Frammenti dal passato - Reminiscence, recensione di un noir d'altri tempi

Lisa Joy di Westworld debutta alla regia di un lungometraggio cinematografico confezionando un thriller noir affascinante ma datato e derivativo.

Frammenti dal passato - Reminiscence, recensione di un noir d'altri tempi
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In una fortuita e ricercata pausa tra una stagione e l'altra di Westworld, l'autrice Lisa Joy si è ritagliata del tempo per produrre (insieme al marito Jonathan Nolan), scrivere e dirigere il suo primo lungometraggio cinematografico. Si intitola appunto Frammenti dal passato - Reminiscence, e sulla carta sembrava promettere una storia articolata e drammaturgicamente puntuale sfruttando come mezzo il genere del noir, tra qualche tematica e visione alla Blade Runner, elementi presi dai romanzi sci-fi alla Isaac Asimov e persino qualche strizzatina d'occhio tonale al Chinatown di Roman Polanski. In parte ci riesce, in tutta onestà, ma è la porzione formale e contenutistica che resta più sulla superficie, senza provare ad andare realmente a fondo né in senso stilistico né tantomeno dal punto di vista del racconto.

La questione è inoltre assai curiosa e ilare, riflettendo sul mondo in cui Reminiscence è ambientato, dove gli oceani si sono innalzati a causa del riscaldamento globale e hanno ingoiato intere porzioni di città come appunto Miami, dove la storia prende piede.
Protagonista della vicenda è Nicolas Bannister (Hugh Jackman), ex-veterano di guerra re-inventatosi investigatore di ricordi, sfruttando un particolare macchinario in grado di far rivivere ai proprio clienti alcune specifiche memorie non del tutto complete, conosciute appunto come reminiscenze.
Nicolas vive della nostalgia instauratasi in una società quasi allo sbando e senza un futuro da sognare, convinto del fatto che "nulla crei più dipendenza del passato", questo finché non incontrerà la bella e misteriosa Mae (Rebecca Ferguson), una donna che metterà in seria discussione la sua professione e la sua stessa esistenza.

Hugh Jackman immerso nei ricordi

Come spiegavamo, Frammenti dal passato - Reminiscence è un thriller noir che gioca con diversi elementi fantascientifici senza però tentare una vera e propria strada personale, una strategia cinematografica che dia anima e carattere al progetto. Si tratta dell'esordio della Joy dietro a una macchina da presa per quanto riguarda il grande schermo, ma non di certo il suo primo lavoro come regista, avendo già diretto qualche episodio di Westworld.

Ed effettivamente l'autrice recupera diverse sensazioni stilistiche dalla struttura della sua serie televisiva, adagiandosi dunque su di un funzionale compromesso tra l'entusiasmo di una messa in scena discreta e appetibile e la quasi totale assenza di ingegno tecnico (movimenti macchina, punti ripresa, scelte dei campi), raggiungendo un risultato sufficientemente adeguato a non risultare totalmente insipido. Peraltro, recuperando a man bassa tante idee dal miglior cinema di genere del passato (il clima e i neon dal capolavoro di Ridley Scott, per esempio), ricalcandole e sistemandole un po' solo per farle apparire diverse.
Se nella forma il film intrattiene senza sorprendere né deludere, è l'intera impalcatura del racconto a non avere basi solide su cui reggersi. La scrittura della Joy è quasi disimpegnata sul fronte del meccanismo narrativo, che procede lento e inesorabile verso un destino quasi certo, rielaborando in chiave sci-fi, sofferta e ovviamente romantica la storia d'amore di Orfeo ed Euridice, che infatti è un ritornello del fim.
I confronti e i dialoghi soffrono di una retorica stanca che sa regalare giusto qualche interessante spunto di riflessione sul peso che l'ambiente ha sull'uomo e viceversa, mentre il resto rimane offuscato da una densa nebbia drammatica che rende poco chiari passaggi action e investigativi.

Sempre bravo e credibile Hugh Jackman, invece, che siamo felici di ritrovare in sala protagonista di un film studio a distanza di tre anni da The Front Runner. Risulta convincente soprattutto grazie al suo bagaglio esperienziale nel cinema drammatico, espressivo e capace di dare corpo e anima a un tormento emotivo che non conosce quiete. Stesso discorso per la Ferguson, con cui Jackman torna a collaborare dopo The Greatest Showman.

In linea di massima, concludendo, Frammenti dal passato - Reminiscence non è certamente il film intrigante e trascinante che ci aspettavamo di vedere, risultando invece una storia d'amore fin troppo dilatata incorniciata all'interno di un impianto narrativo nero che sfrutta la fantascienza come mezzo esplorativo dei sentimenti e dei ricordi dell'uomo. Interessante ma mai d'impatto e nemmeno immaginifico a dovere. Un'occasione parzialmente sprecata per l'atteso debutto di una delle autrice più talentuose della sua generazione.

Frammenti dal passato - Reminiscence Da Lisa Joy ci aspettavamo davvero di più. Questo Frammenti dal passato - Reminiscence è un film fin troppo legato a immaginari ed elementi derivati da magnifici film del passato, da cui comunque prende ispirazione senza però dare vera anima al tutto, sfruttandolo più con superficialità che vera competenza. A livello visivo è anche affascinante, l’opera con un credibile Hugh Jackman, ma è nei tanti e vari aspetti limitrofi al dramma e al romanticismo (cioè sci-fi, azione, detective story) che il progetto si chiude su se stesso, creando una fragile corazza dietro cui nascondere i suoi molti difetti. Non il film che ci aspettavamo di vedere ma comunque sufficientemente interessante per passare due ore di tempo in compagnia della versione neo-noir e futurista di Orfeo ed Euridice.

6

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