Gatta Cenerentola, la recensione del film d'animazione made in Italy

La celebre fiaba di Giambattista Basile arriva sullo schermo in una versione futuristica e al contempo fuori da ogni epoca.

recensione Gatta Cenerentola, la recensione del film d'animazione made in Italy
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A due anni di distanza da Il racconto dei racconti, epica trasposizione ad opera di Matteo Garrone di tre delle cinquanta fiabe dell'autore napoletano Giambattista Basile (ma tradotte in lingua inglese con un cast internazionale), la prosa dello scrittore torna sui nostri schermi con Gatta Cenerentola, film d'animazione basato sull'omonimo testo che, nella tradizione scritta, precede le ben più note versioni di Charles Perrault e dei fratelli Grimm (i quali epurarono alcuni degli elementi più dark). A portare al cinema la fiaba con toni (post)moderni e surreali è il regista Alessandro Rak (L'arte della felicità), coadiuvato dai colleghi Ivan Cappiello, Marino Guarnieri e Dario Sansone. Insieme, i quattro autori hanno dato vita a un progetto spumeggiante e sorprendente, presentato in anteprima mondiale alla 74. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia con un'ottima accoglienza da parte di stampa e pubblico. Un trionfo meritato che sottolinea ancora una volta le potenzialità dell'animazione italiana, anche grazie alla sua stimolante declinazione regionale.

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Rak, Cappiello, Guarnieri e Sansone spostano gli eventi nel futuro, collocandoci in un'atmosfera riconoscibilmente partenopea, ma lontana dall'iconografia tradizionalmente associata alle fiabe in generale e a Cenerentola in particolare. Per intenderci, le scarpe ci sono ancora, ma difficilmente Walt Disney approverebbe il loro uso come strumento per il contrabbando di cocaina. Qui non ci sono più re, principi e damigelle, bensì boss della malavita, spogliarelliste e complotti dal sapore leggermente perverso (la maggiore età di Cenerentola è un elemento fondamentale della trama). E soprattutto c'è la lingua napoletana, nei dialoghi e soprattutto nelle canzoni, che fanno il verso alla tradizione disneyana situandosi in un contesto volutamente più adulto, dove nemmeno l'happy end è garantito nella sua accezione più classica. Il tutto condito con un'animazione squisitamente ibrida, dove la tecnica tradizionale si fonde con metodi più contemporanei (nei titoli di coda si fa riferimento all'uso della motion capture, il che spiega ulteriormente la somiglianza fisica tra alcuni personaggi e i loro doppiatori).

Ritorno al passato

Gatta Cenerentola è un prodotto di oggi, ambientato nel futuro, che guarda al passato per l'ispirazione. Una miscela in realtà atemporale, capace di sedurre spettatori di ogni tipo, tranne forse i bambini che troveranno ben poco da apprezzare. Un viaggio vertiginoso e ipnotico nel cuore di una nave che, come il Titanic, è destinata ad affondare e accogliere storie d'amore infelici. Un racconto violento e toccante a base di gelosie, tradimenti, pulsioni carnali e istinti canori, in un mondo teoricamente lontano ma in fin dei conti non tanto diverso da certi aspetti della realtà odierna. Un'avventura piena di colori ed emozioni, da assaporare senza esitazione, soprattutto nel contesto di un panorama cinematografico italiano dove i prodotti veramente degni di nota tendono a passare abbastanza inosservati. Cinderella è morta, viva Gatta Cenerentola!

Mostra del Cinema di Venezia 2017 La fiaba di Basile arriva al cinema in un'esplosione di colori, musica e sensualità, mettendo in evidenza le qualità dell'animazione italiana in un prodotto accattivante e coraggioso, destinato a un pubblico adulto. Anche chi conosce bene la storia di Cenerentola rimarrà sorpreso di fronte al lavoro di Ivan Cappiello, Marino Guarnieri, Alessandro Rak e Dario Sansone.

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