Get Duked!, la recensione della commedia nera targata Amazon Prime Video

Ninian Doff scrive e dirige una commedia adolescenziale sul divario di classe, interamente ambientata nelle sconfinate Highlands scozzesi.

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Lavoro di squadra, ricerca di cibo, orientamento. Questi sono i tre pilastri del Premio di Duca di Edimburgo, un concorso avventuroso simile a una missione scout rivolto ai giovani delinquenti delle grandi città scozzesi. Come suggerisce il nome, il Premio è stato indetto negli anni '50 dal marito della Regina Elisabetta II, con lo scopo di abbattere il bullismo o il bighellonare giovanile e far scoprire alle ragazze e ai ragazzi più bisognosi il piacere di alcune virtù vitali e in qualche modo nobili come quelle sopra citate. Tutto consiste nell'attraversare le Highlands scozzesi con il solo aiuto di una mappa e poco altro, raggiungendo infine la destinazione preposta per ricevere in cambio un "ambitissimo certificato plastificato" ed entrare a far parte della promettente gioventù del domani...

Tutte balle, in realtà, perché lo scopo principale del Premio è quello di abbattere letteralmente le erbacce ancora poco radicate nella società, in una sorta di assurda caccia all'uomo in uno dei territorio più sconfinati, aperti e brulli dell'intero occidente. Lo scopriranno infatti a loro spese i non così brillanti Dean, Duncan e DJ Beatroot, tre ragazzi scelti dall'insegnante Mr. Carlyle come freschi partecipanti alla competizione insieme allo studente modello Ian. Il gruppo dovrà provare a lavorare di squadra per sostentarsi e orientarsi lungo le Highlands, cercando di sopravvivere non solo alla fame e alla sete ma anche a situazioni del tutto inaspettate.

La caccia è aperta

Scritto e diretto dall'esordiente Nina Doff, Get Duked! è un'irriverente e cinica black comedy dedicata allo scontro di classe/generazionale contemporaneo, dove il vecchio non vuole lasciare spazio al nuovo. È intrisa di una scrittura pungente che non risparmia niente e nessuno, compresi tutti e quattro i protagonisti del racconto, declinati a modelli di atarassia culturale e rintronamento sociale da non seguire ma da "ammirare", nel senso proprio di osservarli lungo questa missione avventurosa lontana dalla loro comfort zone, dalla tecnologia e dall'ignoranza in cui gravitano quotidianamente.
Dean, Duncan e Beatroot sono infatti tre ragazzi visibilmente distaccati dalla realtà, disinteressati alla conoscenza e attirati soprattutto dal divertimento fatto di musica e droghe leggere, comunque capaci di semplificare la vita attraverso la non-conoscenza, restando distanti dal mondo che li circonda e pensando solo ed esclusivamente alla propria visione dell'esistenza. Qualcuno oggigiorno li definirebbe degli sfigati e in effetti anche loro faticano a descriversi diversamente ("ci ridono dietro tutti", dice Duncan), ma quello che Get Duked! vuole sottolineare è che tutti hanno qualcosa di dimostrare, anche chi sembra non abbia davvero nulla da aggiungere oltre all'apparenza. Lo fa sviluppando in appena 1 ora e 25 minuti una relazione inter-personale che rivela una grande amicizia tra i tre personaggi, sprezzante idiozia da ogni poro ma anche più di un barlume di recondita genialità (la scena della bomba), aggiungendo al calderone anche la figura di Ian, che è il secchione e il contraltare concettuale su cui regge praticamente l'intera impalcatura del film.

È un divertimento che va interiorizzato, quello di Get Duked!, perché profondamente calato in un british humor che non potrebbe piacere o arrivare a tutti, sicuramente non a chi si approccia per la prima volta a un prodotto del genere senza aver visto commedie o dramedy di genere come Four Lions o ad esempio il più recente Ghost Stories. È un modo di giocare con le parole e le emozioni che va un po' capito per essere apprezzato, e l'esordio cinematografico della Doff non ha la benché minima intenzione di colpire i neofiti, anche se la struttura registica è accattivante e moderna e i protagonisti credibili e trascinanti.

È una storia semplice che richiama un po' il The Hunt di Damon Lindelof, con cui condivide persino una piccola percentuale della stessa critica sociale, dove le parti si mischiano infatti continuamente tra una gioventù diversa con lo stesso obiettivo e una terza età popolare aperta al cambiamento rispetto alla vacuità della "caccia al delinquente" dell'anzianità nobiliare. In più di un passaggio sa anche essere spietato e sanguinoso (i siparietti con il Mr. Carlyle di Jonathan Aris) e in altri ottuso e ingegnoso (i momenti con i poliziotti), per un passatempo che ci sentiamo di consigliare senza generare elevate aspettative ma dandovi la certezza di un film discretamente spassoso ed elaborato.

Get Duked Get Duked! è la controparte british for dummies (e con dummies) del The Hunt di Damon Lindelof, solo completamente intriso di british humor, cinico e spietato come solo le commedie nere inglesi - o scozzesi - sanno essere. C'è sempre una lotta di classe che in contesto si fa pure generazionale, e con l'opera del regista americano condivide persino una piccola percentuale della critica alla società moderna, mettendo protagonisti e varie parti in contrasto ma trovando anche tanti punti in comune inattesi, soprattutto se prevenuti. Sa essere spietato e irriverente, sanguinoso e scorretto, ed è un passatempo discretamente spassoso ed elaborato, un bell'esordio per Ninian Doff, nome di cui sentiremo sicuramente parlare anche nel prossimo futuro.

7

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