Recensione Fast & Furious 6

Sesto capitolo del franchise interpretato da Vin Diesel e Paul Walker: sempre più fast, sempre più furious!

recensione Fast & Furious 6
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Con l'uscita del terzo capitolo nell'estate del 2006, in molti davano - giustamente - per 'spacciata' la saga di Fast & Furious, esplosa quasi per caso qualche anno prima grazie all'abilità registica di Rob Cohen e alla straordinaria alchimia fra i protagonisti Vin Diesel e Paul Walker, oltre ovviamente al risaputo campionario automobilistico.
Il clima d'Oriente, i colori fluo dei plasmi di Tokyo e lo scarso carisma del protagonista Lucas Black apparivano infatti totalmente inadeguati per un franchise con le caratteristiche di Fast & Furious.
Fortunatamente, però, nel 2009 si ebbe la tanto attesa - e quasi insperata - svolta, con l'avvento di un quarto episodio che, ricostituendo la storica squadra del capostipite, diede vita a quella che, oggi, può considerarsi a tutti gli effetti una rinascita, della quale non potremmo essere più fieri.
Così, a soli due anni di distanza dall'avventura in terra carioca del quinto capitolo ambientato a Rio de Janeiro - da molti considerato, in termini di qualità, la vetta più alta mai raggiunta dalla serie - siamo già pronti per un altro, imperdibile tour de force insieme agli affezionatissimi Toretto&Co.
Il sesto, con un settimo già in preparazione. Si cerca solo un regista, dal momento che Justin Lin, il più longevo fra i directors della saga, ha deciso di chiudere qui, dopo quattro film, la sua esperienza con i bolidi più famosi della celluloide.

SEI VOLTE PIU' 'FAST'

Dopo la fruttuosissima rapina di Rio valsa ben 100 milioni di dollari, Toretto e soci si sono sistemati con le rispettive famiglie in diversi angoli del mondo e tutto sembra andare per il meglio. Ma, in quanto ricercati, vivono costantemente in fuga e nessuno di loro può tornare alla propria, vera dimora.
L'agente Luke Hobbs (Dwayne Johnson) propone alla squadra di aiutarlo a intercettare un pericoloso clan di piloti mercenari determinati a mettere a segno un colpo milionario.
Se riusciranno nell'impresa, saranno prosciolti da ogni crimine commesso in passato e torneranno finalmente a essere liberi.

Inutile ostinarsi a cercare un seppur minimo accenno di verosimiglianza o un ancor più flebile livello di coerenza in tutto ciò che viene raccontato nel sesto capitolo di Fast & Furious - e con esso i precedenti.
Dovremmo infatti aver capito, ormai, che prodotti di questo genere non si pongono minimamente il problema di essere coerenti con se stessi - e con lo spettatore - o anche solo lontamente verosimili nella narrazione degli eventi e nella complessiva strutturazione della vicenda.
E il fatto che le componenti appena citate vengano del tutto meno nel film di cui vi stiamo parlando non può che riempirci di gioia, perchè Fast & Furious 6 ci dà finalmente modo di constatare che un cinema onesto, sincero e - alla sua maniera - dignitoso esiste ancora, ed è proprio questo.
Con l'unico obiettivo di far divertire e creare il maggior fracasso possibile, la nuova, ferocissima creatura firmata Justin Lin accende i motori prima ancora che partano i titoli di testa, evocativi e quasi nostalgici nel ripercorrere attraverso brevi sequenze i principali eventi della saga sul sottofondo della trascinante We Own It del duo 2 Chainz/Wiz Khalifa.
La pellicola è dunque un assolo continuo e incessante - ma tremendamente spassoso - di adrenalina, frastuono e corse mozzafiato in autostrada (e non) con i più disparati modelli di autovetture - c'è di mezzo anche un carro armato... - a prova di intenditore, portate al massimo della loro potenza da un team attoriale che, in questo più che in ogni altro caso, non avrebbe potuto dimostrarsi più efficace.
Rispetto ai precedenti capitoli, il Dom Toretto interpretato da Vin Diesel si mostra leggermente più contenuto, lasciando campo libero all'irresistibile verve comica di Tyrese Gibson e ai duelli a suon di calci e pugni tra Gina Carano, ex artista marziale già prestatasi al cinema nel recente Knockout - Resa dei conti (2011) di Steven Soderbergh, e una 'resuscitata' Michelle Rodriguez che torna in scena, ancora più cattiva e tosta di prima, dopo una momentanea 'dipartita'.

Un franchise, quello di Fast & Furious, che, aumentando di volta in volta il numero di personaggi così come quello delle location (qui si passa dalla Spagna a Londra fino a Mosca e Los Angeles, dove tutto cominciò in quel lontano 2001) e non risparmiandosi neppure nell'uso spropositato della tecnologia, diventa quasi un ibrido tra la saga di Mission: Impossible e quella di Transformers, con la differenza che qui, il divertimento, è davvero una cosa per cui vale la pena di andare a cento all'ora. E anche di più.
Nonostante qualche lungaggine di troppo (il film supera abbondantemente le due ore di durata), Fast & Furious 6 incarna alla perfezione l'archetipo di action-movie con i controfiocchi, e sapere che nel prossimo episodio ci sarà anche un altro pezzo da novanta del cinema action - che appare in concomitanza con i titoli di coda - ci fa letteralmente saltare dalla poltrona...

Fast & Furious 6 Arrivata al sesto capitolo - con un settimo già in preparazione - la saga di Fast & Furious procede sempre più impetuosamente nelle sue corse mozzafiato sfidando persino le leggi di gravità, confermandosi come uno dei franchise più avvincenti e redditizi dell'ultimo decennio. Un cast come sempre eccezionale e una regia che non si risparmia certo in mirabolanti acrobazie sono alcuni dei tanti pregi di un film che, come i suoi predecessori, promette adrenalina e divertimento in quantità stratosferiche. Con buona pace della coerenza filmica e narrativa...

7.5

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