La figlia oscura Recensione: una commovente Olivia Colman

Maggie Gyllenhaal scrive e dirige un perfetto adattamento cinematografico dell'omonimo romanzo di Elena Ferrante, con due attrici da Oscar.

La figlia oscura Recensione: una commovente Olivia Colman
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Tra i principali titoli ignorati per i vincitori degli Oscar 2022 c'è La figlia oscura, film di Maggie Gyllenhaal in uscita dal 7 aprile nelle sale cinematografiche e tratto dall'omonimo romanzo breve di Elena Ferrante (la quale è sempre più presa in considerazione dal mondo dell'entertainment, leggete a tal proposito la nostra recensione de L'amica geniale 3). Un film intenso e introspettivo (oggi in sala arriva anche Joaquin Phoenix, leggete la nostra recensione di C'mon C'mon), in cui spiccano le performance straordinarie di Olivia Colman e Jessie Buckley.

Donna, moglie, madre

Trasponendo con grande fedeltà il libro di Ferrante ma volgendolo in uno scenario internazionale (personaggi e ambientazioni non sono italiani, come invece accade nel romanzo), La figlia oscura è un toccante racconto sull'essere donna e madre: ci narra l'interiorità e l'intimità di Leda (Olivia Colman), che in un preciso spaccato della propria vita riflette sui concetti di famiglia e genitorialità. Leda è una donna matura, un ex marito e due figlie grandi gravitano sul peso della sua coscienza. Ed è durante una sua villeggiatura in solitaria sulle coste greche che apprendiamo, nel corso di tutta la pellicola, qual è il suo drammatico vissuto. Lo vediamo attraverso gli occhi e i ricordi di Leda stessa, che si guarda intorno esasperata dal baccano altrui, lei che cerca nient'altro che un po' di tranquillità su di una spiaggia al sole.

E nel guardare le figure che le scivolano davanti agli occhi, i corpi di bambine, ragazze e donne che le si parano dinnanzi, nel posare lo sguardo su una rumorosa famiglia a pochi metri da lei, Leda ripercorre la sua gioventù. Pensa alla donna che è stata, alla moglie che è diventata, alla madre che avrebbe dovuto essere. E nell'affezionarsi a Nina, giovanissima ragazza madre in attesa di un figlio e coinvolta in una relazione soffocante, rivede se stessa, giovane moglie e madre in carriera, intrappolata in un matrimonio che la fa sentire in gabbia, incapace di trarre forza dall'amore delle sue bimbe. Ed è Jessie Bucley l'attrice che dà forma al viso della giovane Leda, in un film che salta continuamente tra presente e passato, dando maggiore concretezza alle pagine del libro di Ferrante.

Dal libro al film

Maggie Gyllenhall, anche sceneggiatrice oltre che regista del film, traspone su schermo le pagine del romanzo originale con fedeltà impressionante, senza tralasciare quasi nessun dettaglio la scrittura di Ferrante, e anzi dando forma al racconto indiretto della giovinezza di Leda, affidando al talento della Buckley alcune delle sequenze più riuscite del film. Non che Olivia Colman sia da meno, tutt'altro: l'attrice di The Crown e The Father mette se stessa, volto e corpo, al servizio di una pellicola tutta femminile.

Pur non avendo portato entrambe a casa una statuetta agli Oscar 2022, rispettivamente come miglior attrice non protagonista e miglior attrice protagonista, la prova delle due protagoniste è tra le migliori in assoluto di questa stagione cinematografica, fiore all'occhiello di un film raffinato che poggia soprattutto sull'intensità drammaturgica delle sue interpreti. Gyllenhaal si conferma comunque autrice e regista convincente: La figlia oscura è diretto con piglio autoriale e indipendente, e pur consci che una storia del genere potrebbe non incontrare il favore del pubblico mainstream non possiamo che promuovere un'operazione cinematografica riuscita e commovente.

La figlia oscura (The Lost Daughter) La figlia oscura è un adattamento perfetto dell'omonimo romanzo di Elena Ferrante, un film ben diretto da una Maggie Gyllenhaal estremamente attaccata al progetto, al punto da occuparsi anche della sceneggiatura. La pellicola non ha purtroppo raccolto nulla agli Oscar 2022, ma le interpretazioni di Olivia Colman e Jessie Buckley (rispettivamente nei panni di Leda matura e Leda giovane) sono tra le migliori performance femminili dell'annata 2021/2022. La figlia oscura non è un film per tutti: i toni drammatici e il ritmo un po' compassato potrebbero non incontrare il favore di tutto il pubblico mainstream, ma per chi ha apprezzato il libro di Ferrante rappresenta un titolo davvero imperdibile, un racconto profondamente intimista sull'essere donna e madre.

7.5

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