Recensione Fin

Dalla Spagna un interessante thriller drammatico dai risvolti apocalittici

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Un gruppo di amici che non si vedeva da vent'anni organizza una rimpatriata nella casa di campagna di uno di loro. All'appello manca soltanto Rafael, detto il Profeta per le sue continue previsioni sulla fine del mondo che gli costarono anche diversi anni di internamento psichiatrico. Mentre sono in attesa dell'amico mancante, antichi dissapori si fanno strada all'interno della compagnia, e un evento inspiegabile aumenta ancor più la tensione. Una strana esplosione nel cielo ha messo infatti fuori uso ogni forma di elettricità, così come le automobili ed i telefoni. Impossibilitati a chiedere aiuto, gli amici di un tempo dovranno tornare in città a piedi, percorrendo un lungo tragitto durante il quale cominceranno a sparire misteriosamente l'uno dopo l'altro...Presentato con reazioni di critica contrastanti al Torino Film Festival, Fin è l'esordio nel lungometraggio del regista televisivo Jorge Torregrossa (Tierra de Lobos), che per la sua prima volta dietro la macchina da presa ha deciso di dirigere un thriller psicologico con venature apocalittiche, confermando la buona salute del cinema spagnolo anche in generi che esulino dal dramma classico o dalla commedia.

Fino alla fine del mondo

Nonostante un budget limitato e un'evoluzione apparentemente semplice, Fin riesce a garantire una discreta dose di tensione per tutti i suoi novanta minuti che, se certamente non passeranno alla storia, riescono comunque a offrire davvero quel che promettono. Torregrossa si concentra soprattutto sulla fragilità dei rapporti persistenti tra gli otto protagonisti, ognuno discretamente caratterizzato, e costruisce una base drammatica interessante seppur non esente da difetti, concentrandosi in particolare sul tema della solitudine che riguarda bene o male tutti i personaggi, ognuno con un segreto più o meno importante nel proprio passato. Uomini e donne che si trovano, gioco forza, in una lotta estrema contro la natura selvaggia, isolati inizialmente dal resto del mondo e in seguito alle prese con un mistero tanto crudele quanto insondabile. Limitando al minimo la dose di effetti speciali, per quanto rimanga comunque suggestivo il vedo/non vedo dell'esplosione nel cielo che darà il via alla tragica serie di eventi, e concentrandosi sulle relazioni umane, il cineasta spagnolo offre un interessante drama thriller che riesce sempre ad incuriosire fino ai titoli di coda, peccando solo in un finale irrisolto che regala più domande che risposte. Alcune sequenze, nonostante i limiti in fase di produzione, risultano discretamente suggestive, su tutte la carica di caproni sul ciglio della montagna e l'attacco dei cani lupo provati dalla fame. Se la cava pure il cast, che vede tra i protagonisti anche Daniel Grao (Con gli occhi dell'assassino), la bella Clara Lago (La verità nascosta) e Maribel Verdù (Il labirinto del fauno).

Fin Dalla Spagna un drama thriller con venature apocalittiche che, nonostante un budget ridotto, riesce a convincere grazie ad una discreta caratterizzazione dei personaggi e dei rapporti che li legano. Un film sulla solitudine, sulla lotta dell'uomo prima contro la natura selvaggia e in seguito contro un qualcosa di misterioso che inesorabilmente comincia a inghiottirli, l'uno dopo l'altro, verso una fine ignota.

6.5

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