Recensione Free Birds - Tacchini in Fuga

Volatili indietro nel tempo e alla riconquista della (loro) libertà

recensione Free Birds - Tacchini in Fuga
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Ancora una volta, a quasi trent'anni di distanza dal primo Ritorno al futuro (pellicola divenuta negli anni un cult assoluto), torniamo a domandarci: cosa accadrebbe se fossimo in grado di tornare indietro nel tempo e ‘aggiustare' le cose a nostro vantaggio? Questa volta, però, a imbarcarsi in un viaggio a ritroso necessario ai fini di una piccola ‘rivoluzione' storica non saranno né uno stralunato scienziato né un simpatico ragazzetto imberbe della 'periferia' americana, ma piuttosto una bizzarra eppure (a lungo andare) affiatata coppia di pennuti decisi a depennare la tradizionale voce ‘tacchino' dal classico menu del giorno del ringraziamento. Ebbene sì, perché se per tutti (gli umani-americani) il Thanksgiving day è diventato un vero e proprio giorno di festa (in memoria e gratitudine di quella che fu nel lontano 1621 una propizia stagione di raccolto), allegria e abbondante cibo, per i poveri tacchini quella stessa giornata è divenuta sinonimo di esponenziale decimazione della specie. Proprio per questo motivo e a salvaguardia della loro esistenza, il solitario Reggie (da sempre escluso dal proprio gruppo perché ritenuto ‘diverso') e il palestrato Jake uniranno le loro forze (e le loro ali) per tornare indietro nel tempo proprio fino al Novembre del 1621, per far sì che la storia scelga un'altra pietanza da offrire alla sua festa del ringraziamento.

Tacchini alla riscossa

Relativity Media e Reel FX portano in sala un film d'animazione divertente e leggero ma per certi versi non banale, in cui il classico viaggio di ritorno alle proprie origini si fonde nel percorso individuale della ricerca della propria personalità. E se il saggio Reggie potrà così individuare nella sua natura di tacchino solitario e riflessivo tutte le qualità per essere (in realtà) un sostanziale punto di riferimento per gli altri, di contro il forzuto Jake dovrà scoprire (attraverso la vicinanza del nuovo amico) come mettere la propria potenza al servizio dell'intelligenza. Infine, il loro viaggio acquisterà senso nella (ri)scoperta della classica ma sempre verde massima secondo cui ‘l'unione fa la forza', e nello zoccolo duro di una comunità che oppone alla violenza i valori della solidarietà e della condivisione. Come ogni impresa che si rispetti portare a casa la ‘vittoria' non sarà semplice né indolore, ma alla fine dei conti e come sempre accade in questi prodotti dedicati ai più piccoli, saranno proprio gli imprevisti a rendere il viaggio indimenticabile mentre il percorso a ritroso saprà poi (in un secondo momento) indicare ai due eroi per caso la strada più giusta da intraprendere. La pellicola, dotata di una buona capacità di riflessione e di un buon ritmo comico, trova il suo quid narrativo nella volontà di sfidare e combattere il diffuso stereotipo secondo cui il tacchino è animale brutto e (soprattutto) stupido. E infatti, nella colorata caratterizzazione attraverso cui Reggie, Jake e i loro consimili verranno a poco a poco responsabilizzati e portati a fare i conti con il proprio futuro, l'immagine del tacchino senza cervello lascia il posto a un'esistenza (come molte altre) in grado di combattere e agire con raziocinio e per la propria salvezza, ma (secondo la morale) non a discapito di altri. Una morale buonista/animalista piuttosto scontata che abbraccia l'opera dall'inizio alla fine, ma che riesce comunque a tradurre la pellicola in un prodotto capace di coniugare la veste animata e dunque ‘giovane' del film a una riflessione più matura sul senso di identità e sull'istinto di appartenenza (a un gruppo), concetti sempre più pregnanti in tempi di globalizzazione come questi.

Free Birds - Tacchini in Fuga Più che una necessità di fuga da un mondo che sembra celebrarli solo a tavola, quella dei tacchini in gioco in questo 'elementare' film d’animazione targato Relativity Media e Reel FX, è una voglia di libertà e di rivendicazione del proprio diritto d’esistere. In rappresentanza delle minoranze e dei gruppi ritenuti più deboli e favoriti dunque all’estinzione, Tacchini in fuga sfrutta le dinamiche classiche del viaggio temporale per mettere in scena il viaggio (ancora più remoto) alla scoperta di se stessi. Un prodotto semplice ma non del tutto banale che non mancherà di divertire e/o intenerire (moderatamente) il suo pubblico.

6

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