Il Gioco del Destino e della Fantasia Recensione: un regista da Oscar

Ryusuke Hamaguchi, regista dell'acclamato Drive my car (2021), firma un emozionante film a episodi che riflette sull'imprevedibilità dei rapporti umani.

Il Gioco del Destino e della Fantasia Recensione: un regista da Oscar
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A soltanto pochi mesi dalla vittoria dell'Orso d'argento al Festival del Cinema di Berlino, il suo Drive My Car è favorito agli Oscar come miglior film straniero, dopo aver già vinto il Golden Globe nella medesima categoria - "scippandolo" al nostro Sorrentino (recuperate qui la recensione di È stata la mano di Dio. Un vero e proprio periodo d'oro per il regista giapponese Ryusuke Hamaguchi, il cui nome è finalmente conosciuto anche dal grande pubblico e non solo dagli asianofili più incalliti.

Se Drive my car (2021) si appresta quindi, con ogni probabilità, a far parlare ancora di sé nel corso delle prossime settimane, non da meno è il titolo premiato alla Berlinale e qui oggetto di recensione, ossia Il Gioco del Destino e della Fantasia. Distribuito nelle sale italiane la scorsa estate da Tucker Film dopo la presentazione in anteprima al Far East Film Festival di Udine, il film viene trasmesso questa sera in prima visione assoluta su Rai 3 all'interno di Fuori Orario, il celebre programma notturno di Enrico Ghezzi amato da generazioni di cinefili.

Due ore di visione, divise in tre episodi a sé stanti, che indagano sulla sfera dei sentimenti e delle emozioni all'interno di una società nipponica sempre più fredda e schiava delle proprie manie. Ma più che un ritratto sociologico del Paese del Sol Levante, l'opera è un grande affresco sulle interazioni umane, con personaggi messi a confronto con loro stessi e con le proprie paure.

Magia (o qualcosa di meno rassicurante)

Nel primo capitolo assistiamo ad un assurdo e morboso triangolo tra i tre personaggi principali, due di loro consapevoli e la terza ignara. Meiko e Tsugumi sono migliori amiche e una sera si trovano in taxi quando la seconda inizia a parlarle dell'uomo con il quale si sta frequentando, che lei ritiene possa essere quello giusto. Questi non si è mai ripreso dalla rottura con la sua ex, che continua ad amare ancora, e ha perciò paura a correre troppo. Grazie alla descrizione Meiko comprende subito come si stia parlando del suo ex fidanzato Kazuaki e la sera stessa decide di fargli visita in ufficio, con lo scopo di complicargli ulteriormente le idee e riaccendere forse la passione di un tempo.

Anche in questo caso un viaggio in macchina, il taxi, proprio come in Drive my Car, per delineare inizialmente il legame tra le due figure femminili: una lunga discussione che mette in mostra il fulcro narrativo, oltre dieci minuti di dialogo al quale segue poi la resa dei conti sentimentale che coinvolge il trio. Sentimenti inespressi, incertezze, timori in un viaggio nei meandri dell'amore e della passione, con scene "immaginate" e un epilogo dolce-amaro ricco di significati, dove le emozioni emergono proprio nella loro imprevedibile semplicità.

Porta spalancata

Sasaki è appena stato bocciato a scuola e supplica in ogni modo il professor Segawa, docente di francese, di evitargli quel disonore e garantirgli la promozione. L'insegnante rifiuta e non si mostra per nulla comprensivo nei suoi confronti, scatenando nel giovane un sentimento di profonda rabbia che si protrarrà anche in futuro. Tempo dopo, infatti, Sasaki scopre al telegiornale che Segawa è stato da poco insignito di un prestigioso premio letterario per il suo ultimo romanzo pubblicato e decide di fargliela pagare una volta per tutte per quanto avvenuto in passato.

Per farlo decide di coinvolgere la sua amante Nao, una donna più matura - sposata e con una figlia - che ha fatto ritorno a scuola dopo averla abbandonata in gioventù. Nao dovrà sedurre il professore e poi denunciarlo, ma durante il loro colloquio qualcosa non va come previsto. Una sorta di giallo hitchcockiano in sottrazione, nel ricatto/inganno ordito dai due amanti ad inizio film, che prende una via del tutto inedita e originale col procedere dei minuti, quando la geometria dei rapporti cambia inesorabilmente.

Il tutto tinto di un erotismo verbale e di una piccante ironia, nell'ennesima ode alle occasioni perdute e agli sbagli commessi: anche in questo caso una strada segna il pathos nell'epilogo, ma il mezzo di locomozione non è una macchina bensì un autobus.

Ancora una volta

Nel 2019 un virus informatico che ha diffuso le mail degli utenti, costringendo la popolazione mondiale ad abbandonare internet e a ritornare alle lettere e alle caselle postali per la diffusione dei messaggi. Natsuko, una sistemista rimasta disoccupata, sta partecipando ad una rimpatriata con le compagne di scuola, nella speranza di rivedere una sua vecchia amica. La speranza si rivela vana ma il giorno dopo, prima di prendere il treno per far ritorno a Tokyo, il suo desiderio si esaudisce e sulle scale mobili della stazione incontra proprio Aya. Quest'ultima la invita a casa sua a prendere un té, e mentre Natsuko si ritrova a far pace con i propri sentimenti l'altra donna le svela qualcosa di completamente inaspettato.

Sin da subito ci comprende come l'interesse della protagonista per la compagna di un tempo non si limitasse ad una semplice amicizia, ma a qualcosa di ben più profondo, e che qualcosa abbia interrotto di colpo il loro legame. Ma il vero colpo di scena non è questo, bensì l'identità dell'altra figura femminile e il gioco delle parti che le due ben presto si trovano a svolgere in un percorso per entrambe catartico. Un viaggio tra passato e presente che segna anche l'inizio di un'amicizia genuina e spontanea, messa in scena dal regista con la consueta sensibilità di gesti e parole e la coesione di ambienti limitati ma di impatto ideale per quanto raccontato.

Il gioco del destino e della fantasia Un'opera di toni e atmosfere, sobrie e ragionate, dove le storie che si susseguono si ri(s)coprono di significati sempre più ampi, come un libro che dopo ogni pagina offre nuovi spunti e delinea un ritratto a 360 gradi delle emozioni umane. <>Il Gioco del Destino e della Fantasia, come suggerito fin dal titolo, è una girandola di sfumature introspettive che carbura nel cuore e nella testa dei personaggi, dove la placida e avvolgente meticolosità dei rapporti vive di un crescendo mai di facile consumo ma sempre pronto a coinvolgere con ragionata passione. Il film andrà in onda venerdì 21 gennaio alle 01.15 su Rai 3 in prima visione tv.

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