Recensione Fish Tank

La regista di Red Road e un'altra storia "difficile" ambientata nella periferia londinese

recensione Fish Tank
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Già autrice dell'interessantissimo Red Road, recensito molto positivamente dal sottoscritto su queste pagine, l'attrice/regista Andrea Arnold torna con una storia "difficile", che ha ottenuto premi e riconoscimenti in vari festival internazionali, vincendo tra gli altri il BAFTA e il premio della giuria a Cannes. Fish tank ha molti punti in comune con Red Road, a cominciare dalla protagonista, che seppur diversa per età ed estrazione, è costretta a lottare per ottenere qualcosa, in un mondo che la circonda pronto a tutto pur di schiacciarla. Anime ribelli che vivono nel cinema della Arnold, e che grazie alla sua mano femminile, ma non femminista, escono prepotenti e rabbiose nel perseguimento della loro missione, fisica o morale che sia. Fish Tank è un film che conquista, che avvinghia con la sua rudezza, con l'estremismo psicologico in cui sono immischiati i protagonisti, nessuno esente da colpe più o meno gravi, all'interno di un microcosmo sociale teso e recalcitrante, estraneo al vivere comune, ma ben radicato nei sobborghi più poveri di ogni dove. Un Inghilterra lontana dai fasti di Harrods, su cui la regista sembra concentrare maniacalmente il proprio sguardo registico, con spudorata maestria.

Contro il mondo

Mia (Katie Jarvis), è una ragazza quindicenne che vive con la madre Joanne (Kierston Wareing), nullafacente rimasta madre durante l'adolescenza, e dedita a droghe ed alcool, e la piccola sorella Tyler (Rebecca Griffiths). Mia ha una vita difficile, e quando anche la sua unica amica la abbandona, vede crollarle tutto addosso. Il suo unico obiettivo ora rimane quello di creare una coreografia hip-hop che possa farle superare un provino da ballerina, e trascorre le sue giornate girovagando senza una meta, invischiandosi spesso in situazioni pericolose. E' così che conosce Liam (Jason Maza), un ragazzo zingaro di qualche anno più grande, con il quale instaura un rapporto di amicizia. Ma la sua vita è destinata inesorabilmente a cambiare quando conosce il nuovo "compagno" di sua madre, il bel Connor (Michael Fassbender), unico che sembra aver fiducia nelle sua capacità. Il loro rapporto, destinato a evoluzioni imprevedibili, porterà Mia a cercare il suo scopo nella vita.

Rabbia e riscatto

Sporco, graffiante, spregiudicato e intimo ritratto di quella gioventù "nascosta", lontana dai cosiddetti "ragazzi bene" che poi si impasticcano in discoteca e diventano pirati della strada spesso giustificati dai media. Fish tank è ancorato nell'anima più profonda di una personalità fuori dagli schemi, di uno spirito libero che non riesce a trovare la sua vita in una società veicolata su fotocopie, su standard difficilmente distruttibili. La quindicenne Mia è lo specchio di questi volti, nascosti nelle periferie e nei luoghi cittadini che spesso si tende ad ignorare, sempre apparentemente allo sbando ma spinti dall'orgoglio a restare in piedi, lottare con tutte le forze per afformare il proprio Io. Katie Jarvis, al suo esordio cinematografico, sfodera un'interpretazione memorabile, e caratterizza la protagonista entrando completamente nel personaggio, donandole uno spirito irruento e malinconico, chiusa in un limbo di solitudine e arida desolazione interiore dalla quale è difficile uscire. L'atmosfera impressa al film, pur nella sua forzata sofferenza esistenziale, è sempre ricca di carica vitale, prorompente, che esce più volte, dal tentativo di Mia di liberare un cavallo bianco tenuto legato a un palo da un gruppo di zingari, all'inaspettato rapporto sessuale col compagno della madre, e dalle conseguenze che esso scaturisce in una mente confusa come quella della ragazza. Fish Tank sputa in testa a tutte le produzioni giovanili odierne, ricche di giovani ragazzini snob, di sventolone bionde e svampite e di surfer palestrati che parlano col testosterone: se si vuole indagare sul serio in ambito giovanile, scavando nel disagio, nelle difficoltà di un periodo spesso difficile da superare se non cresciuti nell'agio e nello sfarzo e lontani dai veri problemi della real-life, la lezione data qui della Arnold è di quelle da ricordare. Mostrato nelle sua crudezza, scevra di edulcorazioni cinematografiche di sorta, ci si trova davanti a un'Opera, seppur non originalissima per tema trattato, diretta e potente che arriva dritta al sodo, badando più al al contenuto che all'apparenza. Proprio quello che il Cinema con la c maiuscola dovrebbe fare, sempre.

Fish Tank Una quindicenne e i suoi problemi nei sobborghi londinesi. La regista Andrea Arnold dirige un film crudo e sporco, ricco di tematiche aspre e difficili, sulla pelle di una personaggio che ritrova solide basi nella realtà, ed ha il corpo e il fisico di una bella e brava esordiente come Katie Jarvis. Fish Tank è come un carroarmato che sfonda ogni barricata, e irrompe con solerte impatto distruttivo sugli standard giovanlistici figli dell'ondata di O.C.e company. Questa è il Cinema, questo è la vita.

7.5

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