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Feel the Beat, la recensione del film Netflix a sfondo musicale

In questa dramedy a sfondo musicale, una ballerina dalla carriera ormai bruciata sceglie di allenare una squadra di ragazzine per un contest scolastico.

Feel the Beat, la recensione del film Netflix a sfondo musicale
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La bella April ha sempre immaginato di calcare i palchi di Broadway e ora il suo sogno sta per diventare realtà. Peccato che andando al provino che dovrebbe assicurarle un posto sicuro in un prestigioso corpo di ballo abbia uno screzio con la selezionatrice, a lei sconosciuta prima che fosse troppo tardi. In più un video diventato virale su internet sembra precluderle qualsiasi opportunità e la ragazza, a malincuore e su consiglio del padre, decide di far ritorno nella cittadina natia per ritrovare il proprio baricentro. Al suo arrivo April viene subito coinvolta nelle attività didattiche della scuola locale, ma rifiuta il ruolo di insegnante di danza.
Quando scopre però che la scolaresca parteciperà a un concorso di ballo nel quale alla finale sarà presente un'importante celebrità del settore, cambia idea e accetta di istruire il gruppo di imbranate ma volenterose bambine che la vedono come un idolo.

A corto di idee

Ci troviamo davanti a quella classica tipologia di film nel quale il riscatto personale coincide con un lungo e prevedibile percorso catartico. Il tema della "star" in caduta libera che fa ritorno a quella vita di provincia tipica di molte zone degli Stati Uniti è stato sviscerato in decine e decine di modi e situazioni.
Questa volta c'è il ballo al centro del racconto e l'immaginario dei moderni contest televisivi che impegna in selezioni e ardue battaglie all'ultimo passo team di ragazzini con le loro insegnanti, ma il leit-motiv narrativo segue altrimenti tutte le canoniche linee guida del filone.

Feel the Beat non fa nulla per sfuggire agli stereotipi, standardizzandosi su un modello base poi abbellito da sottotrame e figure secondarie atte ad allungare il minutaggio e aggiungere un po' di pepe a uno svolgimento altrimenti piatto e scontato.
Dall'ovvia love-story di contorno alla gestione dei rapporti tra April e alcune delle sue piccole allieve, tutto sa di già visto.

La simpatia non manca

Nel suo marcato rimando ai prototipi Feel the Beat ha almeno il merito di percorrere le varie fasi chiave con leggerezza, proponendo personaggi discretamente caratterizzati e risvolti abbastanza emozionanti nella loro effettiva risoluzione, dosando con sicurezza gli elementi alla base delle moderne dramedy.
La regista Elissa Down - alla sua terza prova dietro la macchina da presa dopo gli inediti The Black Balloon (2008) e The Honor List (2018) - manifesta un certo mestiere nella gestione di tempi e modi, ibridando con armonia il versante agonistico a quello sentimentale.

Ulteriore punto di forza che permette di chiudere un occhio su una sceneggiatura da copia-incolla è dato dalle divertite performance del cast, con le giovanissime interpreti del corpo di ballo scelte in maniera eterogenea per peculiarità estetiche o interpretative.
Sofia Carson - attrice e cantante nota tra il pubblico di teenager per il ruolo di Evie nel franchise Disney Descendants - se la cava discretamente nella parte di April.

Feel the Beat Nulla di nuovo sotto il sole nei cento minuti di Feel the Beat, dramedy che vede per protagonista una giovane ballerina che, dopo aver mancato l'occasione per spiccare il grande salto, ritrova la passione per la danza insegnando alla scolaresca della cittadina natale con lo scopo, non del tutto disinteressato, di vincere un torneo nazionale. Un'operazione ligia e discretamente realizzata, assimilabile al classico "compitino" a tema, che paga in maggior misura uno script derivativo e ricco di situazioni viste e riviste nel relativo filone, sia per ciò che concerne la verve romantica che il versante agonistico. Per una visione che, sia per l'ambientazione che per la scelta della protagonista, si rivolge prevalentemente a un pubblico di giovanissimi, meno smaliziati e più inclini ad apprezzare una reiterazione di cliché forse a loro poco conosciuti.

5.5

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