Fragile: A Ghost Story, la recensione dell'horror di Jaume Balagueró Recensione

In un ospedale isolato e prossimo allo smantellamento un gruppo di bambini è preso di mira da uno spirito vendicativo.

recensione Fragile: A Ghost Story, la recensione dell'horror di Jaume Balagueró
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In Fragile - A ghost story Amy, infermiera che non si da pace per essere stata involontaria causa della morte di una paziente, viene assunta in un impiego saltuario all'isolato ospedale di Mercy Falls, prossimo ad essere smantellato. La struttura è specializzata nella cura pediatrica e gli ultimi pazienti rimasti sono proprio otto bambini, tra i quali vi è l'orfana Maggie, convinta che una presenza infesti i corridoi della dimora. Amy scopre ben presto che pochi giorni prima un altro bambino era stato vittima di un'inspiegabile doppia frattura al femore e, durante la sua permanenza, strani fenomeni cominciano a manifestarsi, con i piccoli degenti costantemente presi di mira da una forza sconosciuta.
E quando la collega di cui aveva preso il posto, licenziatasi per un'improvvisa forma di depressione, muore suicida, Amy indagherà in proprio sul passato di Mercy Falls.

Il passato che non muore

Dopo il sottostimato Darkness (2002) e prima di dare il via alla saga di [REC] (2007), il regista spagnolo Jaume Balagueró realizza un altro horror figlio dei suoi tempi, la metà degli anni 2000, pregno di quelle atmosfera da classica ghost-story (come sottolineato anche dal sottotitolo italiano) tipica del nuovo millennio. Un film che guarda sia al lontano passato di genere che a qualche sprazzo dell'allora emulatissimo j-horror, trovando una quadra forse non originalissima ma capace di suscitare più di qualche brivido nei novanta minuti di visione. Su una trama già vista, con tanto di spirito tormentato che torna a perseguitare le sue giovanissime vittime, il cineasta costruisce infatti un discreto background narrativo di matrice mystery, affidando alle indagini della protagonista il compito di svelare i segreti inerenti l'ospedale di Mercy Falls, struttura come vuole la tradizione isolata dal mondo esterno. E allora via agli abusati trucchetti del filone, con lunghi corridoi le cui luci si spengono all'improvviso, enormi crepe che sconquassano mura e soffitti, rumori misteriosi e apparizioni vedo non vedo; niente di nuovo sotto il sole, ma Fragile - A ghost story è messo in scena con un lodevole mestiere, che scatena la corretta suspense orrorifica e trova nel più adrenalinico finale la perfetta chiusura del cerchio. Calista Flockhart, storica interprete di Ally McBeal e qui al suo ultimo lavoro (ad oggi) per il grande schermo, svolge il suo compito con diligenza in un cast che pur senza eccellere si rivela adatto ai relativi i ruoli di contorno.

Fragile: A Ghost Story Un antico ospedale prossimo alla chiusura è infestato da una presenza vendicativa che prende di mira un gruppo di giovanissimi pazienti, gli ultimi ad essere rimasti nella struttura prima dello smantellamento: Fragile - A ghost story non eccelle per originalità, con una trama e risvolti parzialmente prevedibili, ma recupera in atmosfera grazie all'efficace regia di Jaume Balagueró, capace di dar vita a suggestive sequenze orrorifiche che, pur abusando di classici trucchetti ambientali, regalano buone dosi di suspense nell'ora e mezza di visione. Il film andrà in onda stasera, sabato 13 gennaio, alle 23 su RAIMOVIE.

6.5

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