Freezer, la recensione del thriller con Dylan McDermott

Un meccanico si trova rinchiuso all'interno di una cella frigorigera per volere della mafia russa, intenzionata a mettere le mani su 8 milioni di dollari.

recensione Freezer, la recensione del thriller con Dylan McDermott
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Robert Saunders, un meccanico newyorchese, si risveglia dopo la sua cena di compleanno all'interno di una cella frigorifera di un ristorante, senza alcun ricordo di quanto accaduto in precedenza.
L'uomo assicura ai suoi sequestratori, appartenenti a una gang della mafia russa, di essere stato vittima di uno scambio d'identità, i criminali però, al soldo della sexy drug dealer Alisa, non credono alla sua versione dei fatti e lo spronano a rivelare dove abbia nascosto 8 milioni di dollari rubati sotto il loro naso.
In Freezer, Robert si trova a lottare contro il tempo all'interno di un'improvvisata prigione, la cui temperatura scende inesorabilmente con il passare dei minuti, finendo in un pericoloso gioco che coinvolge anche membri corrotti della polizia locale.

Trappola glaciale

Si presenta come un trap-movie d'ultima generazione, con il protagonista imprigionato all'interno di uno spazio chiuso che lo avvicina lentamente alla morte per ipotermia, pian piano però diversi personaggi secondari complicano l'impianto narrativo di base.
Freezer non rivela sin da subito tutte le sue carte, lascia al procedere degli eventi il compito di svelare il tutto con svariati colpi di scena, schivando una potenziale monotonia anche grazie all'esiguo minutaggio. Ciò che prende forma è una sorta di divertissement "usa e getta" che non rimane molto impresso dopo i titoli di coda.
Lo spettatore si trova a intuire la realtà dei fatti tramite indizi sparsi qua e là e l'affezione verso il protagonista è resa palpabile dalla solida interpretazione di Dylan McDermott, faccia da duro al posto giusto nel momento giusto. Vederlo fare jogging tra i corridoi del glaciale luogo di reclusione, o usare le carcasse bovine come sacchi da boxe nel tentativo di scaldare le proprie infreddolite membra, crea un buon legame empatico, leggermente incrinato dal twist finale che toglie parziale verosimiglianza alla vicenda - favorendo il lato spionistico dell'insieme.
Il regista Mikael Salomon, solito lavorare sul piccolo schermo e già autore del tosto Pioggia infernale (1998), non realizza nulla di realmente nuovo ma sa come gestire la carica tensiva di una narrazione che, tra alti e bassi, svolge il suo compito più che onestamente.

Freezer La cella frigorifera di un ristorante è l'ambientazione di questo film-trappola in cui il protagonista si trova ostaggio, senza saperne il perché, di una gang della mafia russa che vuole mettere le mani su un'ingente somma di denaro rubata. Freezer sfugge al pericolo monotonia grazie a un paio di personaggi secondari e a una manciata di colpi di scena, capaci di rivoluzionare le mosse chiave di questa partita a scacchi con la morte, affidando all'ottima interpretazione di Dylan McDermott il compito di creare un rapporto empatico con il pubblico. Il film andrà in onda stasera, giovedì 19 luglio, alle 21.15 su CIELO.

6

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