Recensione Giovani Aquile - Flyboys

Volo a mezz'aria

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Volo a mezz'aria

Negli ultimi anni il genere bellico ha subito una leggera inflessione, dopo un periodo di resurrezione avvenuto alla fine degli anni '90 con capolavori quali Salvate il Soldato Ryan e La Sottile Linea Rossa. Se escludiamo il discreto The Great Raid, uscito in Italia direttamente in Home Video, e i due capitoli di Eastwood dedicati alla seconda guerra mondiale, si è visto poco o nulla. Tra l'altro il citato The Great Raid vede in comune con questo Flyboys uno degli attori più interessanti della nuova generazione, quel James Franco ricordato dai più per la parte del giovane Osborn nella saga di Spiderman. La regia invece è stata affidata a Tony Bill, attore e regista di prodotti per lo più sconosciuti nell'italica penisola. Così come ignoto ai più il resto del cast, dove i componenti della squadriglia d'aviazione appaiono presi più per apparire consoni a fisionomie stereotipate che a vere e proprie scelte di bravura. Unica eccezione il sempre grande Jean Reno, nei panni del capitano francese.

I contro : eroi già visti e rivisti

Si può ancora oggi realizzare una pellicola dove la caratterizzazione dei personaggi appare così ridicola e banale? A quanto pare si. Il cast comprende tutti i luoghi comuni triti e ritriti, già visti in centinaia di pellicola e da cui pare la Hollywood odierna non riesca ancora a staccarsi una volta per tutte. Abbiamo il classico leader, nemmeno a dirlo James Franco, ex proprietario di un ranch, carismatico e sempre al centro dell'attenzione. Abbiamo il ciccione insicuro e snob, il pugile di colore pronto a lottare contro ogni tipo di razzismo, il presunto traditore, l'eroe di guerra dal passato misterioso, il debole pronto a farsi cogliere dalla paura, il praticante religioso... Tutti pronti a salire sopra gli aerei dell'aviazione francese per combattere i tedeschi durante la Prima Guerra Mondiale: i primi aviatori americani, volontari, finiti nella furia della guerra per i motivi più svariati e, anche qui bisogna dirlo, dal forte senso di déjà-vu. Scenette comiche, di amicizia, di litigi e riappacificamenti che pescano a piene mani nel repertorio più becero della retorica. Storie d'amori impossibili, che fanno rimpiangere la stucchevole tresca a tre Affleck Beckinsale Hartnett in Pearl Harbor. Pellicola con cui questo Flyboys ha molto in comune, pur risultando ben più modesto dal punto di vista tecnico. E già qui molti di voi avranno bocciato definitivamente questo film... Ma qualche sorpresa positiva c'è, e non da poco.

I pro : combattenti del cielo, fuoco e sangue tra le nuvole

Come ogni pellicola carica di retorica, il film è pieno di atti eroici, sacrifici, addii dolorosi. Ma non per questo è stancante: anzi, nella sua pur ovvia prevedibilità, si fa guardare con piacere proprio nei momenti più epici. Le battaglie aeree, sempre accompagnate da una colonna sonora pomposa e magniliquente, sono spettacolari sotto ogni punto di vista. Vedere quei vecchi aerei (siamo nella prima parte del secolo, il mezzo era stato inventato da poco, perciò non aspettatevi bolidi alla Top Gun) librarsi nel cielo come aquile assetate di prede, impegnati in una caccia al nemico così forsennata, regala emozioni straordinarie. La battaglia con lo zeppelin poi è qualcosa di incredibile, un vero esempio di grande cinema bellico, capace di unire pathos e perfezione visiva. Gli stessi attori durante le riprese hanno imparato a guidare gli aeroplani, e alcuni di loro hanno ottenuto anche il brevetto di pilota. Certo rimangono alcune scelte infelici, ma sono soppiantate da altre assolutamente azzeccate e originali, più degne del genere action che di guerra. Non a caso nella più riuscita è protagonista una pistola... Evoluzioni impossibili, merito anche di stuntman preparati, che lasceranno stupita la maggior parte del pubblico, sono il vero punto di forza della pellicola di Bill.

Scontato e banale, ma genuino

Tanti difetti, è vero. Ma anche molti pregi. Flyboys è una di quelle pellicole capace di dividere il pubblico. Chi è abituato alla cruda violenza e alla rappresentazione di una guerra reale, probabilmente rimarrà molto deluso dalla visione. Chi adora i vecchi film di guerra invece non potrà che rimanerne estasiato. Una linea netta, che divide senza possibilità di invasione. Qui si sa da che parte sta il male (con una piccola eccezione, dovuta a un atto di onore di un soldato tedesco, ma ben poca cosa), ed è facile la scelta di parte. Fin troppo, è vero, a volte si prova quasi fastidio per il comportamento di alcuni membri della squadra Lafayette. Pare una guerra finta, costruita in uno studio televisivo, ma non per la povertà di effetti speciali, scenografie o paesaggi, quanto per la sua mancata attinenza dal vero svolgimento delle cose. Perchè ricordiamolo, è tratto tutto da una storia vera. A conti fatti, caratterizzazione e storia banali e finte, contro grande spettacolo: è un pareggio, nel quale però non vince nessuno. Un film senza infamia e senza lode, per una serata di relax e nulla più.

Giovani Aquile - Flyboys Emozionante ma prevedibile. Eroi stereotipati e una storia dal sapore vecchia Hollywood rendono questo Flyboys un prodotto capace di dividere il pubblico. Forse più consono ai gusti di chi ha apprezzato pellicole come Pearl Harbor, piuttosto che La Sottile Linea Rossa. Ma le battaglie nel cielo sono qualcosa di visivamente impressionante, una vera manna per gli occhi. Una volta tanto gli effetti speciali vengono usati nel migliore dei modi. Per una serata di puro relax, ma non aspettatevi un capolavoro.

6

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