Freefall - Caduta libera, la recensione del thriller con Sarah Butler

Dopo aver scoperto una frode che coinvolge i piani alti della società dove lavora, Jane resta bloccata in ascensore sotto la minaccia di un sicario.

recensione Freefall - Caduta libera, la recensione del thriller con Sarah Butler
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Jane, giovane donna manager appassionata di pugilato, prova grande rispetto nei confronti del presidente della sua compagnia, lo stimato uomo d'affari Thaddeus Gault. Quando uno dei suoi colleghi si suicida misteriosamente, gettandosi dall'ultimo piano del grattacielo della società, Jane trova tra le scartoffie del deceduto una chiavetta contenente dei preziosi dati top secret, i quali rivelano una frode organizzata ai piani alti che potrebbe coinvolgere lo stesso Gault.
In Freefall - Caduta libera, la Nostra decide di confidarsi con un superiore, ignorando come pure questi sia coinvolto nella truffa. Rimasta in ufficio ben oltre la fine del suo turno, Jane si trova così alle prese con uno spietato sicario mandato per eliminarla e, durante la fuga, rimane bloccata in ascensore dando vita a una situazione di stallo con il suo aguzzino.

Ascensore per l'inferno

Parte da presupposti tipici dei thriller finanziari per poi trasformarsi in un trap-movie che guarda ai classici del filone, Panic Room (2002) in primis. A differenza di David Fincher però il regista Malek Akkad, al suo esordio assoluto su grande schermo, non possiede quell'esperienza in grado di rendere l'intera narrazione coesa e avvincente, colpa da condividere con una sceneggiatura che tratteggia personaggi, principali e secondari, bidimensionali e anonimi e che procede solo grazie a ripetute forzature - sia nel reiterarsi confuso di eventi improbabili che nella relativa gestione delle dinamiche action, tali da trasformare una semplice donna manager in una combattiva preda pronta a tutto pur di sopravvivere.
Basti vedere la resa dei conti finale che, per quanto discretamente avvincente nelle soluzioni coreografiche e nello sfruttamento dello scenario, risulta totalmente inverosimile e strizza l'occhio, senza troppa ispirazione e priva della necessaria autoironia, al cinema di genere.
E quando viene addirittura scomodato, in uno dei dialoghi, il paradosso del gatto di Schrödinger, con la protagonista nei panni della povera e "indecisa" bestiola, le risate involontarie sono dietro l'angolo. I novanta minuti di Freefall - Caduta libera sono così impostati per buona parte su un estenuante gioco d'attesa che non porta da nessuna parte, se non all'ovvio epilogo, con il cast che non fa nulla per creare un legame con il pubblico tanto che la sola presenza di Malcolm McDowell, sullo schermo per pochi minuti, basta a oscurare le performance dei colleghi.

Free Fall - Caduta libera Una donna che scopre un intrigo finanziario ai piani alti della sua compagnia, un assassino inviato per eliminarla e un ascensore bloccato quale ambientazione della resa dei conti, sia luogo di protezione che di potenziale pericolo. Freefall - Caduta libera aveva discreti spunti interessanti negli elementi base del plot ma, sia per una regia acerba, sia per una sceneggiatura che incespica in continue forzature e inverosimiglianze, si perde ben presto in una farraginosa ripetitività di fondo. Il tutto è poi affossato ulteriormente dalle spente performance del cast, con un gioco d'attesa impostato che sfocia nella prevedibile resa dei conti finale, almeno discreta nei suoi sussulti di genere. Il film andrà in onda stasera, venerdì 3 agosto, alle 21 su CINESONY.

4

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