Giù le mani dalle nostre figlie, recensione del film con John Cena

John Cena combatte con tutte le sue forze - lontano dal ring però - perché la figlia non perda la verginità in Giù le mani dalle nostre figlie.

recensione Giù le mani dalle nostre figlie, recensione del film con John Cena
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Nella più sana tradizione napoletana si è soliti dire che i "I figli so' piezz'e core", un assioma che si può senza troppi problemi traslare anche al resto del mondo. È notorio infatti l'attaccamento talvolta morboso dei genitori americani verso i figli, soprattutto dei padri nei confronti delle figlie femmine, da proteggere all'inverosimile dai superficiali maschi - che nel corso dell'adolescenza vogliono sommariamente poche cose, baci, carezze e prime esperienze sessuali complete. Da queste premesse nasce Giù le mani dalle nostre figlie, commedia firmata Kay Cannon che vede fra i protagonisti assoluti John Cena - ex superstar WWE ormai più volte apparso anche sul grande schermo. Il campione di wrestling gioca nel divertente ruolo di un padre extra protettivo nel delicato giorno del ballo scolastico della figlia, una scelta di casting che ha spinto abbastanza in alto il film al box office americano.
La sua corporatura del resto si presta a diverse situazioni naturalmente comiche: genera tenerezza quando si commuove come un bambino di fronte alla propria "bambina" e fa ridere con gusto quando guarda con fare minaccioso i mingherlini contendenti della sua erede.

Il lottatore buono

Il buon John Cena si è calato talmente bene nella parte che nelle ultime settimane è nata sulle pagine dei giornali (anche le nostre) un'appassionata e amichevole sfida fra lui e The Rock. Sembra infatti che i due campioni stiano percorrendo le medesime orme, con il primo intento a voler superare il secondo in quanto a popolarità, dopo aver visto Giù le mani dalle nostre figlie però siamo sicuri che Dwayne Johnson abbia ancora molto vantaggio. Il personaggio di Mitchell sicuramente funziona, è il perfetto collante fra la mamma isterica Lisa (Leslie Mann) e il permissivo Hunter (Ike Barinholtz), sembra però che John Cena sia ancora schiacciato dal peso della sua notorietà, del suo passato sul ring, incapace a sganciare completamente gli ormeggi dalla sua carriera precedente. Inoltre non viene affatto aiutato da una sceneggiatura che, pur avendo degli aspetti interessanti come vedremo fra poco, inciampa comunque più volte in banali cliché e situazioni classiche da commedia demenziale/adolescenziale - con peni e scroti al vento, giochi alcolici e così via - frenando dunque ogni entusiasmo.
A voler mettere il carico definitivo, anche il pesante doppiaggio italiano fa perdere qualcosa alla star, che nel prossimo futuro dovrà davvero impegnarsi per lasciare un segno forte sul grande schermo. Prima di scavalcare l'orizzonte però, restiamo ancorati al presente.

Genitori contro figli

Julie, Kayla e Sam sono tre ragazzine molto diverse fra loro ma con un unico comune denominatore: tutte e tre vogliono perdere la verginità la notte del grande ballo scolastico. Un traguardo importante, fondamentale per qualsiasi adolescente, che ognuna decide di affrontare in modo diverso: chi con il proprio storico fidanzato, chi per puro caso con il primo di passaggio, chi per puro spirito di condivisione, in modo forzato, giusto per assomigliare alle altre. Alle loro spalle tre ombre ingombranti, i genitori Lisa, Mitchell e Hunter che - una volta scoperte le intenzioni delle figlie - sono determinati a far saltare tutti i piani e a mantenere pure le loro creature. L'idea di base è certamente stuzzicante per una commedia leggera, senza grandi ambizioni, come però abbiamo già detto la realizzazione generale lascia a desiderare in più punti, poiché affida le risate a situazioni imbarazzanti in cui John Cena è spesso trasformato nella macchietta di se stesso - una soluzione che potrà piacere a giovani e giovanissimi ma che poco si adatta al pubblico più maturo, decisamente fuori target. Dove funziona maggiormente il film è nelle intenzioni "sotto pelle", nell'affrontare in modo estremamente umano sia le esigenze delle figlie che dei genitori - con entrambi i versanti che compiono un percorso ben preciso lungo i 90 minuti di visione.

La meta non è che l'inizio di un nuovo viaggio

A fine proiezione le giovani protagoniste sono sicuramente più mature, si sono lasciate alle spalle tutti i dubbi e le insicurezze della partenza, diventando così delle donne pronte ad affrontare la vita. Se ci riescono è anche per merito dei genitori, ma non per le vicende legate alla surreale notte del ballo, per tutti i consigli e gli insegnamenti arrivati negli anni.

Padri e madri invece vengono messi di fronte a un muro di incertezza che li trasforma in esseri fragili e istintivi che perdono ogni lume della ragione. Non sono ancora pronti al distacco necessario del college, all'idea che le loro figlie possano perdere definitivamente la verginità e avere così le prime esperienze sessuali, in definitiva per loro non è ancora arrivato il momento di lasciarle andare per la loro strada. Una percezione del tutto sbagliata, presuntuosa e forzata, come si accorgeranno con il passare dei minuti. Un sotto testo aggraziato, di forte impatto, impreziosito anche dalla storyline di una delle ragazze in preda alla confusione, poco attratta dal mondo maschile ma allo stesso tempo troppo imbarazzata per confessare la sua attrazione per lo stesso sesso ad amiche e genitori. Il percorso che compie sullo schermo può certamente aiutare molte coetanee sedute in poltrona che stanno attraversando lo stesso periodo di incertezza.

Giù le mani dalle nostre figlie Giù le mani dalle nostre figlie è una commedia colorata con un cast bene assortito, sicuramente impreziosita da un sotto testo profondamente umano che affronta i problemi di adolescenti e genitori nella fase di passaggio fra il liceo e l'università. Peccato soltanto per alcune cadute di stile che strizzano l'occhio al cinema demenziale americano classico, un tratto distintivo che spinge il film verso un target molto preciso e giovane. Affrontato con le dovute "precauzioni" e le giuste aspettative, può far trascorrere un'ora e mezza senza pensieri, con un John Cena protagonista di svariati siparietti divertenti al limite della macchietta. Quando si arrabbia e corruga le sopracciglia, smettendo per qualche istante di fare il padre sensibile, la mente però vola subito verso Duke Nukem, progetto che speriamo di vedere il prima possibile.

5.5

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