlante presente al concerto.
Peccato che gli standard delle sale italiane non permettano di ballare e cantare come se ci si trovasse nella fossa senza farsi odiare dalla persona seduta accanto a noi!
In poco meno di un'ora e mezza Glee: The 3D Concert Movie ripercorre la storia del Glee Club (senza distinzioni tra la prima e la seconda stagione) attraverso le loro esibizioni più famose, dalla ormai intramontabile "Don't Stop Believin'" alla più emozionale "Fireworks", passando per le performance dei Warblers e della professoressa Holly Holliday, interpretata da una esuberante Gwyneth Paltrow, senza entrare troppo in profondità nei meccanismi della serie tv e costruendo così un tipo di intrattenimento più universalmente fruibile.

Glee: Il concerto 3D Per i gleeks italiani Glee: The 3d Concert Movie si presenta come un’occasione davvero unica di vivere un’esperienza coinvolgente e divertente, tutta richiami a sonorità familiari e momenti epici della serie. Le già note capacità canore di Lea Michele, Chris Colfer o Darren Criss su tutti vengono amplificate dalla diffusione cinematografica, che ne amplifica ai massimi livelli acuti e arpeggi. Un progetto limitato (non a caso rimane in sala solo per una settimana) ma non per questo superfluo che, approfittando della facile presa che il franchise assicura su un determinato target, si propone di divertire senza troppi passaggi arzigogolati e si presenta nella sua lineare forma di documentario. Augurandovi una buona visione non ci rimane che darvi qualche consiglio: non andate via dalla sala prima della completa fine dei titoli di coda, durante i concerti, si sa, il bis è sempre dietro l’angolo; e se proprio non riuscite a non ballare sulla vostra sedia cercate di farlo con discrezione e tenete d’occhio il piccolo Kellen, il mini Warbler di cui non potrete fare a meno di innamorarvi!

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