Forbidden Siren, la recensione dell'horror tratto dall'omonimo videogioco

La giovane Yuki si trasferisce con il padre e il fratellino in una sperduta isola del Giappone scoprendo un'inquietante leggenda del folklore locale.

recensione Forbidden Siren, la recensione dell'horror tratto dall'omonimo videogioco
Articolo a cura di

Yuki Amamoto si trasferisce con il padre e il piccolo fratellino Hideo nella remota isola di Yamajima. Il bambino è infatti affetto da una grave malattia e la permanenza in un luogo immerso nella natura potrebbe favorire la sua guarigione. Appena arrivata, la famiglia viene accolta con diffidenza dagli abitanti indigeni e ben presto Yuki scopre che un'antica e inquietante leggenda, la cui origine risale addirittura al sedicesimo secolo, aleggia sul luogo. La raccomandazione della nuova vicina è quella di non uscire mai di casa dopo il calar delle tenebre e soprattutto al suono di una sirena d'allarme, proveniente da una torretta metallica posta nel bel mezzo della foresta. In Forbidden Siren la ragazza prende inizialmente come stupido folklore l'avvertimento, con il passare dei giorni però - e in seguito a eventi sempre più strani e inquietanti - comincia a credere vi sia qualcosa di vero; l'incontro con un misterioso isolano, da anni recluso come eremita all'interno del bosco, non farà che confermare le sue paure.

Al suono della sirena

A cavallo tra il primo e secondo episodio, al quale la trama è liberamente ispirata/collegata, della saga videoludica sviluppata da Sony nello scorso decennio, Forbidden Siren segue le linee guida tipiche del j-horror, contaminando in parte le atmosfere con sortite da zombie-movie che dominano l'ultima mezz'ora di visione. Un'antica leggenda che vige tra gli abitanti di un'isola, luogo in passato di terribili e tragici fatti di sangue, è al centro della narrazione che vede la giovane Yuki, figlia e sorella maggiore, assoluta protagonista. Dopo un breve prologo ambientato negli anni '70 e un paio di scritte su schermo che ci informano sul relativo background, il film diretto da Yukihiko Tsutsumi sfrutta gli archetipi del filone, tra improvvise apparizioni, rumori sinistri e riflessi che compaiono negli specchi, in maniera artigianale, limitando così i danni di un budget non certo all'altezza. Il terrore puro lascia perciò spazio a un crescendo emotivo e alla costruzione dell'atmosfera, con la foresta nei dintorni del centro abitato che diventa luogo di mistero e di inquietanti segreti sepolti, e il colpo di scena finale, seppur potenzialmente suggerito da evidenti indizi che non possono sfuggire a un occhio attento e abituato al genere, si rivela comunque discretamente efficace, in grado di ribaltare l'intera ottica degli eventi. La fotografia notturna, il sussurrante accompagnamento sonoro e le ligie interpretazioni del cast, su cui spicca la guest star Hiroshi Abe in un ruolo secondario, rendono la visione piacevole nella sua aderenza ai canoni.

Forbidden Siren J-horror che guarda sia a toni mystery che a risvolti da zombie-movie, Forbidden Siren è l'adattamento cinematografico dell'omonimo franchise videoludico e si va a inserire cronologicamente a cavallo tra il primo e secondo episodio, pur ispirandosi molto liberamente alla controparte originaria. Il regista Yukihiko Tsutsumi fa di necessità virtù con l'esiguo budget e preferisce creare un'atmosfera torbida e inquieta rispetto allo facile spavento, anche se un paio di jump-scare tipici del filone indigeno sono presenti nei novanta minuti di visione che sfruttano senza infamia e senza lode i relativi archetipi ambientali.

6

Che voto dai a: Forbidden Siren

Media Voto Utenti
Voti: 5
5.8
nd