Future World, la recensione del film con James Franco e Milla Jovovich

In un prossimo futuro il mondo è in rovina e un androide dalle fattezze femminili si trova al centro di una spietata lotta tra bande di predoni.

recensione Future World, la recensione del film con James Franco e Milla Jovovich
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In un prossimo futuro il mondo come lo conosciamo non esiste più: l'umanità ha condotto guerre che hanno portato il pianeta sull'orlo della rovina e ora le terre emerse sono solo desertiche macerie. In una società priva di leggi e di valori i raiders guidati dal crudele Warlord seminano morte e distruzione. In Future World il suddetto leader è alla ricerca di Ash, raro esemplare d'automa sintetico dotato di incredibili capacità fisiche e di un sensuale corpo femminile, e per ottenerne il controllo non esita a sterminare la pacifica comunità che lo custodiva.
Warlord però non ha messo in conto la ribellione dell'androide, che decide di unirsi alla ricerca del giovane Prince, figlio della regina dell'idilliaco luogo di Oasis, che è sulle tracce di una miracolosa e leggendaria cura per la madre gravemente malata.

Mad Max: Franco road

James Franco non ha certamente paura di mettersi in gioco, sia dietro che davanti la macchina da presa, con progetti bizzarri e diversissimi tra loro. Con quasi quaranta opere da regista all'attivo, tra cortometraggi e film ambiziosi e riusciti quali In Dubious Battle - Il coraggio degli ultimi (2016) e The Disaster Artist (2017), il popolare attore si prende una pausa da sceneggiature più serie e ragionate per dar vita, sia condividendo la cabina di regia col collega Bruce Thierry Cheung che interpretando il villain Warlord, ad una folle operazione di serie z che si pone come versione a basso budget delle atmosfere post-apocalittiche della saga di Mad Max. Future World è un grosso divertissement per il suo creatore, con denti marci e risatine pazze in ogni inquadratura, che ci trascina in un mondo allo sfascio in cui la monotona ambientazione desertica fa da sfondo ad una storia elementare e ricca di buchi di sceneggiatura, con personaggi monodimensionali, trainando già da subito le potenziali ambizioni narrative verso una vena auto ironica e volutamente fuori di testa. Un'operazione che non si prende sul serio fin dal prologo, con tanto di voice-over dell'androide di Suki Waterhouse a introdurci brevemente nel background filmico di questo mondo allo sfascio.
A confermare la bassa qualità della pellicola troviamo anche degli evidenti limiti tecnici ed attoriali, a cui partecipano le guest star Lucy Liu e Milla Jovovich, quest'ultima alle prese con il personaggio più maldestramente sopra le righe dell'intera carriera. Tra riferimenti esistenziali sul significato dell'anima, lunghi inseguimenti su due ruote tra le lande sabbiose, sprazzi di feroce violenza e una verve satirica/demenziale, i novanta minuti di visione, più che omaggi citazionisti, offrono una parodia quasi sicuramente voluta, che ambisce sin da subito a primeggiare quale scult dell'anno.

Future World James Franco ha sempre diversificato la sua carriera sia dietro che davanti la macchina da presa e anche in quest'occasione si mette in gioco da entrambi i lati della camera, in un'operazione volutamente sgangherata e conscia dei propri palesi limiti tecnici e narrativi. Le stesse interpretazioni folli e improponibili del cast, una svalvolata Milla Jovovich in primis, confermano l'impressione di un divertissement costruito su misura per ambire a versione scult e a basso budget del recente Mad Max: Fury Road (2015). Future World sembra quasi una produzione Asylum per pochezza di idee e contenuti, frutto di una genesi indirizzata a quest'obiettivo proprio grazie alla quale è forse facile volergli meno male del previsto.

4.5

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